Cosa vedere a Gavi e dintorni: dalle cantine al Forte, la mia guida per scoprire il territorio

di Selene Scinicariello
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Complice la vicinanza a Genova, Gavi e i suoi dintorni sono tra i luoghi in cui io e Stefano torniamo spesso e volentieri. A volte per una visita in cantina o per un evento, altre semplicemente per fare una passeggiata con Raki e passare qualche ora fuori città.

È un territorio che conosciamo bene e che, grazie a un’incredibile varietà capace di unire in pochi chilometri storia, paesaggio, vino, natura ed enogastronomia, riesce continuamente a sorprenderci.

Forse è proprio questo equilibrio a rendere la zona una meta ideale in cui ritornare più volte. Ogni ritorno, infatti, regala nuove esperienze e nuove prospettive da cui osservare e conoscere il territorio.

In questa guida ho voluto raccogliere luoghi, indirizzi e consigli su cosa vedere a Gavi e dintorni. Mi auguro di offrirti tante informazioni pratiche e utili per organizzare al meglio la visita.

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Cosa vedere a Gavi

Gavi conserva ancora molte tracce del suo lungo legame con Genova. Per secoli, grazie alla sua posizione lungo le vie di passaggio e di commercio tra la costa ligure e la Pianura Padana, è stata un luogo strategico per la celebre Repubblica marinara. E anche se oggi i genovesi non la frequentano più come un tempo, basta passeggiare tra le vie del borgo per ritrovare questo passato nei palazzi, nelle chiese e persino a tavola.

1 – Il centro storico di Gavi

Il centro storico è il punto migliore da cui iniziare a conoscere Gavi. È qui, infatti, che si comincia a intravedere e a comprendere il lungo legame che da sempre lega il borgo con la mia città natale. Come dicevo, per secoli il paese è stato un luogo di passaggio e di controllo lungo le direttrici che collegavano il porto al nord Italia. Questa storia ha inevitabilmente lasciato tracce evidenti sia nell’assetto urbano, sia nelle dimore signorili, sia nell’architettura religiosa.

La passeggiata dovrebbe partire da via Mameli, una delle strade principali del borgo, dove si affacciano diversi palazzi storici, per poi proseguire tra vicoli e piazze del centro.

Tra le tappe che meritano maggiore attenzione c’è la Chiesa di San Giacomo Maggiore, il principale edificio religioso di Gavi e uno degli esempi più interessanti di architettura romanica dell’Oltregiogo. La facciata in pietra, il portale scolpito e il campanile ottagonale la rendono facilmente riconoscibile e raccontano una fase importante della storia medievale del paese.

Cosa vedere a gavi: il centro storico.

Il centro storico di Gavi.

Vale la pena cercare anche il Portino, l’unica porta medievale rimasta tra quelle che un tempo regolavano l’accesso al borgo.

Il mio consiglio, comunque, è di non vivere il centro storico come una semplice successione di monumenti. Gavi è abbastanza raccolta da poter essere esplorata senza fretta, magari prevedendo una sosta in un pastificio per acquistare i famosi ravioli di Gavi.

2 – Il Forte di Gavi

Il Forte è il vero simbolo di Gavi e domina il paese dall’alto della rocca. La sua posizione non è casuale: per secoli questo punto ha avuto un ruolo strategico nel controllo delle vie che collegavano Genova alla Pianura Padana.

L’attuale struttura è il risultato di numerosi ampliamenti e trasformazioni. Il nucleo originario era un castello medievale, poi progressivamente adattato alle nuove esigenze difensive e trasformato in fortezza dalla Repubblica di Genova. Nel corso dei secoli fu coinvolto in assedi, passaggi di dominio e conflitti, fino a perdere progressivamente la sua funzione militare.

Forte di Gavi. © Consorzio Tutela del Gavi.

Forte di Gavi. © Consorzio Tutela del Gavi.

La visita permette di attraversare cortili, camminamenti, ambienti interni e strutture difensive che restituiscono bene la complessità del luogo. Dal Forte, inoltre, si gode di una bellissima vista su Gavi e sulle colline circostanti. Il colpo d’occhio permette di apprezzare non solo l’incanto del paesaggio, ma anche l’importanza storica della posizione del paese.

Per maggiori informazioni sulle modalità di visita al Forte di Gavi, ti consiglio di accedere al sito ufficiale.

3 – Il Santuario di Nostra Signora della Guardia

Il Santuario di Nostra Signora della Guardia sorge sul Colle dei Turchini, in posizione panoramica sopra Gavi. La costruzione attuale risale all’Ottocento, ma la devozione alla Madonna della Guardia in quest’area è più antica e legata alla presenza di una precedente cappella.

L’edificio, ampio e raccolto allo stesso tempo, conserva al suo interno la statua della Vergine che occupa l’altare maggiore e rappresenta il fulcro della devozione locale.

Uno dei motivi principali per arrivare fin quassù, però, è senza dubbio anche il panorama. Dal piazzale davanti al Santuario la vista si apre sulla Val Lemme e sulle colline del Gavi, fino alla pianura. È uno dei punti migliori per osservare il territorio nel suo insieme rendendosi conto di quanto il paesaggio cambi repentinamente nel giro di pochi chilometri.

Panorama sul Forte di Gavi dal Santuario di Nostra Signora della Guardia, tra i consigli su cosa vedere a gavi.

Panorama sul Forte di Gavi dal Santuario di Nostra Signora della Guardia.

Cosa fare e cosa vedere nei dintorni di Gavi

Se Gavi e il suo centro storico si possono visitare anche nell’arco di mezza giornata o di un giorno, è nei dintorni che il territorio mostra tutta la sua ricchezza. Tra cantine, siti archeologici, borghi e natura, le possibilità sono abbastanza numerose da meritare più tempo e, spesso, più di una visita.

