Guido Tour Sharing: visite guidate e sharing economy

di Selene Scinicariello
logo guido tour sharing

Spesso si rinuncia a una visita guidata perché troppo costosa. Altre volte la si esclude a priori perché considerata noiosa. La realtà è che essere accompagnati da una guida esperta e appassionata è un modo unico e completo per visitare un luogo portandone con sé per sempre un ricordo vivo ed emozionante. Oggi abbiamo deciso di parlare con i ragazzi della startup Guido per capire cos’è il tour sharing e come si può vivere un’esperienza divertente e low cost partecipando a una delle loro visite guidate condivise.

 

Guido Tour Sharing e le visite guidate condivise per un turismo inclusivo e accessibile

 

Abbiamo conosciuto il progetto di Guido Tour Sharing qualche anno fa durante una visita a Pavia e da quel momento abbiamo continuato a seguire le loro iniziative e i loro eventi, fino all’arrivo dei tour a Genova, la nostra città.

Dopo averli incontrati l’ultima volta a seguito dell’inaugurazione genovese è passato un po’ di tempo, ma oggi torniamo a fare quattro chiacchiere con loro perché siamo certi che questa idea e il loro percorso meritino di essere raccontati in questa nostra rubrica.

Per molte persone, infatti, “visita guidata” è ancora sinonimo di un paio d’ore trascorse ad annoiarsi oppure di una cifra troppo alta da potersi permettere. Si preferisce, così, lasciarsi guidare dall’istinto o da qualche guida online gratuita.

Il valore aggiunto di una guida esperta e appassionata, però, è unico ed è per questo che il tour sharing è un’idea geniale che potrebbe rivoluzionare il settore.

Più persone partecipano a un tour, meno si paga la visita: la guida, allora, non svenderà il proprio lavoro e tutti potranno permettersi l’esperienza condividendola, inoltre, con altre persone interessate che potrebbero diventare nuovi amici!

Non è fantastico? Parliamone meglio con i ragazzi di Guido.

 

1. Ciao ragazzi! Iniziamo questa chiacchierata.
Quanto tempo fa è nata l’idea di Guido Tour Sharing e cosa vi ha spinti fin qui?
La possibilità di partecipare a una visita guidata a basso costo durante i vostri viaggi, ad esempio, ha influito sul vostro progetto?

 

Guido nasce nel 2015 come un esperimento per favorire un turismo più inclusivo. Successivamente nel 2017, anche grazie al finanziamento della Fondazione Cariplo, si costituisce l’Impresa Sociale che ha permesso di concretizzare maggiormente il progetto.

Guido si rivolge a tutti gli amanti del patrimonio artistico e culturale che vogliono condividere una bella esperienza.

Il nostro obiettivo era, ed ancora tutt’ora, quello di creare nuove tecnologie, un’economia collaborativa e più accessibile in modo tale da permettere a tutti di sostenere i costi di una guida: più turisti partecipano al tour, più il costo diminuisce!

A questo si aggiunge la collaborazione con guide locali, dei professionisti abilitati in grado di dare un valore narrativo aggiuntivo alla visita condotta.

 

2. Quanta passione, tempo e impegno sono necessari per far crescere un progetto del genere?
Siete presenti in diverse regioni italiane, quanto è complicato stare dietro a una rete così grande?

 

L’impegno senza dubbio è notevole.

Al momento sulla piattaforma di Guido siamo attivi in diverse regioni e città: questo ci porta a dedicare non poco tempo alle continue migliorie sul sito responsivo.

Il suo buon funzionamento è fondamentale per far sì che i turisti interessati ai nostri tour siano autonomi nella fase di prenotazione e in seguito “assistiti” dal sistema di notifiche automatiche che li accompagni fino all’incontro con la guida e che permetta loro di proseguire con la condivisione dell’esperienza tramite la chat.

Certo non è facile mantenere i contatti con tutte le guide e gestire una comunicazione sempre efficace su tutte le aree in cui siamo attualmente presenti: per questo pianifichiamo campagne di comunicazione e marketing magari agganciandoci ad eventi pianificati dalle singole regioni in cui siamo presenti.

C’è ancora tanto da fare ma l’impegno non manca!

  

Il team di Guido Tour Sharing.

Il team di Guido Tour Sharing.

 

3. Al momento siete soprattutto presenti sul territorio italiano. Vi piacerebbe portare la vostra idea all’estero?

 

Guido è già presente all’estero, in particolare in Francia, a Parigi: questa bellissima città è stata una delle prime tappe in cui la piattaforma ha iniziato a muovere i primi passi e in cui abbiamo guide molto preparate che hanno condotto tour molto apprezzati, come quello al Sacro Cuore e quelli sulla Street Art.

