La città di Matera: dal Best In Travel a Capitale della Cultura 2019

di Selene Scinicariello
Matera

Qualche giorno fa Lonely Planet Italia ha svelato le mete scelte per il nuovo Best In Travel 2018.

Tra queste c’è l’italiana Matera che, grazie al blog tour organizzato dalla famosa casa editrice, ho avuto modo di scoprire.

Prima di raccontarvi questa città, però, voglio spiegarvi velocemente cos’è il Best In Travel.

 

Best In Travel da http://www.lonelyplanetitalia.it/

Best In Travel da http://www.lonelyplanetitalia.it/

 

BEST IN TRAVEL

Il Best In Travel è il libro che racchiude in sé le migliori destinazioni scelte dal team di Lonely Planet per l’anno a venire.

10 Paesi, 10 regioni e 10 città.

Una pubblicazione che tutti i viaggiatori aspettano con trepidazione per lasciarsi ispirare nella scelta del prossimo viaggio.

Dalle mete un  po’ più scontate, come possono essere Malta e le Alpi Giulie slovene, ad altre assolutamente più particolari come Detroit e la vivace Amburgo.

Di certo le idee sono svariate e un po’ per tutti i gusti!

Mete di tendenza o meno, Lonely Planet propone sicuramente luoghi da vivere e scoprire.

Non è un caso che la città di Matera sia entrata a far parte delle 10 città scelte per la nuova edizione di questa autorevole guida

 

LA CITTÀ DI MATERA: UN PO’ DI STORIA

Matera è una delle città più antiche del mondo, le cui origini risalgono all’età paleolitica.

L’uomo, qui, ha abitato ininterrottamente per migliaia di anni, scrivendo una pagina di storia unica nel suo genere.

Le prime popolazioni insediatesi nella zona svilupparono il nucleo urbano all’interno delle grotte scavate nel Sasso Caveoso e nel Sasso Barisano, le formazioni rocciose che si affacciano sul torrente Gravina, di fronte alla Murgia.

 

torrente gravina città di matera

Torrente Gravina, Matera.

 

Sasso Barisano, Sasso Caveoso e la Civita

Il Sasso Barisano, a nord-ovest, è il luogo dove sorge il quartiere più piccolo di Matera, le cui case appaiono più costruite, che scavate.

Il Sasso Caveoso, a sud, è invece la zona più caratteristica, contraddistinta dalle numerose case grotta che svelano la natura particolare ed unica di questa città.

Al centro, in alto sulla collina, domina i due rioni la “Civita“. Qui si erge la Cattedrale contornata dai palazzi nobiliari.

Le prime abitazioni materane, risalenti ai primi aggregati urbani della città, si affacciano proprio sul torrente Gravina e sul profondo burrone scavato nei secoli dal corso d’acqua.

 

Una città rupestre che resiste nei secoli

Da Matera sono passate numerosissime civiltà: dai Greci, ai Bizantini, dai Normanni agli Spagnoli.

Quel che è certo è che nessuno è riuscito a cambiare radicalmente l’urbanistica e la cultura di questa città rupestre.

Oggi Matera torna alla ribalta, forse anche perché ci si impegna profondamente nel recupero di un aspetto antico, unico e caratteristico del mondo intero, soffermandosi proprio sulle particolarità di quei luoghi che, come Matera, conservano un fascino fuori dal tempo.

 

I SASSI DI MATERA

 

sassi di matera

Sassi di Matera.

 

A Matera c’è una cosa che colpisce particolarmente: la capacità dell’uomo di adattarsi alla natura.

In realtà non è solo questo, perché qui la gente ha saputo sì adeguarsi alle condizioni naturali, ma è anche stata capace di sfruttare quello che la natura gli offriva adattandolo, modificandolo, anzi, plasmandolo per i propri scopi.

In origine i Sassi di Matera erano un ambiente rupestre molto simile a quello che si incontra nel Parco della Murgia.

 

scorcio matera

Scorcio, Matera.

 

Nel corso delle epoche, i primitivi villaggi rupestri si sono trasformati in una vera e propria città.

Così, alle grotte naturali, si sono cominciate ad aggiungere quelle artificiali.

L’uomo aveva trovato nella roccia tufacea una possibilità preziosa per la creazione di ripari.

Con accorgimenti che ad oggi possono apparire semplici, ma che lasciano a bocca aperta se pensiamo all’epoca di cui stiamo parlando, l’uomo ha creato ambienti unici.

All’interno delle grotte la temperatura era costante, la roccia derivata dagli scavi veniva riutilizzata per allargare le abitazioni all’esterno e i pendii erano impiegati per il controllo delle acque e dei fenomeni meteorologici.

Matera è incredibile perché non è solo ciò che si vede.

Tra le abitazioni, i cortili, le chiese, le strade, gli orti e i giardini, c’è una Matera invisibile fatta di cisterne, neviere, cunicoli e sistemi di canali per le acque.

 

 

A Matera l’uomo ha dimostrato la propria abilità e la propria grandezza.

 

La città di Matera nelle parole di Luisa e Carlo Levi

 

Luisa Levi, sorella del famoso Carlo, descriveva così la città di Matera nel libro del fratello “Cristo si è fermato ad Eboli“:

 

“Arrivai ad una strada che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera. Di faccia c’era un monte pelato e brullo, di un brutto color grigiastro, senza segno di coltivazioni né un solo albero: soltanto terra e pietre battute dal sole. In fondo un torrentaccio, la Gravina, con poca acqua sporca ed impaludata tra i sassi del greto.

