Creattivando Art&Food: scoprire Genova in cucina

di Selene Scinicariello
basilico e mortai del laboratorio creattivando di genova

Uno degli aspetti più belli di gestire un blog è la possibilità di entrare in contatto con diverse persone, idee e progetti. Da quando abbiamo aperto Viaggi che mangi, infatti, abbiamo avuto modo di fare tantissime nuove conoscenze e scoprire realtà interessanti sempre animate da passione e amore.  Questo succede non solo durante le nostre avventure in giro, ma anche grazie ai social e alle fiere. L’intervista di oggi prende il via proprio da uno di questi incontri. Cristina e Mario di Creattivando Art&Food, infatti, li abbiamo conosciuti tra fiere e messaggi su Instagram: abbiamo scoperto di avere in comune non solo la passione per il buon cibo, ma anche e soprattutto l’amore per la nostra bella città, Genova.

 

Lezioni di cucina genovese: pesto e molto altro con Creattivando Art&Food

 

Nel corso di queste interviste vi abbiamo già presentato alcune realtà genovesi: dal Gradisca Cafè, cocktail bar in Piazza delle Erbe, al Ristorante Santamonica, fino alla casa vacanze di Cinzia e Pietro. Oggi è il turno di un progetto che ci ha colpiti fin da subito, quello di Cristina e Mario.

Creattivando Art&Food non è semplicemente l’idea di proporre ai turisti una lezione di cucina genovese, ma è il desiderio di raccontare Genova (e la Liguria) attraverso uno dei suoi aspetti più interessanti, la gastronomia.

Mario e Cristina propongono interessanti lezioni di cucina generalmente all’interno dei magnifici palazzi affrescati del centro storico di Genova.

Così, mentre ci si diverte, si assaggia, si mettono le mani in pasta, si entra anche in contatto con la tradizione locale, con la cultura del luogo, con le abitudini e la Storia.

Cristina e Mario, durante i nostri incontri e durante le nostre chiacchierate “social”, sono stati in grado di trasmetterci tutto questo: ci siamo ritrovati nelle loro parole, nelle loro convinzioni e nel loro desiderio di far conoscere la nostra magnifica terra sempre a più persone, sempre in maniera più profonda. Ecco perché oggi abbiamo deciso di intervistarli.

 

mario e cristina di creattivando

Mario e Cristina.

 

1. Ciao Cristina e ciao Mario, allora, iniziamo!
Da quanto tempo fate questo lavoro e cosa vi ha spinti fin qui? Raccontateci com’è nata la vostra idea di proporre esperienze legate al cibo genovese!

 

L’avventura di Creattivando è partita nel 2013 a seguito di un casuale quanto interessante incontro tra me e Mario al Centro permanente dell’artigianato, un tempo situato a Palazzo Imperiale, nel centro storico. Ci contraddistingueva la stessa passione per Genova, la tradizione, le caratteristiche peculiari di questa meravigliosa città che bene vengono rappresentate dall’artigianato sia nella sua espressione artistica sia nei prodotti tipici.

Da sempre pensiamo che il cibo sia foriero dei contenuti più radicati, più autentici, più significativi di un territorio.

Abbiamo così deciso di aprire uno spazio, un negozio in Via Garibaldi, luogo simbolo della nostra città, dove si potesse parlare di liguritudine, dandone dimostrazione attraverso il macramè, antica tecnica genovese per rifinire l’asciugamano di lino, essendo io merlettaia, e attraverso la realizzazione del pesto, nostra salsa di tradizione, utilizzando mortaio e pestello.

 

2. Quanta passione, tempo e impegno sono necessari per fare quello fate?

 

Sicuramente è la passione a sostenere questo nostro progetto. Passione per una città straordinaria, ricca di contenuti da raccontare con la giusta chiave per appassionare il nostro Ospite. Un piccolo mondo che vive oltre alla singola esperienza, considerata la nostra volontà di costruire nuovi progetti, in sinergia con altre proposte turistiche in città.

 

3. Da quale parte del mondo arriva la maggior parte dei partecipanti alle vostre esperienze? Credete che l’offerta turistica genovese sia adeguata o, secondo voi, manca ancora qualcosa per rispondere alle loro esigenze?

