Guida turistica a Ruvo di Puglia: intervista a Mario di Puppo

di Selene Scinicariello
mario di puppo guida turistica a ruvo di puglia

Nel 2018 io, Selene, partecipai a uno dei miei primi Press Tour in Puglia e incontrai Mario, una guida turistica locale che accompagnò il gruppo alla scoperta delle bellezze di Ruvo di Puglia, cittadina in provincia di Bari. Ricordo che tutti rimanemmo colpiti dalle sue spiegazioni e che in quei 5 giorni eravamo perennemente impegnati in un susseguirsi di domande sui luoghi che visitavamo. Non erano le solite visite guidate: non ci annoiavamo e, anzi, eravamo tutti sempre più curiosi e interessati. Mario, il suo lavoro, lo sa fare veramente bene. Per questo, quando a inizio 2020 insieme a Stefano abbiamo deciso di lanciare la rubrica “Lavorare con passione“, abbiamo subito pensato che avremmo dovuto assolutamente intervistare Mario di Puppo, guida turistica a Ruvo di Puglia.

 

Essere guida turistica a Ruvo di Puglia: pensieri e riflessioni con Mario di Puppo

 

Quante volte ti è capitato di partecipare a una visita guidata e sperare che finisse il prima possibile? Quante volte ti è successo di trascorrere il tuo tempo all’interno di un museo, di una chiesa o in giro per una città, con il cervello completamente fuori uso pur di non sentire la guida intenta a “sputar fuori” una quantità incontrollabile di parole capaci solo di far sbadigliare i partecipanti al tour? A noi è successo parecchie volte!

Per questo motivo sono rimasta piacevolmente colpita quando, durante il Press Tour di cui ero ospite, ho conosciuto colui che per 5 giorni è stata la nostra guida turistica a Ruvo di Puglia.

Mario di Puppo non solo è riuscito a mostrare le bellezze della sua cittadina, ma è stato capace di dare loro il giusto valore attraverso i suoi racconti, è riuscito a far capire quanto anche il più piccolo paese della nostra bella Italia abbia storie da svelare, è stato in grado di incuriosire e affascinare, facendo sì che spesso fossimo noi a inondare lui di parole con la nostra infinità di domande.

Il lavoro di una guida turistica, secondo noi, serve proprio a questo, a portare il visitatore al di là di ciò che vede, al di là delle proprie convinzioni. Il lavoro di una guida turistica è quello di accompagnare alla scoperta di un qualsiasi luogo nel suo intimo. Una guida deve incuriosire e Mario, a Ruvo, è riuscito a farlo.

In questa intervista rifletteremo su questo e parleremo con lui delle problematiche che le guide devono oggi affrontare in Italia.

Infine, Mario si è reso disponibile per lasciarci qualche spunto per visitare Ruvo di Puglia nel migliore dei modi.

 

 

1. Ciao Mario, intanto vogliamo dirti grazie per aver deciso di partecipare a questa intervista.
Iniziamo! Da quanto tempo fai questo lavoro e cosa ti ha spinto a voler diventare una guida turistica?

 

Ciao Selene, innanzitutto ti ringrazio per questa intervista.

All’età di sedici anni mi avvicinai alla Pro Loco di Ruvo di Puglia, realtà associativa volontaristica locale molto fervida nella promozione e valorizzazione del territorio; ad oggi sono ancora socio della stessa avendone sposato le finalità fin da subito. Ho iniziato a guidare gruppi in maniera assidua a partire dalla maggiore età. È la passione per la mia città che mi ha spinto verso la conoscenza e, successivamente, nel condividere con gli altri quanto appreso dallo studio. Infatti, il sapere senza la relativa diffusione è un mero esercizio, secondo il mio modo di vedere.

 

Una delle cose da vedere a Ruvo di Puglia è il panorama dalla Torre dell'Orologio.

Il panorama dalla Torre dell’Orologio.

 

2. Oggi, oltre a essere una guida, svolgi anche un altro lavoro? Quanta passione, tempo e impegno sono necessari per fare quello fai e quanto hai dovuto studiare per diventare una guida abilitata?

 

Le mie attività principali sono quelle di insegnante e di architetto.

Selene, purtroppo il lavoro di guida turistica – almeno dalle mie parti – non consente di ricavare cifre importanti che possano garantire una stabilità economica. I motivi? Tanti, dalla mancanza di continuità dei flussi turisti alla concezione del “tutto gratis” vigente a livello locale. Il vuoto normativo di un tariffario minimo spinge molte guide ad abbassare sempre di più la richiesta della gratificazione economica, al punto che ci avvicina alla gratuità della prestazione professionale.

