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Hai mai sentito parlare del Principato di Seborga?

Seborga è un piccolo comune della provincia di Imperia che conta 315 abitanti.

Ammetto che noi, prima del nostro weekend nel Ponente Ligure, non ne conoscevamo l’esistenza.

 

Cos’ha di particolare questo borgo dell’entroterra della Liguria?

Oltre ad essere davvero molto caratteristico, Seborga è un Principato!

Qui si conia una moneta speciale e i cittadini eleggono un proprio Principe.

 

LA STORIA DEL PRINCIPATO DI SEBORGA

Sembra che nel 954, il marchese Guido, conte imperiale di Ventimiglia, prima di partire alla volta della Spagna, per raggiungere il re Alfonso e portargli aiuto contro i Saraceni, avrebbe donato alcune proprietà nei dintorni di Seborga ai monaci benedettini dell’Abbazia di Lerino, nell’isola di Sant’Onorato, in Provenza.

Nel documento, però, vengono nominati un Luigi, imperatore dei Romani, un Tommaso, comite Sabaudie e un Raimondo, marchione Montisferrati, che in realtà non sarebbero esisti in quel periodo.

Sta di fatto che durante un processo del 1177, la donazione di Seborga all’Abbazia di Lerino da parte di un Guido conte di Ventimiglia, fu ritenuta valida.

Durante la seconda metà del XII secolo il Comune di Ventimiglia, infatti, pretese che Seborga diventasse parte del proprio territorio. L’abate di Lerino, però, l’ebbe vinta e il 13 luglio 1177 il vescovo di Ventimiglia e i consoli della città riconobbero la donazione del conte Guido.

A noi sorge il dubbio che il Vescovo fosse un po’ di parte, ma queste sono solo nostre supposizioni!

La storia di Seborga continua tra vicissitudini e rivendicazioni varie.

Nel 1181 la Repubblica di Genova, che aveva esteso i suoi domini fino a Nizza, si dichiarò protettrice delle isole di Lerino e, quindi, di Seborga.

Sta di fatto che questa continuò a far capo all’amministrazione della Contea di Provenza.

Nel 1697 fu la volta di Vittorio Amedeo II di Savoia che, sul punto di comprare il territorio di Seborga, dovette desistere a causa dell’opposizione dei genovesi.

Solo il 31 gennaio 1729 l’acquisto fu ultimato e, nel 1793, Seborga entrò a far parte del cantone di Perinaldo, distretto di Mentone, nel dipartimento francese delle Alpi Marittime.

Seborga, nel 1815, insieme al resto della Liguria, divenne, infine, parte del Regno di Sardegna e quindi, successivamente, del Regno d’Italia.

 

IL PRINCIPATO DI SEBORGA E I MISTERI DEI TEMPLARI

Il Principato di Seborga incuriosisce anche per un’altra storia, quella legata ai Templari.

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Affreschi raffiguranti i Templari a Seborga.

Nel 1117 in questo borgo dell’entroterra ligure arrivò un personaggio particolare: Bernardo di Chiaravalle.

Il monaco avrebbe incontrato qui i cistercensi Gondemar e Rossal e, insieme a loro, si adoperò per la costruzione di un convento e di una cappella dedicata a Santa Petronilla.

L’edificio si è conservato, oggi si chiama chiesa di San Bernardo il Vecchio e si trova all’ingresso del paese.

Bernardo di Chiaravalle, però, non si impegnò solo per l’edificazione dell’edificio sacro. Nel 1119, infatti, qui a Seborga, nominò i primi nove cavalieri templari pronti a partire per le Crociate.

Questi uomini tornarono a Seborga nel 1127, nella prima domenica dell’Avvento.

Quel giorno, in presenza di tutti gli abitanti di Seborga, di 23 Cavalieri e di più di 100 miliziani, San Bernardo nominò Hugues de Paynes primo Grande Maestro del nuovo ordine dei Cavalieri di San Bernardo.

In quello stesso giorno accadde, però, anche qualcos’altro.

 

IL GRANDE SEGRETO DI SEBORGA

Sotto ad un ulivo, infatti, venne prestato un giuramento di silenzio tra San Bernardo, i Cavalieri del suo ordine ed il Grande Sacerdote dei Càtari, Giovanni de Usson, affinché il “Grande Segreto” venisse difeso e mantenuto.

Quale sia questo grande segreto è rimasto tutt’ora un mistero.