Non escludiamo la possibilità di estenderci in altri Paesi, anche se l’attuale emergenza sanitaria ci ha fatto accantonare per ora i nostri progetti verso l’estero.

  

4. Guido Tour Sharing è una piattaforma online, esiste anche una app o avete intenzione di crearla?

 

È una delle nostre prossime attività. Si sta lavorando alla realizzazione di una app specifica e al momento l’idea è in fase embrionale. A partire dalle ultime modifiche che hanno applicato alla piattaforma la nuova veste grafica (e che in parte sono ancora in corso, soprattutto nella sezione di amministrazione e in quella dedicata alle guide), abbiamo posto una particolare attenzione alla responsività del sito in modo tale da essere fruibile anche dai dispositivi mobili.

  

5. Quanto è importante oggi l’immediatezza di un servizio del genere?
Quanto sono importanti, inoltre, i social per farsi conoscere?

 

La possibilità per Guido di essere immediato nel mostrare i diversi tour a catalogo è un elemento da non trascurare; anche i canali social rivestono un ruolo importante per scoprire cosa offriamo e fare pubblicità. Pertanto abbiamo deciso di investire mediante la pubblicazione di eventi e post sui diversi canali di Facebook, Instagram e Twitter per sensibilizzare i turisti verso i nostri tour.

 

6. Spesso la figura della guida non riceve il giusto valore. Oggi che tutto è accessibile online, ad esempio, si pensa che la storia di una città o di un luogo sia sufficiente leggerla su internet. Spesso la visita guidata, soprattutto tra i giovani, è immaginata come una vera e propria punizione, una sofferenza che dura ore. Secondo voi perché?
Tempo fa abbiamo intervistato una guida turistica e ci raccontava che oltre al fatto che sono tanti anni che non vengono proposti nuovi esami di abilitazione per le guide, non vengono neanche proposti corsi di aggiornamento.
In questo mondo che cambia velocemente, quanto è importante trovare nuovi modi per catturare l’attenzione delle persone?

 

E’ sempre difficile trovare dei modi per catturare l’attenzione delle persone: Guido nelle sue proposte mira sempre a lanciare iniziative interessanti su diversi argomenti in modo tale da solleticare la curiosità dei suoi interlocutori.

Molto importante è anche l’aspetto formativo: tutte le guide sono professionisti regolarmente abilitati e sono esperti del luogo in cui il tour viene proposto.

La noia è percepita da molti, soprattutto tra i più giovani, come una costante inevitabile associata all’esperienza di visita guidata. Essa scaturisce probabilmente da uno stile di conduzione del tour poco empatico che certe guide, soprattutto di vecchia scuola, hanno adottato nel tempo. L’uniformità di certe mete (spesso capita che una guida si concentri su alcuni particolari siti, magari perché più richiesti) e l’atteggiamento poco interessato di gruppi di scolaresche o di turisti che fanno il tour giusto per “smarcare” un monumento o un sito archeologico come “visto”, non aiutano certamente.

Lo sforzo delle guide deve essere costante, per mantenersi sempre aggiornate e per entrare in sintonia con il pubblico che hanno di fronte in modo da poter modulare sul momento lo stile e il tono di voce del tour. L’obiettivo consiste nel catturare l’attenzione di tutti e far sì che, magari anche poco, qualcosa resti nel ricordo dell’esperienza fatta.

Inoltre tra le future attività che Guido ha intenzione di realizzare c’è l’investimento sulla formazione per tour dedicati ad una tipologia di clientela più sensibile.

L’ente di formazione sul turismo accessibile e formativo Cityfriend organizza diversi corsi per permettere alle guide di diventare professionisti del turismo accessibile per accogliere sul territorio persone con disabilità ed esigenze specifiche, oltre che famiglie e anziani.

Guido si vuole impegnare anche su questo fronte di “turismo-accessibilità” dedicando parte del suo tempo a studiare percorsi più specifici per le singole esigenze.

 

 

7. Ci è capitato spesso, anche durante i vostri tour, di rimanere meravigliati da un aneddoto in particolare che non avremmo mai potuto scoprire altrimenti. La guida secondo noi ha proprio questo merito, portare oltre al semplice giro in città e catturare l’attenzione con curiosità e storie.
Qual è secondo voi il valore aggiunto di una visita guidata?
Perché visitare un luogo con una guida è totalmente diverso dal farlo da soli?

 

Concordiamo con la vostra idea di visita guidata: essere condotti da un professionista del settore porta un valore aggiunto all’opera o al museo che si sta visitando. Questo diventa un ponte comunicativo fra la cultura e i turisti.

