Scrivere di viaggi: intervista a Fabio autore di Destinazione Russia

di Selene Scinicariello
destinazione russia di fabio bertino e roberta melchiorre copertina libro

Scrivere di viaggi è un sogno nel cassetto di molti viaggiatori. Si riempiono taccuini di appunti, riflessioni, biglietti racimolati in giro e foto scattate ai compagni di avventura. Spesso, però, tutto quel materiale rimane in fondo all’armadio fino quasi a essere dimenticato. La colpa è, forse, della paura di esporsi e della difficoltà a trovare un editore, ma anche del tempo che manca e delle parole che sembrano non evocare davvero le sensazioni vissute in viaggio. In questa intervista abbiamo parlato di scrittura di viaggio e di esperienze vissute in giro per la più grande Nazione del mondo insieme a Fabio Bertino, autore di Destinazione Russia. Una nave e un gatto nella tundra e altri incontri stra-ordinari.

 

Scrivere di viaggi: intervista a Fabio Bertino, autore di Worldzapping e Destinazione Russia

 

Io, Selene, amo scrivere di viaggi e questo blog è nato proprio dalla voglia di condividere con altre persone consigli, avventure ed emozioni. Da qui a scrivere un libro, però, la strada è parecchio lunga.

Personalmente mi sento più portata a redigere guide piuttosto che veri e propri libri o racconti, ma la letteratura di viaggio è una mia grande passione. Divoro letteralmente libri che raccontano esperienze in giro per il mondo, volumi che sappiamo trasportarmi altrove, in luoghi remoti difficili da raggiungere o in angoli vicini a me ancora sconosciuti. Amo farmi ispirare attraverso le pagine di un libro, scegliere una nuova meta scoprendola nelle parole di un autore o tornare in una città visitata tempo prima grazie a un romanzo scovato in libreria.

Da qualche tempo ormai scrivo per Mappalibro, un portale di recensioni di libri di viaggio, e grazie a questa collaborazione ho la fortuna di imbattermi in storie bellissime. È stato così che ho avuto l’occasione di leggere Destinazione Russia.

Seguivo da tempo Fabio Bertino su Linkedin e avevo adocchiato il suo secondo libro da parecchio tempo. Quando si è presentata la possibilità non ho esitato un secondo a immergermi in questa lettura: da amante dei Paesi dell’Est non potevo rifiutare un viaggio in Russia!

Il libro mi è piaciuto moltissimo: il racconto dei viaggi di Fabio e Roberta mi ha lasciato addosso la voglia di partire per luoghi freddi, dove a scaldarti ci sono le bliny e i sorrisi delle persone.

Così, insieme a Ste, ho deciso che per la nostra rubrica “Lavorare per passione” avremmo dovuto assolutamente intervistare l’autore di Destinazione Russia.

 

1. Ciao Fabio. Iniziamo questa chiacchierata.
La prima domanda è semplice. Da quanto tempo scrivi di viaggi e cosa ti ha spinto fin qui?

 

Ciao Selene, e grazie per l’intervista. In un certo senso ho iniziato a scrivere di viaggi nel momento stesso in cui ho cominciato a viaggiare perché, credo come molti viaggiatori, ho sempre tenuto un diario di viaggio. Appunti e riflessioni private che mi servono per fissare ricordi, nomi, incontri e sensazioni. Ad un certo punto, però, mi sono reso conto che, rileggendoli, non ci ritrovavo pienamente l’emozione e la passione dei momenti che avevo vissuto. Così, per riuscire a renderle meglio sulla pagina, ho frequentato un master della Scuola del Viaggio di Milano, la cui prova finale consisteva nel presentare un racconto di viaggio ai docenti e agli altri partecipanti. Il mio si intitolava “Tamburi e biciclette” ed era la storia di una giornata fantastica trascorsa in Burkina Faso. Questo racconto è molto piaciuto e allora, quasi per gioco, l’ho inviato ad un concorso a Roma. Dove il racconto si è classificato primo.

Questo riscontro positivo mi ha dato lo spunto per riprendere altre pagine dei diari e rielaborarle in racconti più compiuti. Per mettermi alla prova ne ho inviati alcuni ad altri concorsi, come “Fogli di viaggio. Sulle orme di Tiziano Terzani giornalista e viaggiatore” o il “Premio Antonio Fogazzaro”, sempre con ottimi risultati.

