20 zuppe tradizionali italiane perfette per l’inverno

di Selene Scinicariello
zuppa con parmigiano, copertina del post dedicata alle zuppe tradizionali italiane

La stagione fredda porta con sé la voglia di piatti caldi e gustosi che possano riscaldare le nostre serate. Ecco perché abbiamo deciso di suggerirti 20 zuppe tradizionali italiane perfette per l’inverno (e non solo, ovviamente!).

Qui non troverai le ricette da seguire passo dopo passo, ma solamente la descrizione di una serie di minestre italiane che speriamo possano farti venire un’idea per il pranzo o per la cena. Si tratta di piatti molto famosi per i quali troverai facilmente online diverse ricette per prepararli.

Allora, sei pronto a un vero e proprio viaggio gastronomico regione per regione tra le più buone zuppe italiane?

 

1 – Il brodetto alla vastese

 

Iniziamo dall’Abruzzo e da uno dei suoi piatti più famosi, il brodetto alla vastese.

Questa zuppa di pesce tipica di Vasto è uno dei piatti più semplici e golosi della cucina tipica della regione.

Lu vrudatte, come viene chiamato in dialetto, si cuoce in un tegame senza soffritti, aggiunte di acqua, brodo o aceto e senza verdura all’interno. Inoltre il pesce viene cucinato intero e non dev’essere mai girato.

Il brodetto, una volta pronto, viene servito in tavola con del pane tostato e con un filo d’olio a condimento.

La leggenda narra che a inventare questo piatto fu la moglie di un pescatore che aggiunse alla cottura del pesce il peperoncino, il prezzemolo, l’aglio e i pomodori.

 

2 – La crapiata materana

 

cosa mangiare a matera: la capriata

La capriata.

 

La crapiata è uno dei piatti da mangiare assolutamente a Matera.

Questa zuppa di legumi e cereali ha origini antichissime che si fanno risalire addirittura al periodo romano.

Da sempre la sua preparazione è legata al mondo contadino e nonostante quello che si potrebbe pensare di una zuppa, questa veniva consumata il 1° di Agosto durante la festa dedicata alla fine del raccolto.

In quell’occasione ogni donna del “vicinato” portava una manciata di legumi o cereali che veniva aggiunta a quelle delle altre. Poi veniva fatto cuocere tutto insieme per ore e ore a fuoco molto lento mentre i balli, i canti e i festeggiamenti andavano avanti.

 

3 – La licurdia calabrese

 

Come molte altre zuppe, anche la licurdia calabrese è preparata con ingredienti semplicissimi che, però, sono capaci di dar vita a un piatto particolarmente goloso.

L’ingrediente principale è la cipolla rossa di Tropea, ma all’interno della minestra vengono grattugiate anche le ottime patate della Sila e, ovviamente, non può mancare un spolverata di peperoncino.

 

4 – La minestra maritata

 

La minestra maritata è uno dei piatti più amati della tradizione campana durante il periodo delle festività natalizie.

Il nome deriva dalla presenza di carne e verdure che, all’interno della zuppa, si “maritano” (si sposano) alla perfezione.

Generalmente all’interno sono presenti cicoria, scarola, verza e borragine e la carne è prevalentemente di maiale (costine e salsicce in primis).

 

5 – Gli anolini in brodo

 

Cosa mangiare a Parma e dintorni: Anolini in brodo..

Anolini in brodo.

 

Se c’è una regione dove le ricette in brodo sono parte fondamentale della cucina tipica, quella è l’Emilia Romagna.

Tra i piatti più imperdibili ci sono sicuramente gli anolini in brodo tipici del parmense.

Gli anolini sono un tipo di pasta ripiena a forma di dischetto che viene servita all’interno di un gustoso brodo di carne.

La ricetta è decisamente molto antica: Bartolomeo Scappi pubblicò la sua addirittura nel 1570 nel volume Opera dell’arte del cucinare.

Pensa che gli anolini venivano serviti anche alla corte di Maria Luigia, duchessa di Parma e Piacenza, e si racconta che Ferdinando I di Borbone amasse addirittura prepararli.

 

6 – La Jota friulana

 

Quella friulana è una minestra della tradizione povera capace, però, di riscaldare le ossa nelle giornate più fredde dell’inverno.

