Cosa vedere in Provincia di Livorno: itinerario sulla Costa degli Etruschi

di Selene Scinicariello
Vista sull'elba dell'acropoli di Populonia.

Attraverso il racconto dei tre giorni che abbiamo trascorso sulla Costa degli Etruschi in occasione del ponte del primo maggio nel 2017, ti consigliamo cosa vedere in Provincia di Livorno. Tieni conto che le cose da fare in questa zona sono tantissime e perciò ti conviene partire con le idee, più o meno, chiare. Noi abbiamo saltato il mare, visto che non era ancora il periodo perfetto, e ci siamo concentrati su borghi, qualche altra attività all’aperto e  le sagre!

 

Cosa vedere in Provincia di Livorno in 3 giorni

 

Di seguito ti consigliamo cosa vedere in 3 giorni in provincia di Livorno. Tieni conto che potresti unire questo percorso a un itinerario nei dintorni di Pisa: per questo ti suggeriamo di leggere l’articolo in cui ti abbiamo proposto un itinerario di 4 giorni tra la città della Torre Pendente e alcuni dei luoghi più belli nelle sue vicinanze.

 

GIORNO 1 – Livorno e Parco Gallarose

 

Il nostro itinerario in Provincia di Livorno parte dalla nostra città, Genova e come base ha Marina di Bibbona.

 

Prima tappa: Livorno

Dopo un paio di ore di viaggio la nostra prima tappa è stata Livorno per assaggiare il famoso 5 e 5, un panino con la cecina (una sorta di farinata toscana) condito, nel nostro caso, con delle melanzane.

Livorno è un casino: tanto, tanto traffico. Persone, bici e auto sono dappertutto! Abbiamo avuto, però, la fortuna di trovare parcheggio esattamente di fronte al Mercato Centrale… e di trovare dei soldi già all’interno del parchimetro: così siamo rimasti un po’ più a lungo del previsto!

Nonostante la città, fino a quel momento, non ci avesse detto granché, dobbiamo ammettere che la zona del mercato è carina: si affaccia su una specie di naviglio dove sono ormeggiate una quantità di barchette indefinita.

Abbiamo colto l’occasione per girare un po’ per i banchi interni di questo mercato che, secondo noi, è tra i più bei mercati italiani storici. Qui si trova davvero di tutto: dal pesce alla carne, dal pane alle uova, dalle pollerie ai baretti per fare colazione e abbiamo notato anche alcuni banchi trasformati in ristorantini.

Dopo aver acquistato qualche pezzo della famosa (e buonissima) schiacciata toscana, abbiamo deciso di fare un giro per i banchetti esterni, dove si vendono sia vestiti, che altre cibarie. I prezzi, rispetto a Genova per lo meno, sono davvero onesti.

Per quanto riguarda la schiacciata ricordati che ce ne sono molti tipi diversi: più dura o meno dura o più salata o meno salata. Chiedi e ti aiuteranno a scegliere!

 

 

Il Mercato Centrale è aperto tutti i giorni, escluso la domenica, dalle 8 alle 15.

 

Cosa mangiare a Livorno: il 5 e 5

Per assaggiare il famoso 5 e 5 abbiamo scelto l’Antica Torteria da Gagarin.

Il locale non ha un’insegna, lo si riconosce dalla tendina stile anni ’50 e dalla quantità di gente che entra ed esce in continuazione. L’interno è davvero caratteristico, così come i proprietari: un po’ burberi, ma in realtà gentilissimi come ogni buon toscano che si rispetti!

Ti suggeriamo di assaggiare il 5 e 5 con il tipico pane livornese che loro chiamano francesina. Una squisitezza: abbiamo fatto bene a fermarci!

 

5_e_5_livorno

5 e 5, panino con la cecina.

 

Prima di ripartire in direzione Marina di Bibbona, dove avevamo prenotato un bungalow in un campeggio, abbiamo terminato il pranzo con una frittata di cipolle portata da casa accompagnata dalla schiacciata fresca (giusto per rimanere leggeri!).

Prima di arrivare alla meta, però, avevamo un’ulteriore tappa da fare.