A questo punto è nata l’idea del libro che ha portato a Worldzapping. Racconti di viaggio, la mia prima pubblicazione. Il secondo, Destinazione Russia. Una nave e un gatto nella tundra e altri incontri stra-ordinari è venuto di conseguenza.

Un altro momento importante è poi stato l’incontro con la rivista di viaggi (e molto altro…) Erodoto 108, bellissima avventura della quale sono orgoglioso di far parte fin dai primi passi. La rivista era nata inizialmente come magazine trimestrale online ma l’anno scorso, con un po’ di follia e in totale controtendenza rispetto al settore, abbiamo deciso di fare il grande passo diventando rivista cartacea distribuita nelle librerie e in abbonamento.

 

2. Insieme a Roberta Melchiorre hai pubblicato due libri: Worldzapping e Destinazione Russia. Hai voglia di raccontarci brevemente la strada per arrivare a una pubblicazione? È stato semplice oppure avete incontrato qualche ostacolo? Ci sono molte persone che hanno un libro nel cassetto e che vorrebbero pubblicare, ma sono frenate dalla paura di non riuscire a trovare un editore. Oggi esistono diverse piattaforme di self – publishing: cosa ne pensi?

 

Certamente per un esordiente non è affatto semplice trovare un editore. Anche perché ci si muove in una piccola giungla piena di trabocchetti, di “finti” editori che operano di fatto come una semplice tipografia, di case editrici (anche piuttosto note…) che sono in realtà, in maniera esplicita o più subdola, editori a pagamento e così via.

Io ammetto di essere stato molto fortunato perché, con il primo libro, ho incrociato l’editore fiorentino goWare proprio al momento giusto, quando cioè aveva deciso di iniziare una collana di libri di viaggio che ha poi avuto molto successo. Credo anzi che Worldzapping sia stato il primo libro della collana.

 

 

Per “Destinazione Russia”, invece, non trattandosi più del primo libro, la strada era già aperta.

Riguardo al self-publishing è una opportunità che all’inizio avevo preso in considerazione anch’io. Personalmente ho poi ritenuto di seguire una strada diversa. Nel senso che chiunque pensi di pubblicare è ovviamente convinto che il proprio libro lo meriti, ma non è sempre detto che sia così. Per cui, prima con i concorsi letterari e poi proponendomi ad un editore, ho voluto mettermi alla prova con professionisti del settore. Ma questo non vuole essere un giudizio, perché ognuno è giustamente libero di seguire la strada che preferisce. Anzi, devo dire che conosco persone che, proprio con il self-publishing, hanno pubblicato libri, anche di viaggio, decisamente belli.

L’importante, credo, è essere sempre certi di affidarsi a realtà serie e preparate e non cadere in piccole (o meno piccole) truffe solo per assecondare il piacere di vedere il proprio libro pubblicato.

 

3. Bene, parliamo un po’ del tuo secondo libro (che abbiamo letto da poco e abbiamo trovato davvero interessante). Destinazione Russia racconta un viaggio dall’Europa fino al Lago Bajkal. In realtà è il risultato di più viaggi in queste terre sconfinate. Perché questo intenso amore per la Russia? Com’è nato? Noi siamo innamorati dei Balcani e negli ultimi anni abbiamo organizzato 3 viaggi della durata di circa un mese l’uno da quelle parti. Capiamo cosa vuol dire rimanere talmente affascinati da una terra e da un luogo da sentire il desiderio di esplorarla a fondo!

 

Intanto grazie, sono felicissimo che il libro vi sia piaciuto! Il mio rapporto con la Russia è nato grazie a Roberta, coautrice del libro. Lei infatti ha studiato lingua e letteratura russa all’Università, e ha trascorso lunghi periodi di studio nelle università di Mosca e Pietroburgo dove ovviamente ha mantenuto contatti ed amicizie. E così è venuto il nostro primo viaggi nelle due capitali.

 

 

Dopo esserci tornati un paio di volte non abbiamo poi resistito alla tentazione di andare a scoprire cosa c’era fuori dalle due città. E in un paese così sconfinato c’è sempre ancora qualcosa da vedere un po’ più in là!

 

cremlino, mosca

Cremlino, Mosca.

 

Così sono venute la Transiberiana fino a Vladivostok, la Transmongolica fino a Pechino, i viaggi nella Russia europea fino a Murmansk, quelli nell’estremo nord fino alla Penisola Yamal, all’estremo sud nella Repubblica di Tuva e così via.

E ad ogni viaggio, ad ogni incontro, ad ogni scoperta la Russia, il suo popolo, la sua cultura, la sua natura mi hanno conquistato sempre di più.