1 – Visitare le cantine del Gavi DOCG

In questa zona il vino è parte integrante dell’identità del territorio e la viticoltura ha radici molto antiche. La prima testimonianza scritta risale al 3 giugno 972, quando un documento oggi conservato all’Archivio di Stato di Genova cita l’affitto di vigne e castagneti a due cittadini di Gavi. Su questa lunga tradizione si è costruita nei secoli la storia del Gavi, vino che oggi viene prodotto esclusivamente da uve Cortese in undici comuni della provincia di Alessandria. La denominazione ha ottenuto la DOC nel 1974 e la DOCG nel 1998.

Una delle caratteristiche più interessanti della denominazione è la varietà dei suoi suoli. Nella parte settentrionale prevalgono le Terre Rosse, a matrice argillosa e ricche di ferro, mentre nella fascia centrale, lungo la linea che unisce Serravalle Scrivia, Gavi e San Cristoforo, si alternano marne e arenarie. Verso sud, avvicinandosi all’Appennino, compaiono invece le Terre Bianche, caratterizzate da marne tufacee di origine marina, ricche di microelementi e fossili. A queste differenze si aggiungono altitudini, esposizioni e microclimi diversi, influenzati anche dalle correnti che arrivano dalla Liguria.

Insomma, assaggiare più Gavi, possibilmente direttamente dai produttori, permette di cogliere espressioni anche molto differenti dello stesso vitigno.

Per questo, durante un soggiorno in zona, ti consiglio di dedicare almeno qualche ora a una visita in cantina. Le possibilità sono numerose e molte aziende organizzano degustazioni guidate, visite ai vigneti e agli spazi di produzione, eventi e altre esperienze legate al vino. Non è soltanto un’occasione per degustare. Entrare in azienda permette di comprendere meglio il rapporto tra il Cortese, i suoli su cui cresce e le scelte produttive delle singole cantine, ma anche rendersi conto delle differenze tra le singole zone della denominazione.

Tra le realtà che ti invito a conoscere ci sono, ad esempio, i Produttori del Gavi, cooperativa nata nel 1951 che riunisce viticoltori provenienti dagli undici comuni della DOCG, La Scolca, storica cantina della famiglia Soldati, fondata nel 1919 e conosciuta soprattutto per il celebre Gavi dei Gavi® Etichetta Nera e La Mesma, azienda fondata nel 2001 da tre sorelle e interamente dedicata al Cortese, interpretato attraverso diverse tipologie e affinamenti.

Queste sono naturalmente solo alcune delle tante cantine presenti nel territorio: le realtà da conoscere sono numerose e molte meritano una visita. Nell’articolo dedicato alle cantine del Gavi da visitare trovi una selezione più ampia di aziende, con qualche consiglio utile per scegliere dove fermarti per una degustazione.

Per cercare ulteriori esperienze e confrontare le attività disponibili puoi utilizzare anche Winedering, dove sono raccolte visite e degustazioni prenotabili nelle cantine del territorio.


2 – Scoprire Libarna, l’antica città romana

A pochi chilometri da Gavi, nei pressi di Serravalle Scrivia, si trova l’Area archeologica di Libarna, una delle testimonianze più importanti della presenza romana in questo territorio.

La città si sviluppò in posizione strategica lungo la via Postumia, costruita nel 148 a.C. per collegare Genova con l’Italia settentrionale e, più in generale, con i traffici verso l’Adriatico. Proprio questa collocazione favorì la crescita di Libarna come centro di passaggio e di scambio. La città raggiunse il periodo di maggiore prosperità tra il I e il II secolo d.C.

Oggi l’area visitabile corrisponde solo a una parte dell’antica Libarna, ma permette comunque di riconoscerne bene l’impianto urbano. Sono visibili tratti delle strade, resti di abitazioni private, il teatro e l’anfiteatro, oltre agli spazi che un tempo ospitavano botteghe e attività legate alla vita quotidiana. Tra i ritrovamenti più significativi c’è anche il mosaico dedicato al mito di Licurgo e Ambrosia, nel quale Ambrosia viene trasformata da Dioniso in una vite. Si tratta di un dettaglio particolarmente interessante dato che ci si trova in un territorio che nei secoli avrebbe poi costruito una parte importante della propria identità proprio attorno alla viticoltura.

Libarna, da vedere nei dintorni di gavi.

Libarna.

Libarna venne riscoperta nell’Ottocento durante i lavori per la costruzione della Strada Regia Torino-Genova e, successivamente, delle linee ferroviarie.

Una parte dei reperti rinvenuti durante gli scavi è oggi esposta ai Musei Reali di Torino. Altri materiali, invece, sono conservati nell’Area Museale di Libarna, ospitata nel Palazzo Comunale di Serravalle Scrivia e visitabile su prenotazione a integrazione del sito archeologico.

La visita all’area archeologica è gratuita e non richiede prenotazione per gli accessi individuali. Per visite guidate, gruppi e scolaresche è invece necessario contattare in anticipo l’Associazione Libarna Arteventi. Prima di andare ti consiglio comunque di controllare il calendario aggiornato delle aperture, perché gli orari cambiano durante l’anno.

3 – Visitare l’Abbazia di San Remigio

A Parodi Ligure, nella valle dell’Albedosa, si trova l’Abbazia di San Remigio, uno dei luoghi più interessanti per approfondire la storia medievale del territorio.

Le sue origini risalgono all’XI secolo. Nel 1033 il marchese Adalberto, di stirpe obertenga, e la moglie Adelasia assegnarono alla badia benedettina di Santa Maria di Castiglione diversi beni anche in questa parte dell’Appennino. Furono poi i monaci a bonificare la valle e a contribuire allo sviluppo agricolo della zona. La prima attestazione certa del monastero risale al 1143.

Nel corso dei secoli San Remigio rafforzò progressivamente i propri legami con Genova, fino a entrare pienamente nella rete religiosa ed economica dell’Oltregiogo. L’edificio venne più volte trasformato e ampliato, poi progressivamente abbandonato nel Novecento. Dopo il crollo della volta centrale nel 1982 è stato recuperato e oggi l’ex monastero, sconsacrato, ospita anche iniziative culturali.

La posizione isolata, immersa nella campagna di Parodi Ligure, contribuisce molto al fascino del luogo e rende San Remigio una tappa diversa e poco conosciuta rispetto alle altre.

