Perché voglio diventare Travel Blogger

di Selene Scinicariello
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In questo periodo ho avuto modo di riflettere parecchio sul perché il viaggio sia così importante nella mia vita. A inizio Luglio sono stata ospite di Lonely Planet per l’UlisseFest, dove un incontro con Tony Wheeler, celebre fondatore della più famosa casa editrice di guide di viaggio, mi ha ricordato come il viaggio sia più che altro uno stato d’animo, un necessario bisogno di spostarsi, conoscere e capire. Poi qualche giorno fa la domanda di Momondo, di cui sono ambassador per la nuova edizione del programma Open World Travelers, che chiedeva quando ho scoperto di essere una viaggiatrice. Mi sono fermata a pensare ed ecco che ho deciso di scrivere questo post un po’ personale, dove racconto il mio rapporto con il viaggio e il perché ho deciso di diventare travel blogger… o almeno provarci!

 

Perché voglio diventare Travel Blogger

 

C’è qualcosa di cui non potresti mai fare a meno? Qualcosa che il solo pensiero di perderlo ti fa stare male? Per molti può essere il dolcino dopo cena, la partita di calcetto con gli amici, la domenica allo stadio, la corsa la mattina prima di andare a lavoro… per me è viaggiare!

Ciò di cui non potrei davvero fare a meno è il viaggio.

Possono apparire frasi fatte, ma dico davvero. Ho un bisogno incredibile di muovermi, spostarmi, conoscere e scoprire.

Passo la maggior parte della settimana chiusa in casa davanti al PC, ma poi nel weekend ho bisogno di evadere, fosse solo per una passeggiata in un parco di Genova che non conoscevo, un gelato in un borgo della Liguria o una sagra in Piemonte.

Questa necessità l’ho sempre avuta, fin da bambina.

 

Il viaggio: la mia più grande passione

 

Quando mi chiedono chi è Selene Scinicariello e perché ho deciso di provare a diventare travel blogger racconto sempre che il viaggio è nel mio DNA.

Mia mamma è di origini americane, mio padre è di Gaeta, ma i miei genitori si sono incontrati a Genova, la città dove sono nata.

Ancora in fasce viaggiavo su una Renault rossa per raggiungere mia nonna nel basso Lazio: più di 8 ore di viaggio. A 2 mesi e mezzo forse non ti rendi conto di nulla… ma dentro qualcosa, secondo me, cambia.

Poi è stata la volta degli Stati Uniti. A sei anni ero sulle Torri Gemelle e urlavo che lì sotto c’erano le micro machine: uno dei ricordi più incredibili della mia vita.

 

Una piccola Selene Scinicariello guarda il panorama dalle Torri Gemelle durante il viaggio che le ha cambiato la vita.

Io a sei anni sulle Torri Gemelle.

 

Insieme ai miei genitori ho viaggiato tanto, dalla Spagna alla Croazia. Grazie al Liceo che ho frequentato ho viaggiato ancora di più, dalla Germania alla Russia.

Da inguaribile curiosa e da ragazzina intraprendente a 16 anni ho fatto un patto con me stessa: a 18 anni mi sarei regalata un biglietto per gli Stati Uniti e sarei partita senza i miei genitori.

Così è stato: per due anni ho fatto qualche lavoretto come PR delle discoteche e insieme a un’amica davo volantini in giro per il centro il sabato pomeriggio. Con l’aiuto di qualche regalo “in busta” da parte di zia, nonna, mamma e papà sono riuscita ad acquistare quel biglietto. Sei mesi dopo aver compiuto 18 anni partivo oltreoceano per la prima volta da sola. Ad aspettarmi c’erano i miei parenti che mi ospitarono a casa loro o “costrinsero” amici sparsi sulla costa est a fare lo stesso. Due settimane in cui ho capito che adattarsi non è sempre facile, che viaggiare da soli a volte è faticoso, ma che incontrare sconosciuti, fare nuove amicizie, scoprire nuove abitudini era davvero quello che volevo fare per il resto della mia vita!

 

selene scinicariello travel blogger viaggi che mangi 2009

Io nel 2009 a New York.

 

Quando ho scoperto di essere una viaggiatrice instancabile?

 

Non so se c’è stato davvero un viaggio che mi ha cambiato la vita: trovarne solo uno è impossibile. Ogni esperienza ha arricchito il mio bagaglio e contribuito a diventare quella che sono e la viaggiatrice di adesso.

Quel che è certo è che più viaggiavo e più volevo viaggiare.

Da quel momento sulle Torri Gemelle, a sei anni, di tempo ne è passato, ma lo stupore di vedere cose nuove e inaspettate non è mai cambiato.

Dopo quel primo viaggio da sola negli Stati Uniti ce ne sono stati altri due, sempre un po’ più lunghi, fino a sfiorare il mese. Mi sono spostata da est a ovest, da un letto all’altro. Ho condiviso le camere insieme ai miei cugini o con “amici di amici di amici“. Ho acquisito nuovi parenti, compagni di vita dei miei cugini che oggi fanno assolutamente parte della mia famiglia e ho sognato più volte di potermi trasferire in quella terra delle possibilità.

Poi sono arrivati i viaggi nei Balcani insieme a Ste e ho scoperto la bellezza del viaggio in auto, della meraviglia di potersi fermare in un paesino sconosciuto, che non sarai mai più in grado di ritrovare sulla mappa, per mangiare il gulasch più buono della tua vita.