 

4. Io, Selene, ho studiato russo al liceo. Purtroppo ricordo molto poco e anche se riesco a leggerlo e a capire la maggior parte delle frasi, faccio fatica a parlarlo. Tu dopo i numerosi viaggi in Russia che rapporto hai con questa lingua difficile?

 

Intanto diciamo che ho biecamente approfittato del fatto di viaggiare con Roberta, che il russo lo parla correntemente, cosa che mi ha facilitato moltissimo, evitandomi contrattempi e difficoltà e permettendo un’interazione con i locali che diversamente non avrei mai potuto avere.

Personalmente al mio primo viaggio tutto il mio russo era “da” e “niet”. Ma via via, trascorrendovi anche periodi piuttosto lunghi, ho cominciato a capire, non dico parola per parola ma almeno il senso delle frasi che mi vengono dette.

Riguardo al parlare, il mio è un russo stranissimo. Cioè molto “settoriale”. Nel senso che mi mancano magari i termini sugli argomenti più ovvi ma poi, avendo viaggiato in lungo e in largo sui treni russi, sono ad esempio preparatissimo nel gergo ferroviario. E poi naturalmente me la cavo su cibo e bevande

 

 

5. Parlare del popolo russo è complicato: nel tuo libro lo si capisce bene. Spingendosi verso Est, in quello che è il più vasto Paese del mondo, si incontrano tante etnie diverse e tutte caratterizzate da tradizioni e costumi unici. C’è un tratto comune, però, che contraddistingue tutto il popolo russo?

 

allevatore di renne

Allevatore di renne.

 

Sinceramente, al di là della lingua, non saprei trovare un unico elemento che accomuni davvero le decine e decine di etnie che popolano il paese. Nemmeno la religione, considerato che si va dal cristianesimo ortodosso all’Islam, dalla religione ebraica allo sciamanesimo al buddismo.

Come giustamente osservi tu, ognuno di questi popoli ha tradizioni e costumi specifici, e non è semplice trovare un vero aspetto che accomuni un moscovita ad un nenets allevatore di renne della Siberia artica o ad un tuvano che vive ai confini con la Mongolia. Ma in fondo questa fantastica varietà di usi, costumi, lingue, culture e religioni (varietà che spesso all’estero non è percepita) è proprio uno degli aspetti più affascinanti della Russia.

 

6. Com’è il rapporto con gli italiani? Come ci vedono in Russia? Quando sono stata a San Pietroburgo ricordo che al solo nominare l’Italia iniziavano a cantare alcune delle nostre canzoni più famose!

 

È proprio come dici. Non saprei spiegarne il motivo, ma sembra esserci un legame particolare con il nostro paese. In moltissime occasioni dire che sono italiano mi ha guadagnato la simpatia e la curiosità dei miei interlocutori. E più volte sono stato sommerso di domande sul “paese del sole”, come spesso ho sentito definire l’Italia. E c’è anche una conoscenza diffusa della nostra cultura. Per esempio ho incontrato persone preparatissime sulla lirica della quale, in quanto italiano, davano per scontato che anch’io fossi grande conoscitore. Cosa che mi ha guadagnato discrete figuracce…

 

7. Hai mai pensato di trasferirti in Russia?

 

Sinceramente no. Così come non mi è mai successo con nessun altro posto. Perché ammetto che, pur avendo trascorso anche lunghi periodi all’estero, dalla Russia all’Africa, ad un certo punto sento il bisogno di tornare al sole del mio bellissimo paese…

 

8. Nel libro racconti la vostra esperienza di viaggio in treno all’interno della Russia. Com’è davvero spostarsi con i mezzi di trasporto in questo Paese? È facile o può essere complicato, soprattutto in caso non si conoscesse la lingua?

 

Quello della lingua può essere un problema in molti casi, soprattutto al di fuori delle grandi città, dove non è così scontato incontrare persone che parlano inglese o indicazioni non in cirillico. E questo naturalmente vale anche per il viaggiare con i mezzi locali.

 

donne vendono sui binari della stazione

Donne vendono sui binari della stazione.

 

Usare i treni russi è però, secondo me, un’esperienza che bisogna assolutamente fare. Penso alla Transiberiana, ma anche alle moltissime linee minori. Perché è un modo affascinante di spostarsi che permette di interagire moltissimo con i locali. E al di là delle ovvie difficoltà di comunicazione devo dire che, sia per gli spostamenti brevi che per quelli di più giorni, ho sempre incontrato persone gentili, disponibili e con la voglia di conoscerci senza però diventare invadenti. E anche di darci una mano per qualsiasi problema o difficoltà.