 

Riceviamo persone fortemente motivate a vivere un’esperienza che dal cibo conduca alla conoscenza di un intero territorio. Gli ospiti arrivano soprattutto dagli Stati Uniti o dal Sud America ma anche dal Belgio, Inghilterra, Germania, Giappone, Australia.

Genova, da pochi decenni meta turistica, viene apprezzata dagli Ospiti proprio per questa ragione. Fuori dai grandi circuiti turistici, può essere vissuta nella sua quotidianità. Gli Ospiti apprezzano la possibilità di vivere per un giorno come un genovese doc.

 

4. E voi, cosa cercate di fare per andar incontro alle loro necessità? Quando le persone prenotano un’esperienza da voi sono consapevoli di ciò che vivranno o può capitare che si aspettino altro?

 

Descriviamo l’esperienza al nostro interlocutore, rispondendo con dovizia di particolari durante lo scambio di mail. Comunichiamo subito che non siamo una scuola di cucina ma che, attraverso l’esperienza, vogliamo raccontare Genova, tra storia, arte e cibo.

Considerata l’attività in selezionate location di alto pregio, l’effetto wow è assicurato. Non è consuetudine preparare la pasta fresca sotto un affresco della seconda metà del 500.

 

5. È difficile gestire i gruppi di partecipanti? Come riuscite a creare un ambiente coeso, rilassato e divertente?

 

La nostra esperienza è rivolta a individuali, a piccoli nuclei familiari oppure a gruppi più consistenti magari a Genova per un incentive o per un convegno. Si tratta di un momento ludico, una vacanza, durante la quale il nostro Cliente desidera essere coccolato.

Abbiamo un format, una proposta ben delineata e prestabilita che assolutamente non intende dimenticare l’empatia con l’interlocutore.

 

6. Sappiamo che le vostre attività si rivolgono anche ai bambini: chi si diverte di più? I piccoli o i grandi?

 

bimbi al lavoro durante il laboratorio di creattivando

 

Talvolta i partecipanti sono bambini. Mettere le mani in pasta è di per sé un divertimento per loro, cerchiamo però di adeguare il racconto perché realizzino con le loro manine il piatto genovese che, con grande soddisfazione si degusteranno.

Crediamo che la chiave del coinvolgimento sia proprio il cibo, diciamo sempre che attorno a un tavolo tutti abbiamo il sorriso. Parlare di cibo, degustarlo, scoprirne le origini, trovarne caratteristiche comuni nella consumazione in paesi anche lontani crea un legame importante.

 

7. Quando arrivano i turisti stranieri, sanno davvero cos’è il pesto e quanto sia importante per la tradizione e la cultura gastronomica di Genova?

 

Assolutamente sì. In questa avventura abbiamo capito che il pesto è conosciuto in tutto il mondo e ovunque lo preparano. Ciò conferisce ancora più valore all’esperienza insieme poiché realizzato sotto la nostra guida e con gli ingredienti del territorio ne apprezzano la smaccata differenza. Il pesto conquista ogni palato.

 

8. La vostra attività si basa sul connubio cibo – turismo: un binomio in cui anche noi crediamo moltissimo. Diteci la vostra, quanto è importante la tradizione gastronomica in una strategia turistica? Secondo voi la Liguria e l’Italia in generale si stanno muovendo in tal senso o siamo ancora un po’ indietro rispetto al nostro potenziale?

 

Abbiamo una grande potenzialità, un grande margine di miglioramento.

Gli Ospiti sono entusiasti di tutto ciò che è Italia. Sembra essere consuetudine acquistare cibo italiano e, giunti in Italia, si accorgono di quante differenze ci sono tra il prodotto degustato da noi e ciò che hanno testato nei loro paesi. Il cibo parla di un territorio e del suo popolo. Non solo il singolo alimento è per loro importante ma come lo mangiamo, quale tradizione sottende, quale consuetudine ci appartiene. Raccontiamo della straordinaria opportunità di viaggiare in Italia, anche per un italiano, degustando le tipicità esattamente nel luogo che le vede eccellenze di quel particolare territorio. Facciamo l’esempio delle olive e dell’olio tra Nord e Sud, delle miriadi varietà di pomodori o melanzane, della cipolla di Tropea talmente dolce da poter essere consumata a colazione, della pasta della pizza, speciale se assaggiata a Napoli. Un viaggio virtuale di sapori autentici che è parte integrante della cultura italiana, valore assoluto nell’immaginario degli stranieri.

