Tra le tappe del press tour nella Montagna Materana, Stigliano è stata quella che mi ha sorpresa di più. Ho visitato il borgo su invito di Slow Food Basilicata e non mi aspettavo di trovare, in un centro di dimensioni così contenute, un progetto artistico tanto diffuso nel tessuto urbano da essere capace di raccontarne storie, persone e fragilità. I murales e le installazioni accompagnano la visita tra i vicoli, le scalinate e le piazze. Il paese è stato letteralmente trasformato in un vero museo a cielo aperto che parla di identità, memoria e possibilità di rinascita.
A guidare la visita è stato Mario Sansone, artista e profondo conoscitore di Stigliano. Il suo contributo è stato prezioso non soltanto per comprendere le opere e individuare gli angoli più interessanti del borgo, ma soprattutto per cogliere il significato più potente di questo percorso. Attraverso le sue parole, infatti, sono riuscita a percepire non solo un legame genuino e radicato con il paese, ma anche una convinzione precisa: l’arte e la bellezza non sono semplici elementi decorativi, ma possono diventare strumenti concreti di trasformazione.
Stigliano, come molti centri dell’entroterra lucano, vive da anni le conseguenze dello spopolamento e del progressivo abbandono. Ed è proprio davanti a questa fragilità che l’arte assume un valore concreto. Può richiamare visitatori e artisti, riattivare spazi dimenticati, creare nuove occasioni di incontro e restituire alla comunità motivi per guardare avanti. A Stigliano questa visione si traduce in progetti, opere e percorsi che hanno cambiato il volto del borgo e il modo in cui oggi sceglie di raccontarsi.
Questo desiderio di affidare all’arte una funzione reale e concreta ha lasciato in me un segno e un insegnamento che custodirò con cura. Da qui parte il racconto che segue. Ti suggerirò cosa vedere a Stigliano, quali sono i luoghi più interessanti del centro storico e i murales da non perdere, ma anche cosa visitare nei dintorni, cosa mangiare, dove dormire e come organizzare la visita.
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Ecco cosa troverai in questo articolo:
Stigliano: cosa vedere nel centro storico
Il centro storico di Stigliano si visita facilmente a piedi e raccoglie, in uno spazio piuttosto contenuto, alcune delle testimonianze più interessanti del borgo. Accanto alle chiese e agli edifici storici, la passeggiata attraversa vicoli, scalinate, scorci panoramici e luoghi in cui arte, artigianato e tradizioni locali continuano a dialogare con il presente.
1 – Il Convento e la Chiesa di Sant’Antonio da Padova
Tra le tappe da non perdere nel centro di Stigliano c’è la Chiesa del Convento di Sant’Antonio da Padova, uno degli edifici religiosi più interessanti del paese. Originariamente dedicata a Santa Maria la Nova, presenta una facciata barocca probabilmente risalente al XVII secolo, caratterizzata dall’alternanza di conci lisci e piramidali. Questa particolare lavorazione della pietra crea un continuo gioco di luci e ombre che rende il prospetto particolarmente scenografico.
Nella parte superiore della facciata si aprono tre edicole con le statue dell’Immacolata Concezione, di San Francesco e di Sant’Antonio, richiamo alle origini francescane del complesso. Accanto alla chiesa si innalza il campanile, probabilmente appartenente all’antico convento.
All’interno sono conservate diverse opere d’arte. Tra queste, vale la pena soffermarsi sui dipinti provenienti dal complesso conventuale e sul Crocifisso ligneo del Seicento legato alla tradizione secondo cui avrebbe protetto Stigliano dalla peste del 1656.

Chiesa di Sant’Antonio da Padova.
2 – La Chiesa Madre di Santa Maria Assunta
Nel cuore della parte antica di Stigliano si trova la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, documentata già nel 1588 e completamente ricostruita nel corso del Settecento. La facciata, affiancata sulla destra dal campanile, presenta nel primo ordine lesene e capitelli, mentre la parte superiore appare più semplice e incompleta.