La jota è diffusa in tutto il Friuli in diverse varianti (in particolare è presente nella tradizione culinaria carsolina, goriziana e giuliana) ed è un piatto tipico anche della cucina slovena.

A Trieste la si prepara con crauti, fagioli e patate e viene arricchita con costine o altra carne di maiale.

 

7 – La minestrata revotata laziale

 

Conosciuta anche come la “minestrata a pane sotto”, la revotata è una zuppa tipica della Ciociaria legata alla tradizione contadina.

Gli ingredienti sono i fagioli e le verdure locali, ma anche e soprattutto il pane raffermo che viene posto sotto la zuppa per essere ammorbidito.

Un filo d’olio extra vergine d’oliva, infine, regala al piatto un sapore inconfondibile.

 

8 – La mesciua di La Spezia

 

mesciua, una delle zuppe tradizionali italiane

Mesciua.

 

Tra tutte le zuppe della Liguria, la mesciua spezzina è forse quella dal sapore più antico.

Gli ingredienti sono legumi e cereali che, dopo essere stati ammorbiditi in acqua, vengono cotti con tempi diversi e poi uniti in un’unica pietanza successivamente prima di essere conditi con un filo d’olio.

Il nome deriva dal dialetto e significa “mescolanza” proprio per il fatto che gli ingredienti sono un misto di legumi e cereali.

La tradizione vuole, infatti, che la ricetta sia nata dal recupero degli avanzi che venivano trovati in porto dopo le operazioni di carico e scarico delle navi.

 

9 – La zuppa alla pavese

 

Tra le zuppe tradizionali italiane non possiamo che consigliarti anche la zuppa alla pavese.

Questa zuppa in brodo è preparata con pane raffermo, formaggio e un uovo fresco al centro.

Si tratta di una preparazione semplice dal risultato molto gustoso: si friggono le fette di pane, si dispongono sul fondo del piatto, si aggiungono due uova fresche stando attenti a non rompere il tuorlo, si cospargono di formaggio e, infine, si coprono con il brodo.

Si racconta che l’origine del piatto risalga alla Battaglia di Pavia, nel 1525, quando Francesco I fu fatto prigioniero e condotto in una cascina dove la contadina, presa alla sprovvista, gli servì questa zuppa.

 

10 – Il Ciavarro di Ripatransone

 

Il ciavarro è una minestra marchigiana che generalmente veniva preparata in Primavera, ma che oggi si può gustare durante tutto l’anno.

Come per la mesciua ligure, anche qui i protagonisti sono cereali e legumi. In particolare vengono usati grano, orzo, granoturco, fava, favino, ceci, cicerchie, piselli, fagioli borlotti, fagioli bianchi piccoli e lenticchie.

Gli ingredienti vengono cotti in tempi differenti e poi uniti tutti insieme successivamente.

Il risultato viene condito con un sugo a base di pancetta affumicata, aglio, foglie d’alloro, rosmarino, cipolla e pelati.

 

11 – La zuppa alla Santè di Agnone

 

La zuppa alla Santè è un piatto tipico molisano tipico di Agnone che molte famiglie amano preparare a Natale.

La tradizione racconta che la ricetta nacque da un cuoco che voleva rendere omaggio alla regina di Napoli Giovanna II che frequentava la zona per alcuni incontri amorosi.

La minestra si prepara con brodo di gallina, polpettine di manzo, crostini di pane raffermo, polpettine di formaggio fritte e caciocavallo filante.

 

12 – La zuppa dei Santi del Canavese

 

Tipica della zona del Canavese (in Piemonte), questa zuppa si prepara generalmente per la festività di Ognissanti, ma è ottima anche in altri periodo dell’anno.

L’ingrediente di base di questa preparazione è il cavolo verza.

La ricetta di compone a strati: prima il pane raffermo, poi il brodo di carne, il formaggio grattugiato, le foglie di cavolo e la pasta di salame.

Questi strati vengono ripetuti diverse volte prima di cospargere l’ultimo con ulteriore formaggio, con burro e, infine, con l’aggiunta di un po’ di brodo. Il tutto viene infornato e fatto cuocere per diverse ore fino a raggiungere un composto morbido particolarmente gustoso.