San Remigio, da vedere nei dintorni di gavi.

San Remigio.

4 – Passeggiare tra i palazzi dipinti di Novi Ligure

Tra le tappe più interessanti nei dintorni di Gavi c’è sicuramente anche Novi Ligure, altra città che conserva ancora oggi un legame molto evidente con Genova. Per secoli fu infatti uno dei centri più importanti dell’Oltregiogo e, grazie alla sua posizione, sviluppò un ruolo commerciale di primo piano.

Questa storia la si legge soprattutto nel centro storico. Qui, infatti, numerosi palazzi nobiliari appartenuti a famiglie genovesi come Doria, Negrone e Durazzo conservano ancora facciate decorate con affreschi e trompe-l’œil. Sono i cosiddetti Palazzi Dipinti, testimonianza di una stagione di grande prosperità legata anche alle storiche Fiere di Cambio, che richiamavano mercanti e banchieri da diverse parti d’Europa.

Passeggiando tra le vie del centro vale la pena soffermarsi su Piazza Dellepiane, sulla Collegiata di Santa Maria Assunta e sui palazzi storici che la circondano. Chi ha più tempo può visitare anche l’Oratorio della Maddalena  e il Teatro Romualdo Marenco. Imperdibile è anche il Museo dei Campionissimi, dedicato in particolare a Costante Girardengo e Fausto Coppi, due figure strettamente legate alla storia ciclistica della città.

Novi Ligure, però, è anche una città profondamente legata alla tradizione dolciaria. Una delle produzioni più rappresentative del territorio, infatti, è quella del cioccolato e proprio qui sono nate aziende storiche come Pernigotti e Novi. Se vuoi trasformare la sosta in un’esperienza ancor più piacevole e divertente, può essere interessante visitare anche un laboratorio. Tra le attività disponibili c’è, ad esempio, la visita con degustazione da Bodrato Cioccolato, che può essere un buon modo per approfondire questa parte dell’identità gastronomica novese.

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Se stai organizzando un itinerario più ampio, trovi altri spunti anche nel mio articolo dedicato a cosa fare in provincia di Alessandria, dove ho raccolto diverse idee per scoprire il territorio oltre Gavi.

5 – Scoprire i borghi del Gaviese

Oltre a Novi Ligure, che si può considerare il centro più importante della zona, nei dintorni di Gavi si incontrano numerosi piccoli borghi immersi tra vigneti e colline.

Tra quelli che meritano una sosta c’è San Cristoforo, dominato dal complesso del castello e dalla Torre del Gazzolo, uno degli elementi più riconoscibili del paese. Il borgo è legato anche alla tradizione degli amaretti, preparati con mandorle dolci e amare e caratterizzati da una consistenza morbida.

A Tassarolo, invece, il protagonista è il Castello Spinola, legato alla potente famiglia genovese che per secoli ebbe un ruolo importante nella zona tanto che il feudo arrivò persino ad avere una propria zecca.

Oggi il castello è anche sede di un’azienda vitivinicola che possiede 18 ettari di vigneto e coltiva Cortese, Barbera e Cabernet Sauvignon. Dal 2006 pratica agricoltura biodinamica e dal 2007 i vini sono certificati biologici e biodinamici. La produzione comprende diverse interpretazioni del Gavi DOCG, ma anche Metodo Classico, orange wine, Barbera e altri vini. L’azienda organizza inoltre visite e degustazioni, quindi può essere una buona occasione per unire la scoperta del borgo a quella del vino.

VUOI VISITARE IL CASTELLO DI TASSAROLO E DEGUSTARE I SUOI VINI?

Al Castello di Tassarolo puoi partecipare a una visita guidata della cantina dedicata alla filosofia biodinamica dell’azienda e ai diversi metodi di vinificazione utilizzati.

L’esperienza dura circa 1 ora e 30 minuti e comprende la visita agli spazi di produzione seguita dalla degustazione di 5 vini.

Durante l’assaggio vengono messi a confronto vini prodotti con tecniche differenti, comprese vinificazioni in acciaio, rovere francese e anfora, oltre a etichette provenienti da vigne lavorate con i cavalli e vini senza solfiti aggiunti.

👉 La visita è disponibile a partire da 2 persone e prevede la cancellazione gratuita fino a 1 giorno prima.

Controlla prezzi, orari e disponibilità della degustazione al Castello di Tassarolo →

Se passi da Tassarolo, comunque, ti consiglio di cercare anche i salamini al Gavi, una specialità locale preparata con carne suina e aromatizzata con il vino della denominazione.

Un altro borgo interessante è Pasturana, dove il castello conserva ancora l’impronta della trasformazione da struttura difensiva a residenza signorile. La tradizione gastronomica locale è legata ai corzetti, la pasta fresca stampata tipica dell’area ligure-piemontese, decorata con motivi impressi attraverso appositi stampi in legno.

A Parodi Ligure, che ho già nominato parlando dell’Abbazia di San Remigio, vale la pena fermarsi anche per conoscere una dimensione più rurale e silenziosa del Gaviese. Le prime attestazioni del borgo risalgono al X secolo e il paese conserva ancora tracce della sua lunga storia, legata prima agli Obertenghi e poi ai rapporti con Genova. Del castello medievale e delle antiche fortificazioni restano oggi solo alcune testimonianze. Tra gli edifici di maggiore interesse ti segnalo Palazzo Guarco e la Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano.

Parodi Ligure è anche un buon punto di partenza per escursioni verso il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, i Laghi della Lavagnina e la Riserva Naturale del Neirone.

Se al camminare, invece, preferisci il fermarti per una pausa golosa, tra le specialità locali merita una menzione la focaccia di patate. Questa preparazione tradizionale nasce dall’abitudine di aggiungere patate lessate all’impasto per utilizzare meno farina e per ottenere una consistenza particolarmente morbida.

Insomma, i dintorni di Gavi sono davvero vari e non è necessario visitare questi piccoli borghi tutti nello stesso giorno. Il modo migliore per scoprirli, infatti, è inserirli di volta in volta in un nuovo itinerario.