 

Seconda tappa: Parco Gallarose

Il “piccolo” zoo provinciale di Gallarose è una delle cose da vedere in Provincia di Livorno che ti consigliamo se sei nei dintorni di Cecina. L’ingresso intero costa 11 euro e ti assicuriamo che ne rimarrai colpito. Non fermarti alle apparenze: il parco, infatti, è enorme (ecco perché abbiamo virgolettato “piccolo” all’inizio!).

Il nostro consiglio, se sei come noi che ogni 30 secondi ti fermi a “parlare” con qualsiasi animale hai davanti o se sei in compagnia di bambini, è di entrare in mattinata e portarti il pranzo al sacco. In questo modo dividerai il Parco in due parti.

A metà percorso, infatti, c’è una bella area pic – nic con giochi per bambini  e un bar. In alternativa, sempre lì, c’è un agriturismo dove, secondo le recensioni di Tripadvisor, non si mangia male.

Il Parco è diviso, proprio attraverso quest’area, in due zone: dopo gli animali esotici della prima parte, troverai gli animali della fattoria nella seconda (anche se ogni tanto abbiamo trovato scimmie e canguri, che con la fattoria c’entravano un po’ poco!).

La seconda parte purtroppo noi l’abbiamo fatta un po’ di fretta, dovendo arrivare in campeggio prima che chiudesse la reception ed essendoci persi ad osservare scimmie che mangiano i rami di alloro, cuccioli appena nati di qualsiasi specie, canguri impazziti, aquile reali che ci mostrano il loro cibo e lemuri schizofrenici che urlano senza motivo… ci ritorneremo!

 

GIORNO 2: Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia

Il secondo giorno abbiamo optato per una tappa unica: il Parco Archeologico di Baratti e Populonia. Qui abbiamo visitato le bellissime Necropoli di San Cerbone e il sito archeologico dell’Acropoli.

 

 

Abbiamo parlato di questo Parco nello specifico nel post Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia.

 

Mangiare in Provincia di Livorno: qualche consiglio

La prima sera l’avevamo trascorsa in un ristorantino a Cecina, ma è stata la seconda serata a lasciarci davvero soddisfatti. Abbiamo optato, infatti, per una serata grigliata.

Come fai ad andare in Toscana e non abbuffarti di carne?! Con 25 euro abbiamo comprato una bellissima fiorentina, un po’ di rosticciana e due salsicce di Chianina. Ci siamo spazzolati il tutto chiacchierando con i nostri vicini di bungalow, una famiglia di Sanremo conosciuta mentre facevamo la brace! Una serata bellissima, che conferma la bellezza del campeggio!

Quando vai in Toscana e opti per il campeggio, una grigliata è d’obbligo!

Ma il bello deve ancora venire…

 

GIORNO 3: Bolgheri e Castagneto Carducci

L’ultimo giorno del nostro weekend in Toscana lo abbiamo interamente dedicato alle sagre: non andartene dalla Toscana senza aver mangiato ad una sagra! Prima di andare ad abbuffarci, però, abbiamo fatto un giro nella famosa Bolgheri  e a Castagneto Carducci.

 

Bolgheri

Andare a Bolgheri vuol dire percorrere una strada di quattro chilometri costeggiata da cipressi: un’esperienza unica che non puoi perderti se sei da queste parti.

 

cipressi_bolgheri

I cipressi sulla strada per Bolgheri.

 

Il Carducci recitava:

“I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti
Mi balzarono incontro e mi guardar.”

 

Davanti a San Guido – G. Carducci.

E Carducci ritornerà anche una volta arrivati nel centro della cittadina, dove la stele dell’edificio che dà sulla Piazza centrale ricorda che lì il poeta trascorse la sua giovinezza.

La statua della nonna, infine, ti ricorderà le poesie studiate a scuola tanto, forse troppo, tempo fa.

 

“Giú de’ cipressi per la verde via,
Alta, solenne, vestita di nero
Parvemi riveder nonna Lucia:
La signora Lucia, da la cui bocca,
Tra l’ondeggiar de i candidi capelli,
La favella toscana, ch’è sí sciocca
Nel manzonismo de gli stenterelli,
Canora discendea, co ‘l mesto accento
De la Versilia che nel cuor mi sta,
Come da un sirventese del trecento,
Piena di forza e di soavità.”