L’interno è suddiviso in tre navate da una serie di pilastri e custodisce una delle opere più importanti del patrimonio artistico locale: il grande polittico cinquecentesco attribuito a Simone da Firenze.
Tra gli altri elementi di pregio si segnalano la volta lignea dorata della navata centrale, il coro in legno intagliato e la cripta, dove sono stati rinvenuti alcuni affreschi. L’accesso a quest’ultima, tuttavia, non è sempre possibile e conviene informarsi prima della visita.
3 – La Chiazza, Porta San Giovanni e gli scorci del borgo antico
Il nucleo più antico di Stigliano coincide con il rione Chiazza. Questo si sviluppa intorno alla Chiesa Madre e per lungo tempo è stato il centro della vita sociale del paese. Oggi il quartiere porta in modo evidente i segni dello spopolamento: molte abitazioni sono chiuse e numerose famiglie hanno lasciato il borgo.
La passeggiata si sviluppa tra vicoli, scalinate e piccoli slarghi, lungo un tessuto urbano che conserva ancora l’impianto del centro storico. Tra i punti da individuare ci sono Porta San Giovanni, il belvedere nei pressi di via Portello e le tracce del castello medievale e della cinta muraria.
La Chiazza è un luogo che permette di leggere la storia recente di Stigliano attraverso i suoi spazi. Le case, gli affacci sulla campagna e il silenzio di alcune strade restituiscono con immediatezza le trasformazioni vissute dal borgo e aiutano a comprendere meglio il valore dei progetti culturali e artistici avviati negli ultimi anni.
4 – Le sculture di Mario Sansone
Che Stigliano sia un paese profondamente legato all’arte non si comprende soltanto osservando i murales, ai quali dedicherò un approfondimento più avanti. Nel centro e nel Parco della Mandarra si incontrano anche numerose sculture realizzate da Mario Sansone. L’artista locale lavora soprattutto con la tecnica del ferro-cemento e trasforma personaggi, leggende e memorie del paese in presenze capaci di dialogare con gli spazi urbani.
Tra le figure più ricorrenti ci sono i monacelli, piccoli spiriti appartenenti alla tradizione popolare lucana e spesso descritti nei racconti come presenze dispettose. Nelle opere di Mario Sansone, però, assumono un significato diverso: diventano figure benevole, portatrici di speranza e di buon auspicio per il paese. Gli oggetti e gli animali che tengono tra le mani o che li accompagnano non sono dettagli casuali, ma simboli legati ai desideri, alle possibilità e al futuro di Stigliano. Attraverso queste sculture, la leggenda viene quindi reinterpretata e trasformata in un messaggio positivo rivolto alla comunità.
Tra le opere più riconoscibili c’è anche la scultura dedicata a Jimmy Savo, attore, mimo e artista di vaudeville statunitense di origini stiglianesi. Rappresentato con la bombetta e l’inconfondibile abbigliamento di scena, il personaggio sembra tornare a esibirsi per le strade del paese da cui proveniva la sua famiglia. Anche in questo caso, la scultura non ha soltanto una funzione estetica. Recupera una storia locale, la restituisce alla comunità e valorizza un angolo del borgo attraverso un linguaggio contemporaneo.
Visitare Stigliano insieme a Mario Sansone mi ha permesso di comprendere fino in fondo il lavoro di ricerca, interpretazione e recupero che sta alla base delle sue sculture. Le sue opere non si limitano ad abbellire gli spazi del paese, ma costruiscono un racconto diffuso in cui arte, memoria e cultura popolare si intrecciano, offrendo una chiave preziosa per leggere l’identità di Stigliano e il modo in cui il borgo prova a immaginare il proprio futuro.
5 – Il Parco della Mandarra
Il Parco della Mandarra è uno degli esempi più concreti di rigenerazione urbana presenti a Stigliano. Nato dal recupero di un’area un tempo utilizzata come deposito di detriti, oggi è uno spazio pubblico in cui natura, arte contemporanea e cultura popolare si incontrano lungo un percorso all’aperto.