6 – Ammirare il panorama dalle panchine giganti di Gavi e dintorni

Se sei alla ricerca di un paio di punti panoramici da cui scattare belle foto, nei dintorni di Gavi puoi raggiungere tre panchine giganti appartenenti al Big Bench Community Project, il progetto ideato dal designer americano Chris Bangle che ha portato all’installazione di grandi panchine colorate in diversi territori italiani.

La più vicina a Gavi è la Big Bench n. 306, in località Piona, sulle alture tra Gavi e Carrosio. Riconoscibile per i colori blu zaffiro e bianco avorio, si trova in una posizione panoramica dalla quale si possono ammirare il Forte di Gavi, il Santuario di Nostra Signora della Guardia, i vigneti e, all’orizzonte, il Monte Tobbio.

A Bosio si trova invece la Big Bench n. 84, affacciata sulle colline e sui vigneti. È una bella tappa da inserire soprattutto nel tardo pomeriggio, quando la luce del tramonto cambia i colori del paesaggio.

panchina n. 84, da vedere nei dintorni di gavi

Panchina gigante n. 84.

La terza è la Big Bench n. 57 di Mornese, che si raggiunge con una breve passeggiata di circa dieci minuti. Nelle giornate particolarmente limpide, dal belvedere è possibile scorgere anche il Monviso e il Monte Rosa. I colori rosso e giallo della panchina richiamano i due vitigni legati al territorio: il Dolcetto, da cui nasce l’Ovada DOCG, e il Cortese, utilizzato per produrre il Gavi DOCG.

Se vuoi raggiungerle tutte, puoi organizzare un piccolo itinerario panoramico da abbinare alla visita dei borghi. Per consultare la posizione esatta delle panchine, le indicazioni per raggiungerle e le informazioni sul passaporto da timbrare durante le visite, ti consiglio di fare riferimento al sito ufficiale del Big Bench Community Project.

7 – Fare trekking tra parchi, riserve e geositi

Per gli amanti della natura, nei dintorni di Gavi non mancano le possibilità di organizzare escursioni di diversa durata e difficoltà. Basta allontanarsi dalle colline coltivate a vigneto per raggiungere boschi, torrenti e rilievi appenninici. Qui non mancano piacevoli sentieri che conducono a punti panoramici e luoghi di particolare interesse naturalistico.

Una delle mete principali è il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, istituito nel 1979 e situato al confine tra Piemonte e Liguria. L’area protetta comprende oltre 8.000 ettari di boschi, praterie, corsi d’acqua e rilievi montuosi, attraversati da una rete di itinerari percorribili a piedi e, in alcuni casi, anche in mountain bike o a cavallo.

Tra le escursioni più conosciute c’è quella al Monte Tobbio, che raggiunge i 1.092 metri di altitudine e dalla cui cima, nelle giornate limpide, si può ammirare anche il Mar Ligure. Per chi preferisce una passeggiata meno impegnativa, il Parco offre percorsi di diversa lunghezza, anche nei pressi dei Laghi del Gorzente e della Lavagnina. Ti consiglio di scegliere il sentiero in base al tempo a disposizione e al tuo allenamento. Prima della partenza, consulta sempre la mappa degli itinerari del Parco sul sito ufficiale.

Laghi del Gorzente, da vedere nei dintorni di gavi. © Consorzio Tutela del Gavi.

Laghi del Gorzente. © Consorzio Tutela del Gavi.

Più vicina al centro di Gavi si trova la Riserva Naturale del Neirone, che tutela parte del corso dell’omonimo torrente e i boschi circostanti. La riserva si sviluppa lungo il torrente Neirone, tra boschi di ontani, salici e pioppi, ed è attraversata da un sentiero che permette di esplorare questa piccola area protetta a pochi passi da Gavi. Tieni presente che il percorso presenta alcuni tratti ripidi e attraversamenti del torrente. Non dimenticarti, quindi, di verificare le condizioni meteorologiche ed evitare la visita in caso di piogge abbondanti o piene.

Un’altra escursione interessante, questa volta dedicata alla geologia, è quella al Geosito di Carrosio. Qui si trova un GSSP (Global Stratigraphic Section and Point), ovvero un punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale per individuare il limite tra due epoche geologiche. Nel caso di Carrosio, ci troviamo di fronte al punto di contatto tra Oligocene e Miocene, risalente a circa 23 milioni di anni fa.

Il sito è raggiungibile attraverso il Sentiero del Geosito, segnavia 490 e 490A, che parte dal paese di Carrosio, attraversa il torrente Lemme e sale fino all’affioramento roccioso. Il percorso è lungo circa 1,7 km, richiede indicativamente mezz’ora ed è classificato come escursionistico. Lungo il cammino si incontrano anche alcuni punti panoramici sul borgo e sulla Val Lemme.

Per tutte queste escursioni, soprattutto se non conosci già la zona, ti consiglio di controllare le informazioni aggiornate sui percorsi e sulla loro percorribilità prima di partire.

8 – Visitare la Pinacoteca di Voltaggio

Non tutti sanno che a Voltaggio, all’interno di un antico convento dei Cappuccini, è custodita una pinacoteca di notevole valore artistico. È una delle sorprese meno conosciute del Gaviese e merita di essere segnata tra i luoghi da visitare, soprattutto se ami l’arte.

La raccolta comprende oltre 200 dipinti, riuniti a partire dal 1870 da Padre Pietro Repetto e trasferiti a Voltaggio alla fine dell’Ottocento. Si tratta prevalentemente di opere di soggetto sacro, databili tra il XVI e il XIX secolo, che offrono una testimonianza importante della pittura genovese. Accanto ai lavori di Bernardo Strozzi, Domenico Fiasella e Luca Cambiaso, la pinacoteca conserva anche opere di Sinibaldo Scorza, nato proprio a Voltaggio nel 1589 e conosciuto soprattutto per i suoi paesaggi e le raffigurazioni di animali. Tra le sue opere più importanti c’è il Cristo confortato dagli Angeli.