Infatti, si deve giungere alla convinzione collettiva che guidare i turisti è un lavoro, capeggiato dalla passione, ma che deve essere remunerato. A tal proposito ti racconto una storiella. Tempo fa, un signore sulla cinquantina mi chiese di visitare la Cattedrale, gli comunicai il costo della guida e lui decise di non avvalersi del servizio. Più tardi, mentre stavo illustrando le bellezze del nostro monumento romanico ad un piccolo gruppo di visitatori lo vedo sbucare alle spalle degli stessi. Mi allontano, affinché capisca l’inopportunità della sua presenza ma… niente. Ci segue. Al che, mi fermo e gli dico che per ascoltare la guida è necessario pagare la prestazione professionale! Che avrà fatto il signore? Sarà andato via arrossendo? Giammai! Anzi, stizzito mi dice che la guida è una passione e che chiedere soldi è una vergogna. Gli chiedo quale sia il suo lavoro e lui mi dice che è un pittore di tele presso una nota città italiana. Bene, gli chiedo se i suoi quadri lui li regali alla gente. Il signore mi guarda sbigottito e dice: “Che significa? Io produco arte”. La morale? I lavori intellettuali subiscono lo scotto della intangibilità del prodotto fornito.

Per quanto riguarda la passione, beh, è veramente inesauribile. Una guida non studia mai perché studiare è la sua passione e quindi se si svolge un’attività che piace, il tempo e gli sforzi sono dati trascurabili.

L’abilitazione delle guide turistiche in Puglia è recente; nell’ultimo concorso l’asticella è stata alzata sempre di più chiedendo – giustamente – sempre maggiori conoscenze e competenze.

 

3. Una curiosità, c’è un periodo storico che proprio non ti è piaciuto studiare e che facevi fatica a memorizzare?

 

Credimi, non ci sono periodi storici che non mi piacciono. Ho una curiosità ampia di sapere che mi spinge a leggere e studiare di tutto. Ricordo che, da studente, mi accinsi così tanto a ricostruire il passato di una chiesa ruvese che poi ne trassi un libro, molti anni dopo.

 

Se vuoi sapere cosa vedere a ruvo di puglia, inizia la tua visita dalla Cattedrale della città.

La Cattedrale di Ruvo di Puglia.

 

4. Sai dirci qual è la situazione in Italia per chi vuole diventare una guida turistica? Sappiamo che in molte Regioni hanno sospeso da tempo gli esami per l’abilitazione. Pensi che questa situazione cambierà?

 

In Puglia gli esami di abilitazione di guida turistica sono sospesi, al momento. Auspico che in parallelo alla ripresa dell’abilitazione si stili un disciplinare tecnico che normi le tariffe, evitando speculazioni. Inoltre, sarebbe bello se si attivassero corsi annuali per guida turistica svolti da specialisti del settore, non solo dal punto di vista storico, artistico, archeologico e architettonico ma anche della comunicazione. Mi spiego, accade che guide molto preparate non sappiano mediare il loro sapere, non riescano ad entrare in empatia con i loro interlocutori. Questa situazione, per me, è grave; d’altronde ciò che differenzia una guida da una APP è proprio la capacità di adattarsi all’uditorio, leggere direttamente ed indirettamente i segnali di interesse o disinteresse verso un argomento.

 

5. Spesso fare una visita guidata è considerata una cosa noiosa, soprattutto tra i ragazzi e i bambini. C’è un metodo, secondo te, per rendere un tour con guida più stimolante? Tu cosa cerchi di fare per mantenere viva l’attenzione delle persone che accompagni? Quando sono venuta a Ruvo di Puglia sei riuscito a lasciare a bocca aperta tutti: nessuno si è mai annoiato, anzi, ti venivano poste domande in continuazione!

 

Grazie, Selene. Come affermavo nella risposta precedente è necessario che una guida si rapporti con gli interlocutori. Spesso accade che alcune guide parlino moltissimo perché in questo modo pensano di comunicare grande competenza dell’argomento. Il problema è che, alla fine, solo un gruppo ristrettissimo di persone riesce a seguire mentre gli altri si annoiano e lasciano che la guida parli solo a pochi. È importante, per me, ascoltare le curiosità e le domande che pongono i visitatori; ti dirò, trovo siano molto arricchenti in quanto essi guardano con occhi nuovi, senza lezioni precostituite. Insomma, la visita guidata non deve essere un IO che so tutto che spiego a LORO che non sanno niente; è bello che tutti si sentano partecipi. Per questo, sarebbe auspicabile che il corso di guida annuale di cui facevo cenno prima comprendesse esami di comunicazione, programmazione neurolinguistica e sociologia.

 

6. Perché, secondo te, visitare un luogo con una guida è il metodo migliore per conoscere la storia di un posto? Qual è il valore aggiunto di una visita guidata?