 

9. I prodotti che utilizzate per le vostre esperienze sono tutti di prima qualità. Quanto gioca questo a vostro favore: quanto è importante la materia prima? Avete instaurato una rete con dei produttori locali per rifornirvi? Sul sito abbiamo letto che ai partecipanti suggerite anche i negozi dove acquistare prodotti genovesi: far rete è fondamentale per far crescere il territorio!

 

basilico e mortaio al porto antico di genova

 

Assolutamente sì. La nostra esperienza è in tutti i sensi una vera promozione del territorio. Un esempio su tutti gli ingredienti del pesto. Il basilico proviene dalle serre di Prà, i pinoli rigorosamente italiani, il parmigiano reggiano assolutamente non più giovane di 24 mesi. Si tratta di una salsa a freddo, realizzata al mortaio. Se gli ingredienti non fossero di prima qualità non potremmo guidare l’Ospite nella degustazione di un prodotto di eccellenza.

Abbiamo creato serate dedicate al pesto di cavolo, al preboggion, alle altre salse liguri come ad esempio il marò di fave o ancora degustazioni di piatti realizzati con ricette rinascimentali o medievali. Un accurato studio sui testi e sulle ricette ci appassiona e accresce la quantità e la qualità dei contenuti da condividere con gli Ospiti.

 

10. Tra le esperienze più famose c’è la lezione per imparare a fare il pesto. Oltre a questa, però, qual è quella che va di più? E quella che voi amate particolarmente e che suggerite a chi vi chiede consiglio?

 

pesto di uno dei laboratori di creattivando a genova

 

Abbiamo trascorso il 2019 a fare pasta e pesto. Fare la pasta è nell’immaginario degli stranieri vero sinonimo di italianità. Restiamo nella proposta ligure ovviamente e realizziamo i tagiaen oppure i corzetti con gli appositi stampi che abbiamo personalizzato con il marchio di Creattivando o con le olivette taggiasche o con la Lanterna di Genova.

Talvolta il nostro Cliente manifesta una precisa allergia o un’intolleranza a un alimento o una particolare scelta etica. Per noi è determinante accogliere ogni tipo di Ospite, rispettare le sue scelte. Adeguiamo le ricette in modo che tutti possano svolgere la lezione e rifare a casa con gli amici la loro personale cena ligure. Si presta perfettamente a questa ricerca la lezione sul cappon magro. Raccontiamo le mille storie sulla nascita di questo piatto, oggi tradizionale sulle tavole genovese durante le feste natalizie, mixando verdure, pesce nostrano e salsa verde, salsa di gran carattere.

 

 

11. Prima di salutarvi abbiamo un’ultima domanda. Ovviamente voi vi impegnate per trasmettere la tradizione gastronomica genovese, ma c’è un’altra cucina che amate particolarmente? Magari conosciuta durante un viaggio?

 

Amiamo la cucina del Sud, molto più elaborata e sostanziosa rispetto a quella ligure, perfetto esempio di cucina sana, leggera e salutare. Non disdegniamo la cucina orientale, forse proprio alla ricerca di profumi e sapori intensi e speziati.

 

Grazie di cuore per il tempo che ci avete voluto dedicare!

 

Speriamo che questa intervista ti sia piaciuta e che ti abbia fatto venir voglia non solo di partecipare a uno degli appuntamenti di Creattivando, ma anche di scoprire a fondo la gastronomia ligure e genovese!

Per rimanere aggiornati sugli eventi o per contattare Cristina e Mario ti consigliamo di seguirli sui loro canali social.

 

Creattivando Art&Food

www.creattivando.com

Pagina Facebook: @creattivandoartandfood

Profilo Instagram: @creattivandoartandfood

Account Twitter: @creattivati

 

Se sei curioso di conoscere altre storie, corri a leggere le altre interviste della rubrica “Lavorare per passione“!

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