La presenza di una collezione di tale valore in un piccolo centro come Voltaggio è un’ulteriore testimonianza del profondo legame storico e culturale tra il Gaviese e Genova, che ha lasciato tracce importanti anche nel patrimonio artistico del territorio.

Attenzione: al momento la Pinacoteca di Voltaggio è chiusa al pubblico fino a nuovo avviso. Prima di organizzare una visita, controlla gli aggiornamenti sul sito ufficiale della Pinacoteca.

9 – Fare shopping al Serravalle Designer Outlet

Tra le cose da fare nei dintorni di Gavi c’è anche la possibilità di trascorrere un’intera giornata dedicata allo shopping al Serravalle Designer Outlet. Questo è uno dei migliori outlet d’Italia e il più grande designer outlet d’Europa. Situato a pochi chilometri dal borgo e gestito da McArthurGlen, ospita oltre 230 boutique di marchi italiani e internazionali, dall’abbigliamento sportivo alle grandi firme della moda, con sconti sui prezzi di listino durante tutto l’anno.

Il centro è organizzato come un piccolo villaggio, con vie e piazzette pedonali, bar, ristoranti e diversi servizi per i visitatori. Può essere una tappa da aggiungere a un itinerario tra Gavi e dintorni oppure la meta di una giornata interamente dedicata agli acquisti.

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Se parti dal capoluogo lombardo, nel mio articolo su come arrivare da Milano al Serravalle Outlet trovi le informazioni utili per organizzare lo spostamento.

→ Qui puoi prenotare direttamente il transfer in autobus andata e ritorno da Milano al Serravalle Designer Outlet.

Per verificare gli orari aggiornati, l’elenco dei negozi e le iniziative in programma, consulta il sito ufficiale del Serravalle Designer Outlet.

Dove dormire a Gavi e dintorni

Per visitare Gavi e i suoi dintorni senza fretta, ti consiglio di fermarti almeno una notte, soprattutto se hai in programma qualche degustazione in cantina.

Le possibilità per dormire in zona non mancano: puoi scegliere una dimora storica immersa nel verde oppure un relais tra i vigneti, magari con piscina, SPA o ristorante, per concederti anche qualche momento di relax.

Tra le strutture in cui soggiornare a Gavi e dintorni, ecco gli hotel che ti consiglio di prendere in considerazione.

Relais Villa Pomela

Il Relais Villa Pomela si trova sulle colline di Novi Ligure, in una residenza nobiliare di campagna le cui origini risalgono al Seicento. La villa è circondata da un parco secolare e conserva ambienti eleganti, arredati in stile classico con richiami alla Belle Époque.

Ho soggiornato personalmente a Villa Pomela e la trovo una soluzione interessante per chi cerca una sistemazione tranquilla, ma vuole anche raggiungere facilmente Novi Ligure, Gavi e il Serravalle Designer Outlet.

L’hotel dispone di camere e suite, piscina all’aperto, palestra, parcheggio gratuito e un ristorante che propone piatti della tradizione piemontese e specialità legate alla vicina Liguria. È una struttura da valutare sia per un weekend dedicato alla visita del territorio sia per un soggiorno in cui ritagliarsi un po’ di tempo per il relax.

VEDI CAMERE E PREZZI DI RELAIS VILLA POMELA

villa pomela, dove dormire a gavi e dintorni. Foto da Booking.com.

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Locanda La Raia

La Locanda La Raia è un relais di dodici camere ricavato da un’antica stazione di posta all’interno di una tenuta agricola biologica e biodinamica di circa 200 ettari, tra vigneti, pascoli e boschi.

È una proposta particolarmente interessante se desideri dedicare il soggiorno anche al vino e all’enogastronomia. La tenuta produce infatti Gavi DOCG e altre etichette, organizza visite e degustazioni e ospita un ristorante insignito della Stella Verde MICHELIN, riconoscimento legato all’impegno per una gastronomia più sostenibile.

La locanda dispone inoltre di una SPA con sauna, bagno turco, area relax e piscina interna ed esterna a temperatura controllata. All’interno della tenuta è possibile passeggiare tra i vigneti e ammirare le opere d’arte contemporanea realizzate per la Fondazione La Raia.

CONTROLLA DISPONIBILITÀ ALLA LOCANDA LA RAIA

la raia, dove dormire a gavi e dintorni. Foto da Booking.com.

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Villa Sparina Resort – Albergo L’Ostelliere

A Monterotondo di Gavi, Villa Sparina Resort riunisce tre realtà strettamente legate tra loro: l’azienda vitivinicola Villa Sparina, il ristorante La Gallina e l’Albergo L’Ostelliere, un quattro stelle superior ricavato in un complesso colonico del Settecento.

L’hotel dispone di 33 camere e suite affacciate sulla campagna e sui vigneti. Durante il soggiorno è possibile partecipare a visite della cantina storica e degustazioni dei vini aziendali, oltre a prenotare attività come passeggiate guidate ed escursioni in e-bike.

La struttura offre anche una piscina all’aperto, aperta nella bella stagione, e un’area dedicata al fitness e ai massaggi. Ti consiglio questo indirizzo, quindi, soprattutto se vuoi soggiornare tra i vigneti e dedicare al vino una parte importante del tuo viaggio.

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Cascina Binè

Cascina Binè si trova sulle colline di Novi Ligure, all’interno di un’azienda vitivinicola a conduzione familiare immersa nel territorio del Gavi. La cascina, ristrutturata conservando diversi elementi della struttura originaria, dispone di quattro camere doppie e tre appartamenti, due dei quali con angolo cottura.

L’azienda produce Gavi DOCG e altri vini da Cortese e Barbera e organizza visite tra vigneti e cantina, degustazioni e altre esperienze dedicate al territorio. Per questo, è un indirizzo particolarmente interessante se vuoi abbinare il soggiorno alla scoperta del vino.

VEDI CAMERE, PREZZI E DISPONIBILITÀ A CASCINA BINÈ

cascina bine, dove dormire a gavi e dintorni. Foto da Booking.com.