Che si trattasse di alcune scoperte fatte in Terra Santa? Della Sacra Sindone, dei chiodi della Croce o del mitico Santo Graal?

O si tratta di qualcosa collegato con il nome di questo piccolo borgo?

L’antico nome di Seborga, infatti, era “Castrum Sepulcri” più tardi cambiato in “Sepulcri Burgum” e in “Seporca“, fino all’odierno Seborga.

Quale che sia la verità, la storia è assolutamente affascinante.

Così come la scoperta che a Seborga, oggi, esiste ancora una Confraternita che si ispira alla Regola scritta da Bernardo di Chiaravalle: l’Ordo Sancti Sepulchri dei Cavalieri Bianchi di Seborga.

Per saperne di più visita il sito: https://www.osscbs.org/.

 

IL PRINCIPATO DI SEBORGA OGGI

Dopo tutte queste storie, immagino che vorrai sapere come e perché è nato il Principato di Seborga.

La prima cosa che abbiamo fatto anche noi, infatti, appena scopertane l’esistenza, è stata quella di andare alla ricerca di informazioni.

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Guardiola all’ingresso del Principato di Seborga,

Abbiamo scoperto che, intorno al 1950, alcuni cittadini di Seborga cominciarono a rivendicare l’indipendenza dalla Repubblica Italiana.

I residenti, infatti, reclamavano la (presunta) antica esistenza di un Principato che non sarebbe mai stato annesso al Regno di Sardegna.

I cittadini del borgo dell’entroterra ligure, perciò, cominciarono ad eleggere anche un proprio principe.

Ovviamente Giorgio Carbone (Giorgio I) e l’attuale Marcello I (Marcello Menegatto) ricoprono funzioni solamente simboliche.

Il Principato di Seborga, infatti, non è riconosciuto dall’Italia.

Sta di fatto, però, che il borgo ligure conia una propria moneta che può essere utilizzata all’interno del Principato.

Il Luigino nasce in ricordo di alcune monete del XVII secolo che qui venivano coniate ad imitazione del petit louis francese e oggi vale sei dollari.

Non finisce qui, il Principato di Seborga, infatti, ha anche delle proprie targhe automobilistiche (che possono essere usate solo accanto a quelle italiane) e i suoi cittadini possono richiedere passaporti e patenti di guida recanti l’effigie e i timbri del principato.

Che questa sia o meno una trovata turistica non saprei dirlo, ma di sicuro il Principato di Seborga attira turisti e curiosi grazie a questa sua storia bizzarra ed insolita.

 

 

COSA VEDERE NEL PRINCIPATO DI SEBORGA

Il giorno che abbiamo visitato Seborga faceva freddissimo, il vento sembrava doverci portare via da un momento all’altro: il paese era avvolto dal silenzio.

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Borgo di Seborga.

Seborga sembrava un borgo fantasma: non abbiamo incontrato nessuno tranne due donne che pulivano la Chiesa di San Martino.

Il borgo, con le sue bandiere bianche e azzurre che si muovevano violentemente sotto le folate di vento, ci ha affascinati così.

 

Il Principato di Seborga è piccolino e lo si gira in pochissimo tempo.

Soffermati a visitare la Chiesa di San Bernardo il Vecchio all’inizio del Paese e quella di San Martino nella piazzetta principale.

In Piazza San Martino trovi anche il Palazzo dei Monaci e della Zecca Seborghina. Questo edificio oggi è privato, ma un tempo era dimora dei monaci e sede del conio di Seborga.

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Piazza di San Martino, Seborga.

Perditi per i vicoli e scopri le grotte in cui sono custodite due statue della Vergine Maria: la grotta di Nostra signora di Seborga e quella della Madonna di Alvenia.

Presso il Palazzo Comunale è possibile visitare il Museo degli strumenti musicali antichi.

Se vuoi tornare a casa con un ricordo unico di Seborga ricordati di passare dal Palazzo del Governo: qui si possono acquistare i francobolli emessi dal Principato e i Luigini, le monete ufficiali.

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Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale del Comune: http://www.comuneseborga.it/.

3 thoughts on “Seborga: il Principato dell’entroterra ligure”

    1. Grazie a te di essere passata!
      Seborga ha una storia davvero molto affascinante: non potevo non condividerla! 😉
      Più in là racconterò anche un altro borgo ligure dalla storia curiosa e… commovente!

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