La guida aggiunge certamente valore “informativo”: mette a disposizione dei visitatori la sua conoscenza, la sua capacità di creare collegamenti con luoghi e tempi remoti rispetto al tempo e luogo in cui si sta svolgendo la visita, collegamenti magari scaturiti da una domanda di chiarimenti o dal contributo di qualcuno dei partecipanti.

L’importanza della guida è anche, o forse soprattutto, un’altra: la capacità di trasmettere a chi l’ascolta la passione nei confronti di quanto stanno vedendo. Far sentire il riecheggiare dei passi degli abitanti nelle antiche strade di Pompei; far rivivere le storie di un viandante medievale sollevato alla vista di un’edicola votiva ad un crocevia…tutte queste sono esperienze che solo un racconto informato ma soprattutto appassionato possono far vivere.

Molto importante è anche l’intento di creare un’esperienza di condivisione e confronto alla fine del tour, nel momento conviviale della “taverna: la guida prima della partenza della visita sceglie un luogo caratteristico e, una volta conclusa l’esperienza, offre la possibilità ai turisti di continuare a conoscersi anche davanti ad una tazza di caffè.

Ovviamente la scelta di partecipare è a discrezione di ogni singolo partecipante.

 

immagine esemplificativa del progetto guido tour sharing

 

8. Noi ci occupiamo di viaggi e di cibo: siamo convinti che l’enogastronomia sia parte integrante della storia di un territorio e che attraverso i piatti e i prodotti tipici si capisca moltissimo di un luogo. Avete mai pensato di allargare le visite anche a tour enogastronomici?

 

Guido ha già in catalogo qualche tour dedicato alla gastronomia basti pensare alle cioccolaterie torinesi e la alla storia del Vermouth.

Inoltre, come già accennato sopra, il momento taverna è importante: per proseguire e animare lo scambio di informazioni e riflessioni che già si è avviato durante il tour, ma certamente anche per arricchire la visita con un elemento integrante del territorio quale appunto le tradizioni enogastronomiche locali. Quando possibile, le guide sono incoraggiate a scegliere per il momento taverna un luogo tipico, un locale storico o che offra prodotti locali.

La pianificazione in calendario di tour specificamente enogastronomici potrebbe essere un’idea interessante.

 

9. Se vi dicessimo di immaginarvi tra 5 anni, come vi vedreste? Avete in mente idee e progetti nuovi?

 

Considerando il virus Covid-19, l’attività di Guido ha subito un inevitabile arresto e al momento stiamo cercando di riproporci al meglio.

Abbiamo in mente di sviluppare nuove collaborazioni con l’Associazione Italiana dei Travel Blogger (AITB) nella realizzazione di blog tour, ossia una serie di visite guidate accomunate da un tema a cui partecipando dei blogger che esprimono le proprie impressioni e pubblicano sui loro canali social pubblicità e articoli sul nostro servizio.

Inoltre, in conformità con il grande successo dell’iniziativa del 2018 di Save Faragola, Guido si vuole riproporre impegnandosi nell’adottare nuovamente un monumento da valorizzare: l’intento consiste nel raccogliere fondi da destinare al suo restauro e mantenimento.

 

10. Visto il vostro lavoro, consigliate a noi e ai nostri lettori un luogo in Italia da non perdere assolutamente… ovviamente in compagnia di una delle vostre guide!

 

Non ci sentiamo di consigliare un tour in particolare rispetto agli altri: suggeriamo di curiosare sulla nostra piattaforma e di lasciarsi guidare!

 

Grazie di cuore per il tempo che avete voluto dedicarci!

 

Speriamo che questa intervista ti sia piaciuta, che tu abbia scoperto qualcosa di più sulle visite guidate condivise e sul tour sharing e su come Guido si sta muovendo per un turismo inclusivo e accessibile.

Per conoscere meglio il progetto di questa startup e per prenotare la tua visita guidata con le guide di Guido Tour Sharing ti invitiamo a visitare la piattaforma e di seguire gli aggiornamenti anche sui vari canali social.

 

Guido Tour Sharing

www.iloveguido.it

Facebook: @Guidotoursharing

Instagram: @guidotoursharing

Twitter: @toursharing

 

Se vuoi conoscere altri progetti e belle storie come questa, dai un’occhiata alla sezione dedicata alla rubrica “Lavorare per passione“: le esperienze che abbiamo deciso di raccontarti sono tante e tutte diverse e stimolanti!

 

Le foto presenti all’interno dell’intervista ci sono state fornite dal team di Guido Tour Sharing.

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