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VUOI ABBINARE IL PERNOTTAMENTO A UNA VISITA IN CANTINA?

La formula “Fuga Essenza” comprende 1 notte a Cascina Binè con colazione, visita guidata ai vigneti e alla cantina, degustazione di 4 vini della tenuta e assaggio di prodotti tipici piemontesi.

È una soluzione interessante se vuoi vivere il soggiorno non solo come pernottamento, ma come una vera esperienza dedicata al Gavi e al lavoro della famiglia Binè.

Scopri prezzi, disponibilità e cosa include la Fuga Essenza →

Per chi cerca una formula ancora più completa, è disponibile anche la “Fuga Cru”, che include gli stessi servizi e aggiunge una cena degustazione.

Queste sono soltanto tre delle possibilità disponibili nel territorio. Nella mappa qui sotto puoi cercare altre strutture a Gavi e dintorni, confrontare le posizioni e verificare prezzi e disponibilità per le date del tuo soggiorno.

Cosa e dove mangiare a Gavi e dintorni

Il legame storico tra Gavi e Genova si ritrova anche a tavola. La cucina di questo angolo di Piemonte risente infatti dell’influenza ligure, che si riconosce in preparazioni come la focaccia e la farinata e si intreccia con la tradizione locale delle carni, delle paste ripiene e dei prodotti della campagna.

Il piatto simbolo è il raviolo di Gavi, ma ogni paese dei dintorni custodisce specialità che vale la pena assaggiare, dagli amaretti ai corzetti, fino ai salamini preparati con il vino del territorio.

In questa sezione ti racconto cosa mangiare a Gavi e dintorni e ti suggerisco tre ristoranti in cui conoscere la cucina locale. Naturalmente, a tavola non può mancare un calice di Gavi DOCG, il vino bianco da uve Cortese di cui ti ho parlato nella sezione dedicata alle cantine.

Cosa mangiare a Gavi e dintorni: i piatti e i prodotti tipici

Il piatto da assaggiare durante una visita è senza dubbio il raviolo di Gavi, specialità riconosciuta con la Denominazione Comunale (De.Co.). La sfoglia sottile racchiude un ripieno preparato tradizionalmente con carni bovine e suine, uova, formaggio, borragine e scarola. Puoi trovarlo servito al tocco, il sugo di carne di tradizione ligure, in scodella al vino oppure a culo nudo, cioè scolato e portato in tavola senza sugo, per apprezzarne il ripieno. La ricetta è tutelata e promossa dall’Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi.

Anche i paesi vicini hanno specialità che vale la pena cercare nei ristoranti e nelle botteghe. Tra queste ci sono i corzetti di Pasturana, la torta di riso di Bosio, la focaccia di patate di Parodi Ligure, la farinata di Serravalle Scrivia e i salamini al Gavi di Tassarolo. Per qualcosa di dolce, invece, prova gli amaretti morbidi di Gavi, preparati con mandorle, zucchero, albume e miele, oppure i canestrelli di Francavilla Bisio. A Novi Ligure, infine, è il cioccolato a occupare un posto importante nella tradizione gastronomica locale.

Dove mangiare a Gavi e dintorni: tre ristoranti da conoscere

Per assaggiare la cucina del Gaviese, ti segnalo tre ristoranti che la interpretano in modi differenti: dalla tradizione del raviolo a una proposta che esplora il rapporto tra Piemonte e Liguria, fino a una cucina strettamente legata ai prodotti di una tenuta agricola.

Osteria Piemontemare

L’Osteria Piemontemare nasce dal progetto del vignaiolo Roberto Ghio, che ha voluto recuperare lo spirito dell’osteria un tempo gestita dai nonni a Bosio. Il nome racconta bene l’identità della cucina proposta: quella di un territorio piemontese che, per storia e tradizioni gastronomiche, mantiene un legame stretto con la Liguria.

Il menù dedica ampio spazio alla pasta fresca fatta a mano, con diverse interpretazioni dei ravioli, tra cui quelli di Gavi alla moda di Bosio, i ravioli d’anatra e quelli di pescato. Accanto ai primi trovi piatti della tradizione, come il vitello tonnato e le cipolle ripiene, ma anche piccoli assaggi e tapas da condividere.

Piemontemare è anche una vineria: oltre alle etichette prodotte dall’azienda di Roberto Ghio, la selezione comprende vini locali, piemontesi, italiani e francesi. È quindi un indirizzo da considerare anche per un pranzo o una cena in cui dedicare particolare attenzione agli abbinamenti.

Ristorante Cantine del Gavi

Nel centro storico di Gavi, in via Mameli, il Ristorante Cantine del Gavi accoglie gli ospiti nelle sale di Palazzo Mazzarello, un antico edificio che conserva anche una cappella privata oggi adibita a saletta.

Durante la bella stagione è possibile mangiare nel giardino interno, mentre sotto il ristorante si sviluppa una cantina che raccoglie bottiglie selezionate dalla famiglia fin dagli anni Settanta, comprese vecchie annate di Gavi DOCG.

La cucina propone menù degustazione che valorizzano i prodotti del territorio e intrecciano le tradizioni familiari piemontesi ed emiliane.

Cantine Del Gavi, ristorante dove mangiare a gavi.

Una delle Sale del Ristorante Cantine del Gavi.

C’è però un altro motivo per cui ti consiglio questo indirizzo: il ristorante organizza laboratori di cucina dedicati alla pasta fresca e, in particolare, ai ravioli di Gavi.

Io ho partecipato a uno di questi incontri e mi è piaciuto molto poter mettere le mani in pasta, imparando a preparare i ravioli insieme a chi porta avanti questa tradizione. È un’esperienza che ti consiglio: seguire la preparazione passo dopo passo, ascoltare i racconti legati alla ricetta e condividere infine a tavola i ravioli appena fatti è un modo davvero piacevole per conoscere la cucina del territorio.

Per informazioni e prenotazioni puoi scrivere a laboratorio@ristorantecantinedelgavi.it.

Ristorante della Locanda La Raia

Per una proposta gastronomica legata direttamente alla produzione agricola locale, c’è il ristorante della Locanda La Raia, aperto anche a chi non soggiorna nella struttura.