 

La guida turistica è il mediatore della conoscenza per eccellenza. Per comprendere appieno un monumento, un sito archeologico, un bene storico artistico in generale, è necessario studiare per molto tempo. La guida ti propone le chiavi di lettura che scaturiscono da una cultura sedimentata; certo, è possibile che l’utente si discosti anche da tale interpretazione.

Chi visita un luogo senza la guida rischia di travisare la lettura di un monumento culturale; in assenza di un dibattito, l’utente cerca di comprendere la realtà attraverso le categorie di pensiero che possiede. Bene, spesso tali categorie valgono per un determinato intorno culturale e non per tutti gli altri.

Allora, la scelta a monte da fare è di avvalersi di una visita guidata di qualità o dell’improvvisazione.

 

7. Tu fai la guida a Ruvo, la tua città, e accompagni i turisti anche in altre zone limitrofe in Puglia. C’è un altro luogo al mondo in cui vorresti poter far la guida? Un posto che hai visitato o di cui hai letto moltissimo che ti emoziona particolarmente?

 

Si, ho guidato gruppi in diversi luoghi della Puglia. Però, come architetto mi piacerebbe svolgere il lavoro di guida a Roma, Firenze o Venezia, capitali indiscusse di arte. Provenendo dalla Provincia sarebbe bello osservare come l’arte ad altissimi livelli abbia influenzato quella di confine e viceversa. Se dovessi uscire dall’Italia, parlerei di Parigi, Praga o Madrid.

 

8. Facciamo un po’ di “pubblicità” a Ruvo di Puglia: cosa bisogna assolutamente vedere in città e, soprattutto, qual è il piatto tipico più buono?

 

Ruvo di Puglia è una piccola cittadina del Nord barese; le dimensioni ridotte non devono ingannare sulle grandi bellezze storico, artistiche, architettoniche e naturalistiche presenti. Il nucleo antico conserva ancora il suo aspetto, con scorci caratteristici illuminati dalla pietra bianca tipica delle costruzioni civili e chiesastiche.

 

Breve tour di Ruvo di Puglia con Mario di Puppo

 

Mario ha deciso di lasciarci qualche interessante consiglio per visitare Ruvo di Puglia.

 

Museo Nazionale Jatta

 

 

Il nostro ipotetico tour potrebbe partire dal Museo Nazionale Jatta che contiene la straordinaria collezione vascolare, famosa in tutto il mondo, che raccoglie ceramiche e bronzi del VII – III sec. a.C. Tra i vasi più famosi vi è il celebre cratere attico a figure rosse, del V sec. a.C., detto di Talos, raffigurante la morte del mitico gigante omonimo, custode dell’isola di Creta.

 

Cattedrale di Ruvo di Puglia

Seconda tappa – la Cattedrale – fra le più note chiese romaniche di Puglia, costruita nel XIII secolo sui resti di antiche strutture. La facciata presenta un prezioso apparato scultoreo fra cui spiccano lo splendido portale centrale ed il rosone. L’interno è a tre navate a croce latina; sono visibili alcuni affreschi trecenteschi sulle pareti del transetto. Tra le opere d’arte, la tavola della Madonna di Costantinopoli dello Z.T. del 1539. Sotto il pavimento della cattedrale è visitabile la straordinaria successione stratigrafica con significativi resti delle strutture precedenti: le tracce di una domus romana e i resti di pilastri circolari e cruciformi di una chiesa altomedievale. La torre campanaria risale al X secolo d.C.; la funzione iniziale è stata quella di difesa, ha la base quadrata d lato m 6,5 ed è alta m 33.

 

Museo del Libro – Palazzo Caputi

 

 

Terza tappa, il Museo del Libro – Palazzo Caputi, ubicato sull’arteria principale del centro antico nell’omonima residenza nobiliare cinquecentesca avente la facciata caratterizzata da bugnato decrescente sul quale spiccano due imponenti portali. Varcato l’ingresso principale, al civico 26, si apre allo sguardo il sobrio ed elegante cortile su cui prospettano le sale affrescate del primo piano. La collezione museale esposta in teche ubicate in tre grandi saloni riferisce delle ex raccolte librarie dei conventi ruvesi dei minori osservanti, dei domenicani, delle monache benedettine e dei cappuccini. Nella sala antiquaria dove sono conservati i due libri più importanti; il primo di Mengo Bianchelli (1440 ca. – 1520 ca.), Mengus super logicam Pauli veneti […] edito a Venezia da Lucantonio Giunta nel 1520 e l’altro curato da Luciano Ottoni in commento all’opera di Giovanni Crisostomo (344 ca. – 407), In apostoli Pauli epistolam ad Romanos commentaria, edito a Brescia da Ludovico Britannico nel 1538. Il Museo è arricchito da una sezione multimediale dove è possibile sfogliare su touch screen monitor i testi antichi scannerizzati in alta risoluzione oppure girare le pagine virtuali di una pubblicazione sulla storia della stampa e della biblioteca di Ruvo di Puglia. L’ultima sala conserva un librone su cui si proiettano contenuti multimediali attinenti la storia e l’archeologia della nostra città.