 

 

9. Parlaci un po’ della cucina russa. Qual è il piatto più buono e quello che proprio non sei riuscito a mangiare? Ti è mai capitato di mangiare italiano in Russia?

 

Per le dimensioni e la storia del paese la cucina russa è il risultato di molte influenze diverse, europee, mediorientali, asiatiche, nordiche. Fondamentalmente è però tipica di un paese continentale e prevalentemente freddo. Dominano quindi carni, zuppe, cereali, tuberi, burro e così via.

Per quanto mi riguarda, soprattutto nei periodi freddi, mi piacciono molto le zuppe. Come lo shchi, la zuppa di cavolo o di crauti preparata in brodo di carne e condita con smetana, la panna acida. O il borsc a base di barbabietola rossa, anche questo con una bella dose di smetana. Poi devo confessare che, pur non essendo in generale un grande amante dei dolci, quando sono in Russia mi abbuffo senza ritegno di prjanik, una specie di panpepato realizzato con farina, noci, miele, uva e spezie di ogni tipo. Invece, pur a costo di sembrare un po’ ingordo, devo dire che non sono proprio riuscito a trovare qualcosa che non mi piacesse!

Riguardo al mangiare italiano, anche se adoro la nostra cucina all’estero cerco di non farlo. Intanto perché difficilmente troverei la stessa qualità, ma soprattutto perché cibo e cucina sono un elemento così importante nella cultura di un paese che, quando mi ci trovo, cerco di approfittarne al massimo.

 

10. Prima di salutarti vogliamo farti un’ultima domanda: c’è un aneddoto che nel libro non avete inserito, ma che ti piace ricordare?

 

confine tra continente europeo e asiatico

Confine tra continente europeo e asiatico.

 

In realtà ce ne sono parecchi. In particolare mi viene in mente un episodio iniziato con un po’ di tensione ma poi finito… in allegria.

È successo arrivando in treno alla stazione di Murmansk, la più grande città del mondo oltre il Circolo Polare Artico nella Russia europea. Pure essendo così a nord, il suo porto è sempre libero dai ghiacci grazie alla Corrente del Golfo, per cui la Marina Russa la ha scelta come base della Flotta del Nord. Per questo motivo è particolarmente controllata. Murmansk non è così spesso visitata da stranieri, e appena scesi dal treno abbiamo trovato ad attenderci sul binario (i biglietti erano nominativi) tre poliziotti ed un funzionario in borghese dall’aspetto piuttosto inquietante che, con tono gentile ma che non ammetteva repliche, ci ha invitato a seguirlo nel locale posto di polizia. Mentre camminavamo cercavamo di ripassare mentalmente tutto quello che avevamo fatto negli ultimi giorni, per capire se c’era stato qualcosa di sbagliato e, una volta arrivati, dopo averci chiesto di aprire gli zaini, ci hanno fatto un sacco di domande su chi eravamo, sul nostro lavoro in Italia, sul perché eravamo in città, dove eravamo stati prima, sui visti dei nostri passaporti e così via. Pian piano però la tensione si è allentata, abbiamo cominciato a parlare del più e del meno e… ci siamo ritrovati a bere vodka con i poliziotti! Insomma, siamo entrati nel commissariato un po’ preoccupati e ne siamo usciti belli allegri…

 

Grazie mille di cuore per il tempo che ci hai voluto dedicare con questa intervista.

 

Grazie di cuore a te per la bella chiacchierata!

 

Speriamo che questa intervista ti sia piaciuta e che ti abbia fatto venir voglia di partire alla scoperta di questo sconfinato territorio che è la Russia, che ti abbia invogliato ad acquistare il libro di Fabio Bertino e Roberta Melchiorre e che, soprattutto, ti abbia spronato a riprendere in mano i tuoi appunti per provare a scrivere di viaggi raccontando le tue esperienze ed emozioni!

 

Per saperne di più sul libro, ecco i riferimenti dell’editore e della pagina Facebook dedicata.

 

Destinazione Russia. Una nave e un gatto nella tundra e altri incontri stra-ordinari

 

Store dell’editore goWare.

Pagina Facebook: @unanaveeungattonellatundra.

 

Se sei curioso di conoscere altre belle storie e progetti come questo, curiosa nella rubrica “Lavorare per passione“!

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