La cucina è guidata da Tommaso Arrigoni, con Mirko Natali come chef resident, e interpreta la tradizione del Gaviese attraverso ingredienti provenienti in parte dalla stessa tenuta: verdure dell’orto, cereali, erbe aromatiche, uova, miele e carni di Fassona allevata al pascolo. A questi si aggiungono i prodotti di piccoli fornitori locali.

Il ristorante ha ricevuto la Stella Verde MICHELIN, riconoscimento dedicato alle realtà gastronomiche che si distinguono per il loro impegno verso pratiche più sostenibili. Puoi scegliere tra il menù alla carta e percorsi degustazione che valorizzano i vini della tenuta e le ricette del territorio.

È un indirizzo da tenere presente per una cena più ricercata o un’occasione speciale, soprattutto se ami la cucina d’autore e vuoi dedicare particolare attenzione agli abbinamenti con i vini del territorio. Puoi anche abbinare la cena a una visita in cantina o a un soggiorno alla Locanda, di cui ti ho parlato poco sopra.

Cosa vedere a Gavi: la mappa dei luoghi da non perdere

Nella mappa qui sotto trovi tutti i luoghi di cui ti ho parlato nella guida, dal centro storico di Gavi alle cantine, ai borghi e alle altre attrazioni dei dintorni. Puoi utilizzarla per individuare le tappe che ti interessano e organizzare il tuo itinerario.

Informazioni pratiche per visitare Gavi e dintorni

Come arrivare a Gavi

Gavi non dispone di una stazione ferroviaria, ma può essere raggiunta sia in auto sia con una combinazione di treno e autobus.

    • In treno e autobus. Le stazioni ferroviarie di riferimento sono Novi Ligure, a circa 10 km da Gavi, e Serravalle Scrivia. Da entrambe è possibile proseguire in autobus fino al paese con la linea 36: a Novi Ligure la fermata si trova nel piazzale davanti alla stazione, mentre a Serravalle Scrivia si parte da via Berthoud. Trenitalia permette anche di acquistare il viaggio treno + bus in un’unica soluzione, selezionando direttamente Gavi come destinazione. Prima della partenza controlla sempre gli orari aggiornati delle coincidenze. 🠒 Qui puoi confrontare i collegamenti ferroviari disponibili per raggiungere Novi Ligure e Serravalle Scrivia.
    • In auto. Gavi si trova vicino all’autostrada A7 Milano–Genova. L’uscita più comoda è Vignole Borbera–Arquata Scrivia, a circa 10 km dal borgo. L’auto è particolarmente comoda se hai intenzione di visitare anche cantine, borghi e attrazioni nei dintorni.
    • In aereo. L’aeroporto più vicino è il Cristoforo Colombo di Genova, a circa 53 km. Milano Malpensa dista invece circa 130 km. Se arrivi in aereo e vuoi esplorare il territorio in autonomia, può essere utile noleggiare un’auto. Prima di prenotare confronta sempre franchigia, coperture incluse, politica sul carburante e condizioni di cancellazione. 🠒 Qui puoi confrontare le offerte disponibili per il noleggio auto dall’aeroporto di Genova.

Come muoversi a Gavi e dintorni

Il centro storico di Gavi si visita facilmente a piedi: via Mameli, la Chiesa di San Giacomo e gli altri luoghi principali del borgo sono concentrati in uno spazio piuttosto contenuto.

Il discorso cambia se vuoi esplorare i dintorni. Cantine, borghi, panchine giganti, abbazie e punti di partenza dei sentieri sono distribuiti tra le colline e non sempre risultano facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. Per un itinerario dedicato a Gavi e dintorni l’auto è quindi la soluzione più pratica.

Se hai in programma delle degustazioni, organizzati naturalmente in modo che chi guida non beva oppure verifica direttamente con le cantine la possibilità di usufruire di transfer o servizi dedicati.

Quanto tempo dedicare a Gavi e dintorni

Per visitare soltanto il centro storico di Gavi puoi prevedere mezza giornata. Se vuoi aggiungere anche il Forte, il Santuario della Madonna della Guardia e una cantina, ti consiglio invece di dedicare alla zona almeno una giornata intera.

Secondo me, però, il modo migliore per conoscere questo territorio è fermarsi per un weekend di due o tre giorni. In questo modo puoi alternare le visite alle cantine ai borghi, raggiungere Libarna o Novi Ligure, fare un’escursione e concederti anche il tempo per conoscere la cucina locale senza dover concentrare tutto in poche ore.

Se hai soltanto un giorno a disposizione, scegli in anticipo poche tappe: le distanze non sono enormi, ma visite in cantina, degustazioni e ingressi programmati richiedono inevitabilmente tempo.

Quando andare a Gavi

Gavi e i suoi dintorni possono essere visitati durante tutto l’anno, ma ogni stagione offre possibilità differenti.

    • Primavera: è uno dei periodi che consiglio maggiormente per passeggiare tra i borghi, visitare le cantine e organizzare escursioni. Le temperature sono generalmente piacevoli e la campagna torna a riempirsi di verde.
    • Estate: le giornate lunghe permettono di trascorrere molto tempo all’aperto e in questo periodo si concentrano anche diverse manifestazioni locali. Tra gli appuntamenti tradizionalmente organizzati a Gavi ci sono la Festa patronale di San Giacomo Maggiore a fine luglio, Gavi sotto il Forte all’inizio di agosto e la GaviLonga, passeggiata enogastronomica che si tiene generalmente nell’ultima domenica di agosto. Le date possono cambiare di anno in anno, quindi controlla sempre il calendario aggiornato prima della partenza.
    • Autunno: è un altro ottimo momento, soprattutto per chi è interessato al vino e all’enogastronomia. Tra settembre e ottobre il paesaggio delle vigne cambia colore e l’atmosfera è particolarmente piacevole. Tieni però presente che durante la vendemmia alcune aziende vinicole potrebbero avere una disponibilità più limitata per visite e degustazioni.
    • Inverno: il territorio è molto più tranquillo e può essere una buona scelta per un weekend dedicato soprattutto a borghi, ristoranti e cantine. Alcune attrazioni ed esperienze possono però avere giorni e orari di apertura ridotti: verifica sempre prima di partire.