La forma di quel burrone era strana: come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso da un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca: S.Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti si chiamano Sassi, Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui a scuola immaginavo l’inferno di Dante.

La stradetta strettissima passava sui tetti delle case, se quelle così si possono chiamare. Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone. Le strade sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto. Le porte erano aperte per il caldo, Io guardavo passando: e vedevo l’interno delle grottesche non prendono altra luce ed aria se non dalla porta. Alcune non hanno neppure quella: si entra dall’alto, attraverso botole e scalette.”

 

LE CASE GROTTA DELLA CITTÀ DI MATERA

Purtroppo la storia della città di Matera non è fatta solo di bellezze.

La città lucana, infatti, non è mai stata una città facile, come puoi ben immaginare anche dopo aver letto le parole di Luisa Levi, e vivere nei Sassi era tutt’altro che gradevole.

La vita, qui, trascorreva tra mille difficoltà.

Si condividevano gli spazi angusti con gli animali, nonostante le famiglie fossero molto numerose, e l’igiene scarseggiava anche a causa dell’inesistenza di una rete fognaria.

 

 

Sempre la sorella di Carlo Levi raccontava:

 

“…Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali.

Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie. Di bambini ce n’era un’infinità… nudi o coperti di stracci. Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie.

Era il tracoma.

Sapevo che ce n’era quaggiù: ma vederlo così nel sudiciume e nella miseria è un’altra cosa.

E le mosche si posavano sugli occhi e quelli pareva che non le sentissero… coi visini grinzosi come dei vecchi e scheletrici per la fame: i capelli pieni di pidocchi e di croste. Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi… sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste.”

 

Non si può, perciò, visitare la città di Matera senza entrare in una casa grotta.

Noi, con il blog tour organizzato da Lonely Planet, abbiamo visitato la Casa Grotta di Vico Solitario.

Ve ne ho parlato in Un giorno a Matera: cosa fare e cosa vedere.

 

1952: LO SGOMBERO DEI SASSI

Dopo la guerra, richiamati dalle descrizioni di Levi, Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti visitarono la città, che definirono “vergogna nazionale”.

Oggi a vederla, Matera, tutto sembra tranne che la vergogna d’Italia: è difficile immaginare quel passato di miseria e povertà.

Sta di fatto che, nel 1952, una legge nazionale decretò lo sgombero dei Sassi.

I più di 15.000 abitanti si spostarono nei nuovi quartieri residenziali e la vecchia Matera fu abbandonata, lasciata all’incuria, spesso nascondiglio di criminali e delinquenti.

 

MATERA 2019: DA “VERGOGNA D’ITALIA” A CAPITALE DELLA CULTURA

Nel 1986, finalmente, una nuova legge consentì di iniziare il recupero del centro storico della città di Matera, per cui cittadini, associazioni, intellettuali e politici si erano tanto impegnati e battuti.

Ecco che a Matera ritroviamo di nuovo la forza e la grandezza dell’uomo, capace di riportare a vivere una città che ormai altro non era che una città fantasma.

Nel 1993 Matera entra a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO e i Sassi vengono definiti per primi come “paesaggio culturale“, perché

 

la città e il Parco sono un notevole esempio di insediamento umano e di uso del territorio tradizionali che mostrano l’evoluzione di una cultura che ha mantenuto nel tempo relazioni armoniose con l’ambiente naturale.

 

tramonto matera

 

Il 17 ottobre 2014 Matera viene proclamata Capitale Europea della Cultura per il 2019.

Dalla difficile vita nei Sassi, dall’allontanamento di una popolazione dalle proprie abitazioni, da una crisi, da un collasso della comunità (come si legge nei temi della candidatura di Matera 2019) a nuove speranze e nuove sfide.

Verso

una cultura che deve tornare a far parte delle vita di tutti i giorni come pratica, messa in relazione con gli altri, espressione creativa, esercizio di un nuovo modo di apprendere e sentirsi cittadini.

(Fondazione Matera Basilicata 2019, Dossier “Open Future”)

Ecco perché Matera aspetta, per il 2019, cittadini temporanei e non semplici turisti.

I Sassi si ripopolano, riprendono vita e si rinnovano, cambiando la storia.

 

CONTINUA

In collaborazione con Lonely Planet Italia e Matera 2019.

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2 comments

Claudia B. Voce del Verbo Partite 9 Novembre 2017 - 9:38

Mi piace pensare al percorso verso la vittoria, fatto da Matera, grazie al lavoro di tutti i suoi abitanti. Mi riempie il cuore quando, un luogo che parte ‘sfortunato’, addirittura additato come ‘vergogna d’Italia’, ha la forza di rialzarsi, rivalutarsi e trovare la grandezza nei propri limiti.
Viva Matera: che sia per tutti noi un simbolo a cui guardare sempre!
Baci,
Claudia B.

Reply
selenescinicariello 9 Novembre 2017 - 9:44

Si Claudia!
Viva Matera con tutto il cuore!
Sono tornata da questo blog tour piena di speranze e di entusiasmo: storie come queste fanno bene a tutti!

Reply

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