A dare il nome al parco è la Mandarra, personaggio della tradizione orale stiglianese. Viene descritta come una donna gigantesca, agilissima e silenziosa, che al calare della sera si muoveva sui tetti del paese alla ricerca di chi si attardava per strada. Non era considerata una strega né possedeva poteri magici, ma nei racconti popolari rappresentava una presenza inquietante, capace di aggredire i malcapitati. Secondo la leggenda, il solo modo per placarla era riuscire ad afferrarle il grande seno cadente, suo unico punto debole.
Nel parco questa storia prende forma attraverso un’imponente statua della Mandarra, opera di Mario Sansone. Si tratta sicuramente di una delle sculture più scenografiche dell’intero percorso e a condurre idealmente verso di lei sono gli stessi monacelli di cui ti parlavo qualche riga fa.

Parco della Mandarra, Stigliano.
6 – Ceramiche artistiche de Il Vasaio
A Stigliano l’arte non passa soltanto dai murales, dalle installazioni e dalle sculture diffuse nel borgo. La stessa attenzione per la forma, il colore e la memoria del territorio si ritrova anche nel lavoro de Il Vasaio, laboratorio di ceramiche artistiche attivo dalla fine degli anni Ottanta.
La storia dell’attività nasce all’inizio degli anni Ottanta, quando un gruppo di giovani del paese dà vita alla Cooperativa Centro Produzione Artigianale con l’obiettivo di introdurre e sviluppare a Stigliano la lavorazione della ceramica. Dopo lo scioglimento della cooperativa, Michele Rasulo decide di proseguire il percorso e nel 1987 fonda Ceramiche Artistiche Il Vasaio.
Nel laboratorio vengono realizzati pezzi unici, modellati e decorati interamente a mano. Piatti, brocche, anfore, ciotole, vassoi e altri oggetti d’uso quotidiano diventano così vere e proprie creazioni artistiche, spesso impreziosite da motivi ispirati ad antichi disegni lucani.
Durante la visita ti consiglio quindi di entrare nel negozio de Il Vasaio. Secondo me è una bella occasione per conoscere da vicino questa forma di artigianato e, perché no, per portare a casa un ricordo di Stigliano.

Il Vasaio di Stigliano.
I murales di Stigliano e il progetto di rinascita del borgo
I murales sono l’espressione più immediata del rapporto che Stigliano ha costruito con l’arte contemporanea. Compaiono sulle facciate del centro, lungo le vie principali e nei quartieri più recenti, accompagnando il visitatore in una scoperta del paese che va ben oltre il tradizionale itinerario tra chiese e palazzi storici.
Questo patrimonio nasce dal progetto AppARTEngo, ideato nel 2015 da alcuni giovani del luogo e concretizzatosi nel 2017 con la prima edizione del festival internazionale di arte pubblica. L’obiettivo non era semplicemente decorare le pareti, ma creare un dialogo tra artisti e comunità, restituire valore a spazi trascurati e offrire nuove occasioni per conoscere e vivere Stigliano. Nel tempo, il progetto si è ampliato oltre la street art e oggi comprende murales, sculture e installazioni diffuse nel paese.
È proprio camminando tra queste opere che ho compreso fino in fondo il senso del percorso. A Stigliano l’arte non nasconde le fragilità del borgo e non prova a cancellare i segni dell’abbandono. Al contrario, li attraversa, li interpreta e restituisce loro un significato nuovo. Una parete anonima, una strada poco frequentata o un edificio segnato dal tempo possono tornare ad attirare lo sguardo, diventare luoghi di incontro e offrire alla comunità un modo diverso di raccontarsi.
Tra le opere da cercare c’è il murale di Bifido dedicato alle signorine Tancredi, Giulia e Filomena, figure molto amate e simbolo dell’accoglienza stiglianese. Interessante anche Tre, Due, Nessuno di NemO’s, mentre I mangiatori di notte di Hitnes introduce nel percorso un immaginario più visionario. A queste si aggiungono i lavori di Nicola Alessandrini, Bastardilla, Ericailcane, Leticia Mandragora e Gods in Love.