Durante tutto l’anno, inoltre, la prima domenica del mese nel centro di Gavi si svolge generalmente il mercato contadino mattutino.

Cosa prenotare in anticipo

Soprattutto durante i weekend, nei ponti e in occasione degli eventi principali, ti consiglio di organizzare alcune attività prima della partenza:

• visite e le degustazioni in cantina. Molte aziende ricevono su prenotazione e gli orari disponibili possono essere limitati, soprattutto nel fine settimana e durante il periodo della vendemmia. 🠒 Qui puoi confrontare e prenotare degustazioni ed esperienze enoturistiche a Gavi e dintorni.

• visita al Forte di Gavi. Le modalità e gli orari di accesso possono cambiare nel corso dell’anno e in alcune giornate gli ingressi vengono organizzati in gruppi a orari prestabiliti. La prenotazione è spesso consigliata: controlla quindi sempre le informazioni aggiornate sul sito ufficiale prima della visita.

• ristoranti, soprattutto gli indirizzi più conosciuti, quelli con pochi coperti e i ristoranti all’interno dei relais;

• laboratori e le esperienze gastronomiche, come il laboratorio dedicato ai ravioli di Gavi di cui ti ho parlato poco sopra;

• alloggio, soprattutto se vuoi dormire in un relais tra i vigneti o viaggi durante un weekend particolarmente richiesto. 🠒 Qui puoi confrontare hotel, agriturismi e relais disponibili a Gavi e dintorni.

FAQ – Cosa vedere a Gavi e dintorni e come organizzare la visita

🏰 Cosa vedere a Gavi?
Nel centro di Gavi ti consiglio di passeggiare lungo Via Mameli, visitare la Chiesa di San Giacomo Maggiore e raggiungere il Forte di Gavi, che domina il paese dall’alto. Vale la pena salire anche al Santuario della Madonna della Guardia, da cui si apre una bella vista sulla Val Lemme e sulle colline circostanti.

🕐 Cosa vedere a Gavi in un giorno?
In una giornata puoi visitare il centro storico, il Forte di Gavi e il Santuario della Madonna della Guardia. Se organizzi bene gli orari, puoi aggiungere anche una visita con degustazione in una delle cantine del Gavi DOCG oppure fermarti a pranzo in uno dei ristoranti del paese.

🗺️ Cosa vedere nei dintorni di Gavi?
Tra le principali cose da vedere nei dintorni di Gavi ci sono l’area archeologica di Libarna, Novi Ligure, l’Abbazia di San Remigio a Parodi Ligure e i piccoli borghi del Gaviese, come San Cristoforo, Tassarolo, Pasturana e Parodi Ligure. Puoi aggiungere anche la Pinacoteca di Voltaggio, quando aperta al pubblico, il Geosito di Carrosio e il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo.

📍 Cosa vedere vicino al Forte di Gavi?
Dopo la visita al Forte puoi scendere nel centro storico di Gavi e raggiungere facilmente Via Mameli, la Chiesa di San Giacomo Maggiore e il Portino. Se hai più tempo, puoi proseguire verso il Santuario della Madonna della Guardia oppure organizzare una visita in una delle cantine situate nei dintorni del paese.

🍷 Cosa fare a Gavi oltre a visitare il borgo?
Tra le esperienze più interessanti ci sono le visite e le degustazioni nelle cantine del Gavi DOCG, i laboratori dedicati ai ravioli di Gavi, le passeggiate e i trekking nelle aree naturali dei dintorni e gli itinerari tra i piccoli borghi della zona. Puoi inoltre raggiungere una delle panchine giganti oppure dedicare qualche ora allo shopping al Serravalle Designer Outlet.

🍇 Quali cantine visitare a Gavi e dintorni?
Nel territorio della denominazione Gavi DOCG ci sono numerose aziende che organizzano visite e degustazioni. Tra quelle che puoi prendere in considerazione ci sono Produttori del Gavi, La Scolca e La Mesma, ma le possibilità sono molte di più. Ti consiglio di prenotare sempre in anticipo, soprattutto nei weekend e durante il periodo della vendemmia.

⏱️ Quanti giorni servono per visitare Gavi e dintorni?
Per vedere soltanto il borgo possono bastare alcune ore, mentre una giornata permette di aggiungere il Forte, il Santuario e magari una cantina. Per visitare con calma Gavi e dintorni, includendo borghi, cantine, Libarna, Novi Ligure o qualche escursione nella natura, il mio consiglio è di fermarti almeno due o tre giorni.

🌿 Qual è il periodo migliore per visitare Gavi?
Primavera e autunno sono tra i periodi più piacevoli per visitare Gavi, soprattutto se vuoi alternare cantine, passeggiate e visite ai borghi. L’estate offre giornate più lunghe e diversi eventi locali, mentre in autunno il paesaggio dei vigneti cambia completamente con la vendemmia e i colori di stagione.

🍽️ Cosa mangiare a Gavi?
Il piatto simbolo è il raviolo di Gavi, preparato con una sfoglia sottile e un ripieno tradizionale di carni, uova, formaggio, borragine e scarola. Nei dintorni trovi anche corzetti, farinata, focaccia, salamini al Gavi e diverse specialità dolci, tra cui gli amaretti di Gavi e i canestrelli di Francavilla Bisio. Il tutto, naturalmente, da accompagnare con un calice di Gavi DOCG.

Mi auguro che questa guida dedicata a cosa vedere a Gavi e dintorni possa aiutarti a conoscere meglio un territorio che merita di essere scoperto con calma e, magari, tornando più di una volta.

Se conosci già la zona e hai un luogo, una cantina o un indirizzo da consigliare, scrivilo nei commenti: sono sempre felice di scoprire nuove realtà da approfondire.

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In copertina Forte di Gavi © Consorzio Tutela del Gavi.

 

 

 

 

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