 

Selene Scinicariello e Stefano a Sarajevo durante uno dei viaggi che le ha cambiato la vita.

Io e Stefano a Sarajevo.

 

Durante ogni nuovo viaggio mi riscopro amante del viaggio e percepisco un nuovo lato della viaggiatrice che è in me.

Ho capito di essere una viaggiatrice instancabile probabilmente a due mesi e mezzo, su quella Renault rossa, ma ancora non ne ero consapevole. Con il tempo, dopo ogni viaggio, ne prendevo sempre più coscienza.

 

Perché viaggiare fa bene?

 

Può sembrare strano, ma ho sempre percepito il viaggio come il mio posto nel mondo.

Quando viaggio mi sento libera… non libera dalle cose da fare, dagli impegni e dalla routine (certo, anche quello contribuisce), ma libera dai pregiudizi, dalle costrizioni, dagli schemi e dai preconcetti che bene o male fanno parte di noi stessi nella vita quotidiana.

Quante volte mi sono ritrovata a mangiare quel piatto che a casa non avrei mai assaggiato, a ballare quella musica che non avrei mai ascoltato, a perdermi tra le strade di una città di cui credevo di non fidarmi… Quante volte mi sono lasciata andare, inaspettatamente!

Viaggiare fa bene. Fa bene al corpo e fa bene all’anima. Viaggiare ci rende persone migliori.

Quando viaggiamo siamo più disposti ad ascoltare l’altro, ma anche noi stessi. Siamo più sensibili ai segnali del nostro corpo, alla fame e alla stanchezza. Ritroviamo la capacità di fidarci delle nostre sensazioni: “di là è meglio non andare!“, “la strada per l’hotel è questa, ho visto quel negozio all’andata…“, “il profumo di questa panetteria è fantastico, entriamo!“… Quando viaggiamo lasciamo parlare il nostro io.

Viaggiare mi ha insegnato tanto. Mi ha aiutato a capire culture diverse dalle mie, a rispettare le usanze degli altri, anche quelle più strane, mi ha insegnato a essere critica, ma mai criticona! Viaggiare mi ha insegnato che qualsiasi cosa può essere diversa dal nostro modo di vedere, ma nulla è incomprensibile o inconcepibile se prima non ci si è fermati a rifletterci sopra.

Ogni volta che sento quella sensazione sulla pelle, il desiderio di capire quello che sembra inafferrabile, ecco, è lì che capisco di essere una viaggiatrice, è lì che sento che non potrò mai smettere di viaggiare!

 

Viaggi che mangi: il momento in cui ho deciso di diventare travel blogger

 

Due anni fa, in una giornata qualsiasi di ricerche di lavoro su internet, mi è balzata in mente l’idea di aprire un blog di viaggi.

Alla fine di marzo 2017 nasceva Viaggi che mangi.

Da quel momento la strada è stata sempre in salita: far capire cosa stavo facendo ad amici, a parenti e al resto del mondo non è stata e non è cosa semplice.

Poi c’era lo studio: per costruire un travel blog e per farlo crescere non ci si può improvvisare. Per cui ho iniziato a seguire webinar, lezioni e seminari. Purtroppo il budget non era, e ancora non lo è, altissimo e per questo motivo ho sempre dovuto cercare soluzioni gratuite o molto economiche. Tutto questo, ovviamente, levava tempo ad altro, alla scrittura in primis.

Nel frattempo dovevo cercare un “lavoro vero” o perlomeno così impone la società. Ho preso batoste su batoste, sono stata sfruttata e il mio lavoro non è quasi mai stato riconosciuto. A gennaio 2019 ho deciso di fare una pazzia: aprire la Partita IVA.

Voglio diventare travel blogger e voglio essere una professionista. Ovviamente prima che ciò sarà possibile dovrò anche fare dell’altro ed è per questo che ora lavoro principalmente come copywriter.

 

Immagine di copertina del blog post "7 modi di guadagnare viaggiando" del travel blog di selene scinicariello

 

Solo ultimamente inizio a vedere i frutti del mio lavoro e piano piano i clienti aumentano.

Non so come e quando raggiungerò davvero il mio sogno di diventare travel blogger a tutti gli effetti, ma i risultati che sto raggiungendo da sola mi ripagano delle difficoltà, della mancanza di uno stipendio che, almeno per ora, non mi permette di mantenermi da sola e delle intere giornate passate al PC.

Quello che sto facendo, lo sto facendo per me e per quelle persone che amano viaggiare come me.

Voglio diventare travel blogger non solo per viaggiare tutta la vita, ma soprattutto per creare contenuti utili a chi desidera scoprire nuovi posti, per essere d’aiuto a chi organizza i propri viaggi e a chi condivide questa bellissima passione.

Non so se si possa davvero vivere di soli viaggi, ma nel frattempo scrivo e posso permettermi di staccare la spina ogni tanto per viaggiare. Magari non potrò permettermi voli dall’altra parte del mondo, ma anche una domenica alla scoperta di una delle meravigliose città italiane mi riempie il cuore di felicità!

 

Se siete anche voi degli instancabili viaggiatori, non lasciatevi frenare da nulla e viaggiate… ovunque!

 

Da ambassador di Momondo non posso che consigliarti di dare un’occhiata alle offerte dei voli sulla piattaforma di comparazione prezzi e… perché no, prenotare per la tua prossima destinazione!

 

Hai voglia di raccontarci nei commenti qual è stato il momento in cui hai scoperto di essere davvero un viaggiatore?

 

#admomondo #owtravelers

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