Seguire il percorso artistico di Stigliano permette di conoscere uno degli aspetti più originali del paese e, allo stesso tempo, di comprenderne le fragilità e le aspirazioni. Ciò che mi ha emozionata di più è stato vedere come la bellezza, qui, non sia un semplice richiamo turistico, ma una presenza concreta capace di riaccendere l’attenzione e offrire alla comunità nuove immagini nelle quali riconoscersi.
Per individuare le opere e costruire il proprio itinerario è possibile consultare questa mappa dei murales e delle installazioni, che permette di orientarsi tra le diverse zone di Stigliano.
Cosa vedere nei dintorni di Stigliano
Dopo i consigli su cosa vedere a Stigliano, vale la pena allargare l’itinerario ai dintorni. Tra borghi, paesaggi e attività all’aria aperta, questa parte della Basilicata permette di costruire un percorso vario e ancora lontano dalle rotte più frequentate.
- Aliano. Borgo legato alla figura di Carlo Levi e affacciato su uno dei paesaggi più suggestivi dei calanchi lucani. Nel centro storico si possono visitare i luoghi della memoria leviana, passeggiare tra le case dalle facciate antropomorfe e raggiungere alcuni magnifici punti panoramici. Qui trovi la mia guida completa su cosa vedere ad Aliano.
- Gorgoglione. Uno dei borghi più suggestivi della Montagna Materana, con un centro storico fatto di vicoli silenziosi, case e palazzi in pietra locale. Vale la pena fermarsi anche per conoscere le tradizioni gastronomiche del paese. Da non perdere, ad esempio, sono gli gliummrell, involtini di interiora di agnello o pecora cotti alla brace.
- Craco. Il celebre borgo abbandonato della Basilicata, segnato dalle frane e dall’evacuazione degli abitanti. Il suo profilo domina il paesaggio e la visita consente di conoscere una delle storie più complesse dell’entroterra lucano. L’accesso al centro storico avviene solo con visita accompagnata e secondo modalità specifiche, quindi è bene verificare in anticipo aperture e visite disponibili.
- Cirigliano e il Cirigliano Adventure Park. Un piccolo borgo arroccato, dominato dal castello baronale. Nei dintorni si trova anche il Cirigliano Adventure Park, adatto a chi vuole alternare la visita dei paesi ad attività all’aria aperta tra boschi e percorsi avventura.
📌 Per approfondire e scoprire altri borghi, paesaggi ed esperienze del territorio, leggi anche la mia guida completa alla Montagna Materana.
Cosa mangiare a Stigliano
Una visita a Stigliano non può dirsi completa senza assaggiare i prodotti che ne raccontano la cultura gastronomica. Dal pane alla pasta, dai salumi ai dolci, la cucina locale conserva sapori semplici, legati alla vita contadina e alle lavorazioni artigianali che ancora oggi caratterizzano il paese.
- Pistacchio di Stigliano. Pur essendo oggi uno dei prodotti più rappresentativi del paese, la sua storia è piuttosto recente. La coltivazione iniziò negli anni Novanta, quando Innocenzo Colangelo intuì che i terreni della valle del Sauro potevano essere adatti al pistacchio e fece arrivare dalla Grecia le prime piante. Dai cinque ettari iniziali, il progetto si è ampliato fino a raggiungere, secondo l’azienda produttrice, circa trenta ettari e seimila piante, dando vita a una delle più estese coltivazioni a filari d’Italia. Il pistacchio viene venduto al naturale e trasformato in crema, farina, pesto e pasta pura, oltre a essere utilizzato in gelati, dolci e preparazioni salate.
- Le laganédde di Stigliano. Preparate con una sfoglia ripiena di mandorle, uvetta, cioccolato, miele e spezie come cannella e chiodi di garofano, vengono tagliate in piccole porzioni per essere servite. Rappresentano uno dei dolci natalizi per eccellenza del borgo. Oggi si trovano durante tutto l’anno nei forni e nelle pasticcerie del paese.