 

Davanti a San Guido – G. Carducci.

 

Ma Bolgheri non è solo Carducci.

Bolgheri è la sua piazza di terra battuta, che ricorda le piazze di una volta, dove i ragazzini giocavano e gli anziani prendevano il fresco.

Il borgo è i suoi tanti localini di prodotti tipici e i ristorantini dove si può assaggiare qualche piatto toscano o buon vino della zona.

Bolgheri è le sue strade intitolate a nomi di persone e i suoi edifici che ricordano la famiglia Della Gherardesca.

 

 

Castagneto Carducci

Castagneto Carducci, invece, è un borgo un po’ più grande, dove non solo si trova la casa natale del poeta, ma da dove potrai ammirare uno dei panorami più belli della Toscana.

Dal Belvedere infatti, potrai finalmente immaginare cosa pensava Carducci quando scriveva

 

“La nebbia a gl’irti colli 
piovigginando sale, 
e sotto il maestrale 
urla e biancheggia il mar;

[…].”

 

San Martino – G. Carducci

 

E noi quel giorno, con il temporale in arrivo, lo abbiamo visto davvero il mare che “urlava e biancheggiava”!

 

 

Ecco un breve video che mostra il nostro giro tra Bolgheri e Castagneto:

 

 

Sagre Toscane da non perdere a Maggio

Quanto dicevamo che il bello doveva ancora venire in ambito di cibo… ci riferivamo alle due sagre a cui abbiamo partecipato durante i nostri 3 giorni in provincia di Livorno.

Dopo i giri tra le terre del Carducci, infatti, ci siamo diretti alla Sagra del Carciofo di Riotorto.

Dopo aver girato in tondo per 15 minuti e aver scambiato una partita di pallavolo per la sagra, siamo arrivati alla Pinetina.

Alla scoperta che avevamo 400 persone davanti, ormai scoraggiati stavamo pensando di abbandonare, quando un’anima pia ci ha dato il numero 164!

Lasagne, salsiccia, tacchino e carciofi fritti a non finire prima di assistere ai soliti balli da sagra!

La sagra ci è piaciuta così tanto che un anno dopo siamo ritornati in occasione di un weekend lungo nel sud della Toscana.

 

Voglio concludere il post, raccontandoti brevemente di due posti incredibili scoperti per caso per andare alla Sagra della Cipolla di Treschietto, al ritorno.

 

Bagnone e Treschietto: due borghi della Lunigiana

Il borgo di Bagnone e quello di Treschietto sono due perle, due gioielli inimmaginabili!

Le nuvole che scomparivano e i raggi del sole, ormai bassi, che spuntavano fuori hanno reso il tutto ancora più magico.

Se ti capiterà di fare il nostro stesso giro, di rientrare in Liguria venendo dalla Toscana, allunga di mezzora la strada.

Goditi il silenzio assoluto che regna in questi borghi, prova la sensazione di aver paura di parlare ad alta voce per strada, di temere di disturbare chi, non si sa.

E se ti capita, assaggiala questa “famosa” cipolla che dicono non abbia subito alcuna modifica nella sua coltivazione nel corso degli anni, come del resto, ti assicuro non la hanno subita neanche coloro che la coltivano.

 

 

Ti abbiamo parlato meglio dei borghi della Lunigiana nel post Cosa vedere in Lunigiana: Pontremoli e gli altri borghi che ti consigliamo di leggere.

 

Per qualsiasi dubbio non esitare a lasciarci un commento o a scriverci usando il form nella pagina CONTATTI.

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2 comments

Simone 26 Dicembre 2018 - 23:28

Ciao. Essere venuta a Marina di Bibbona senza aver visitato il centro storico di Bibbona con i suoi misteri, i templari, Leonardo da Vinci, è un vero peccato. Ma ti aspettiamo.

Reply
Selene Scinicariello 27 Dicembre 2018 - 11:11

Ciao Simone, torneremo di sicuro!
Quella è una zona che ci piace davvero moltissimo e in caso vi contatteremo sicuramente per avere qualche informazione e consiglio in più!
A presto!

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