 

13 – Il pancotto del Gargano

 

Pancotto al Ristorante Castiglione da Gennaro.

Pancotto.

 

Il pane raffermo è un ingrediente tipico di numerose zuppe tradizionali italiane. Se proprio dovessimo scegliere una ricetta preferita, potremmo dire che il pancotto del Gargano è una delle più buone.

Ogni città ha la sua versione: c’è chi lo fa con il pomodoro, chi con i legumi e chi con le patate.

Sul Gargano si utilizzano le cime di rapa, le patate e i pomodori ramati, ma se ti spingerai fino a Carpino potresti trovarci dentro anche le famose fave locali.

 

14 – La zuppa gallurese

 

sugo e zuppa gallurese (in secondo piano)

Sugo di funghi e zuppa gallurese (in secondo piano).

 

Questo è uno dei piatti tipici della Gallura più buoni in assoluto ed è anche una delle migliori zuppe tradizionali italiane.

Si tratta strati di pane raffermo inumidito con brodo di carne di pecora e arricchito con formaggio grattugiato.

In alcuni casi viene servito con un sugo di accompagnamento.

 

15 – La minestra siciliana di San Giuseppe

 

Questa zuppa viene solitamente preparata in occasione della Festa del Papà, ma potrai gustarla anche in altri momenti dell’anno.

Il piatto è a base di verdure e legumi come fave, fagioli, ceci e lenticchie a cui vengono aggiunti generalmente sedano, carote, cipolle e finocchietto.

Anche se la Sicilia è una terra dalle temperature sempre miti, questo piatto caldo è davvero gustosissimo.

 

16 – La ribollita toscana

 

ribollita, uno dei piatti tipici toscani invernali. Ithunn, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

Ribollita.
Ithunn, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

 

Questo è uno dei migliori piatti tipici invernali toscani, anzi è forse la regina delle zuppe di questa regione italiana.

Si tratta di un piatto povero della tradizione contadina a base di pane raffermo e verdure.

Il nome deriva dal fatto che un tempo si preparava una grande quantità di zuppa che poi veniva “ribollita” nei giorni successivi.

Gli ingredienti più importanti della ricetta sono il cavolo nero e i fagioli.

Il trucco migliore per rendere il piatto prelibato è quello di “ribollire” la minestra in forno.

 

17 – La minestra d’orzo del Trentino – Alto Adige

 

L’ingrediente principale di questa zuppa è sicuramente l’orzo a cui si va ad aggiungere il tipico speck o, nel caso della Val di Non, la mortadela, un salume locale.

Si tratta di un piatto dall’origine contadina che oggi viene servito ovunque, dai ristoranti di lusso ai rifugi d’alta montagna.

Un vero classico con cui scaldarsi durante le fredde giornate invernali.

 

Non dimenticarti di leggere anche i nostri consigli su cosa mangiare in Val di Non!

 

18 – L’imbrecciata umbra

 

Questa zuppa a base di legumi e cereali prende il nome dalle diverse misure dei legumi utilizzati per la preparazione del piatto che ricordano in qualche modo la breccia, cioè la ghiaia.

Generalmente per la ricetta si utilizzano fagioli, lenticchie, fave e cicerchie a cui si possono aggiungere orzo e farro.

 

19 – La zuppa alla valpellinenze

 

Questa zuppa tipica della Valle d’Aosta nasce a Valpelline, a pochi chilometri dal capoluogo di regione.

Gli ingredienti principali sono la verza, la fontina, il lardo, il brodo e il pane tostato. Solo a pronunciarli a noi viene l’acquolina in bocca!

Ovviamente, come per molti piatti italiani, anche la ricetta della zuppa alla valpellinentze cambia a seconda della località o della famiglia che la prepara. Sul sito del Comune di Valpelline, però, trovi la ricetta ufficiale.

 

20 – La sopa coada veneta

 

Infine, tra le zuppe tradizionali italiane non possiamo non citare la sopa coada veneta anche se in realtà non è affatto una minestra.

Si tratta di un piatto tipico di Treviso ed è una sorta di pasticcio di piccione che viene accompagnato con una tazza di brodo bollente da consumare a parte o da versarvi sopra.

 

Allora, quale tra queste zuppe tradizionali italiane hai intenzione di preparare?

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