- Il Dòlce di Stigliano. A Stigliano non serve specificarne il nome: per gli abitanti è semplicemente u dòlce. Si tratta di una morbida preparazione di pan di Spagna, generalmente farcita con crema pasticcera oppure al cacao e ricoperta da un sottile strato di glassa. Un tempo era legata soprattutto ai matrimoni e alle grandi occasioni familiari, ancora oggi accompagna feste, ricorrenze e pranzi importanti. Viene talvolta chiamato anche Sospiro di Stigliano, ma il nome tradizionale resta molto più essenziale: “il dolce”.
- La Pasta di Stigliano. La produzione della pasta ha avuto un ruolo importante nella storia economica del paese. L’azienda Fattincasa, nata nel 2006, ha recuperato questa tradizione lavorando grano duro lucano e riportando sul mercato la Pasta di Stigliano in diversi formati. Puoi acquistarla in diversi negozi del paese.
- La fecàzza ndèrre. Il nome significa letteralmente “focaccia a terra” e richiama l’antica abitudine di cuocerla direttamente sulla pietra rovente del forno. Nelle masserie veniva preparata prima del pane per abbassare la temperatura del piano di cottura. Bassa e profumata con origano, nasce da pochi ingredienti essenziali: semola rimacinata di grano duro, acqua, lievito, sale e olio. Puoi acquistarla alla Casa del Pane, dove viene ancora preparata secondo la tradizione, e gustarla da sola oppure accompagnata da salumi e formaggi locali.
- I salumi di Stigliano. Salsiccia, soppressata, pezzente, capocollo, pancetta e guanciale: i salumi, a Stigliano, sono una tradizione. Per assaggiarli o acquistarli consiglio di fermarsi al Salumificio Don Francesco.
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Dove dormire a Stigliano
Durante il press tour ho soggiornato all’Hotel Ristorante Mariano e mi sono trovata molto bene. È una struttura a conduzione familiare, molto accogliente, situata nel centro abitato e comoda per spostarsi alla scoperta di Stigliano.
Le camere sono ampie, pulitissime e dotate di tutto il necessario per un soggiorno confortevole.

Hotel Ristorante Mariano. Foto da Booking.com.
Il ristorante è un altro dei motivi per cui vale la pena fermarsi qui. La cucina è curata, il servizio attento e l’atmosfera resta familiare senza perdere professionalità. Ho apprezzato anche il bar con una piccola enoteca e una buona selezione di vini.
Per confrontare altre strutture disponibili in zona puoi utilizzare la mappa qui sotto e verificare posizione, prezzi e disponibilità.
Informazioni utili per visitare Stigliano
Come arrivare e muoversi a Stigliano
Stigliano si trova nell’entroterra della provincia di Matera, a 909 metri di altitudine. Per raggiungere il paese e visitare le altre località della Montagna Materana, l’auto è la soluzione più pratica.
- In auto. Da Matera bisogna percorrere circa 80 chilometri e calcolare indicativamente almeno un’ora e venti minuti di viaggio. I tempi possono cambiare in base al percorso scelto e alle condizioni della viabilità. Le strade dell’entroterra presentano diversi tratti tortuosi, quindi conviene controllare il tragitto prima della partenza e guidare con prudenza, soprattutto dopo piogge intense.
- Con i mezzi pubblici. Raggiungere Stigliano senza auto può essere più complicato, perché i collegamenti con i centri dell’entroterra sono limitati e possono variare in base al giorno e al periodo dell’anno. Prima di organizzare il viaggio è indispensabile verificare direttamente gli orari aggiornati dei servizi regionali e le eventuali coincidenze.
- Noleggio auto. Se arrivi in Basilicata in treno oppure attraverso uno degli aeroporti delle regioni vicine, noleggiare un’auto permette di raggiungere Stigliano e muoversi con maggiore libertà tra i borghi della zona. Prima di prenotare, confronta franchigia, coperture, politica sul carburante e condizioni di ritiro e riconsegna. 🠒 Qui puoi confrontare le soluzioni disponibili per il noleggio auto.