 

Ambienti ipogeici della Chiesa del Purgatorio

Quarta tappa, gli ambienti ipogeici della chiesa del Purgatorio dove, secondo un’antichissima tradizione, trovarono riparo i primi cittadini di Ruvo, sotto il governo episcopale del leggendario primo vescovo ruvese San Cleto, terzo Papa della cristianità. Si tratta, in realtà, di un complesso architettonico termale di età imperiale.

 

Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea

 

Tra le cose da vedere a Ruvo di Puglia non perderti le Opere di Domenico Cantatore alla Pinacoteca Comunale.

Opere di Domenico Cantatore alla Pinacoteca Comunale di Ruvo di Puglia.

 

Quinta tappa, la Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea che si sviluppa intorno al chiostro del suggestivo ex convento domenicano risalente al 1560. Si snodano percorsi artistici tra le opere di Domenico Cantatore e Michele Chieco. Inoltre, è possibile ammirare la sezione di tele derivanti dal concorso pittorico “Città di Ruvo di Puglia” a cui parteciparono numerosi artisti pugliesi del Novecento. Il chiostro, lo spazio espositivo per le mostre temporanee e la sala convegni ospitano numerosi eventi culturali.

 

Dintorni di Ruvo di Puglia

 

Cosa vedere a Ruvo di Puglia e dintorni: il Parco Nazionale dell'Alta Murgia.

Uno jazzo in lontananza, nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

 

Non da ultimo l’agro di Ruvo di Puglia, con i suoi vigneti, uliveti e seminativi è fra i più estesi della Provincia di Bari. Gran parte del territorio rientra nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia dove è possibile effettuare percorsi naturalistici dedicati all’esplorazione delle bellezze del Parco.

 

Feste ruvesi

Sono moltissime le festività sacre e non che interessano l’intero anno, cito le principali: la festa patronale di San Biagio del 3 febbraio; i riti della Settimana Santa; la sagra campestre della Madonna delle Grazie del 16 maggio; l’Ottavario del Corpus Domini a giugno, la Festa di San Rocco il 16 agosto, il Talos Festival Jazz a settembre, la Fiera d Sant’Angelo e dei SS.mi Medici il 27, 28 e 29 settembre; la sagra del fungo cardoncello a novembre a cura della Pro Loco locale, la festa di Santa Lucia il 13 dicembre e l’evento natalizio comunale “Luci e Suoni d’artista”.

 

Cucina ruvese

 

Uno dei prodotti pugliesi tradizionali da assaggiare a Ruvo di Puglia sono le orecchiette alle cime di rapa.

Orecchiette alle cime di rapa.

 

La cucina ruvese è tipicamente legata alla cultura contadina; cito le orecchiette con le cime di rape, i dolci tipici natalizi e pasquali aventi rispettivamente forme e ingredienti allegorici della nascita e della passione di Cristo.

 

 

Questi sono i motivi per cui vi invito a Ruvo, poi ci sono la veracità, la genuinità e l’ospitalità della gente. Venite a Ruvo di Puglia!

 

9. Prima di salutarti vogliamo toglierci un’ultima curiosità.
Hai tempo per viaggiare o c’è un viaggio che sogni da tempo e che vorresti prima o poi riuscire a intraprendere?

 

Il tempo per viaggiare in Italia e in Europa c’è; mi piacerebbe allontanarmi da queste aree e viaggiare in America; magari una bella avventura Coast to Coast USA! Sarebbe bello osservare culture totalmente diverse da quelle europee e esaminare come risolvono gli stessi problemi, diventerebbe un bell’arricchimento culturale con finalità didattica.

Grazie, di cuore, per il vostro interesse verso una semplice guida turistica locale. Vi aspetto a Ruvo di Puglia!

 

Grazie di cuore a te, Mario, per il tempo che hai voluto dedicarci!

 

Speriamo che questa intervista ti sia piaciuta, che ti abbia convinto che non tutte le visite guidate sono noiose e che spesso per capire davvero un luogo è necessario essere accompagnati da qualcuno che quel luogo lo conosce davvero.

Se hai intenzione di visitare Ruvo di Puglia, vogliamo lasciarti i riferimenti della Pro Loco. Ricordati di provare a chiedere di essere accompagnato da Mario di Puppo. Siamo sicuri che ne sarai entusiasta!

 

Pro Loco Ruvo di Puglia

Via Vittorio Veneto, 46

Telefono: 3461839800

E – Mail: prolocoruvodipuglia@libero.it

Facebook: @proloco.ruvodipuglia

 

Se vuoi leggere di più su cosa vedere a Ruvo di Puglia, non perderti i nostri consigli.

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