- Come muoversi nel paese. Una volta arrivati, conviene lasciare l’auto lungo le strade del centro e proseguire a piedi. La visita comprende salite, scalinate e pavimentazioni non sempre regolari, quindi sono consigliate scarpe comode.
Quanto tempo dedicare a Stigliano
Per vedere le principali attrazioni del centro, entrare nelle chiese, passeggiare nella Chiazza, raggiungere il Parco della Mandarra e seguire almeno una parte del percorso tra murales, installazioni e sculture consiglio di prevedere almeno mezza giornata.
Con una giornata intera è possibile procedere con più calma, seguire meglio l’itinerario artistico, fermarsi nelle botteghe, pranzare in paese e dedicare tempo anche ai prodotti tipici.
Trascorrere una notte a Stigliano può essere una buona scelta se vuoi vivere il borgo senza fretta oppure utilizzarlo come base per visitare Aliano, Gorgoglione, Cirigliano, Craco e le altre località della Montagna Materana.
Quando andare a Stigliano ed eventi da non perdere
Stigliano può essere visitata durante tutto l’anno, ma la sua posizione a oltre 900 metri di altitudine incide sensibilmente sulle temperature.
- Primavera e inizio autunno: sono periodi piacevoli per passeggiare nel paese, seguire il percorso delle opere e visitare anche i dintorni.
- Estate: l’altitudine rende generalmente il clima più gradevole rispetto alle aree più basse della regione. Agosto, inoltre, è spesso animato da spettacoli, musica, iniziative culturali e appuntamenti dedicati alle tradizioni locali.
- Inverno: le temperature possono essere rigide e non sono da escludere neve o ghiaccio. Prima di partire è quindi importante verificare le previsioni meteo, le condizioni delle strade e l’apertura dei luoghi che si desidera visitare.
Tra gli appuntamenti più importanti c’è il Carnevale di Stigliano, una tradizione molto sentita che anima il paese con carri allegorici, maschere, musica e il coinvolgimento diretto della comunità.
Durante l’anno vengono organizzati anche numerosi eventi culturali, gastronomici e artistici. Date e programmi possono cambiare: per rimanere aggiornata ti consiglio di seguire la pagina Facebook Discovering Stigliano.
Assicurazione viaggio
Anche per un viaggio in Italia può essere utile valutare un’assicurazione, soprattutto se si prenotano in anticipo pernottamenti, noleggio auto o altre attività. In base alla polizza, le coperture possono comprendere spese mediche, annullamento, assistenza durante il viaggio, ritardi o altri imprevisti legati agli spostamenti.
Prima di sottoscriverla, controlla sempre massimali, franchigie, esclusioni e condizioni contrattuali. 🠒 Qui puoi calcolare un preventivo per il tuo viaggio e approfittare dello sconto dedicato ai lettori di Viaggi che Mangi.
Stigliano mi ha lasciato la sensazione di un paese consapevole delle proprie fragilità, ma deciso a non lasciarsi definire soltanto da esse. L’arte, l’artigianato e i sapori locali raccontano una comunità che continua a custodire la propria identità e, allo stesso tempo, cerca nuove strade per il futuro. Per questo credo che il borgo meriti una tappa in un itinerario nella Montagna Materana, soprattutto da parte di chi ama conoscere luoghi meno noti attraverso le persone che li abitano.
Se sei già stato a Stigliano, raccontami nei commenti cosa ti ha colpito di più e, se puoi, condividi l’articolo con chi potrebbe apprezzare una Basilicata meno nota.
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Questo articolo nasce in collaborazione con Slow Food Basilicata, che ringrazio per avermi dato l’opportunità di conoscere Stigliano e la sua comunità.
Alcuni link presenti in questo articolo sono link affiliati. Se effettui un acquisto o una prenotazione tramite di essi, potrei ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Tutti gli indirizzi e le strutture citate sono stati selezionati in modo indipendente sulla base della loro qualità e coerenza con i temi di Viaggi che Mangi.










