La Tinca di Poirino: il pesce DOP della cucina tipica piemontese

by Selene Scinicariello
La Tinca Gobba Dorata di Poirino tenuta nella mano di chi l'ha pescata.

Grazie al Festival del Giornalismo Alimentare abbiamo scoperto un unicum tra i prodotti tipici piemontesi: la Tinca di Poirino, l’unico pesce italiano ad aver ricevuto la denominazione DOP.

 

LA TINCA DI POIRINO: L’ANTICO PESCE DELLA CUCINA TIPICA PIEMONESE

 

Poirino è un Comune in Provincia di Torino caratterizzato principalmente da prati e da terreni agricoli.

Grazie al Press Tour “Alla riscoperta di un pesce antico” , organizzato nell’ambito dell’edizione 2018 del Festival del Giornalismo Alimentare, siamo andati a visitare questo territorio ricco di storia e tradizioni.

 

POIRINO: UN PO’ DI STORIA DEL COMUNE IN PROVINCIA DI TORINO

La storia di Poirino è antica e, spesso, complessa: la città si trovò più volte al centro di eventi epocali.

Dal Medioevo fino al Rinascimento gli scontri per il controllo della zona furono assidui: dal dominio di Federico di Svevia a quello del casato dei Savoia, le rivalità con i territori confinanti fecero di Poirino un luogo spesso minacciato.

La città vide, nel corso dei secoli, il passaggio di moltissimi eserciti.

Nel giugno 1940, a seguito della dichiarazione di guerra alla vicina Francia, re Vittorio Emanuele III stabilì nella palazzina di caccia dei Thaon di Revel a Ternavasso, all’epoca conosciuta anche come Villa Italia, la sede del Comando delle operazioni sul fronte occidentale e qui risiederà fino a dopo l’armistizio italo-francese.

Oggi, in questo castello, è sepolto il fondatore dell’Arma dei Carabinieri, il generale Alessandro Thaon di Revel.

 

I campi innevati nei dintorni di Poirino, Piemonte.

I campi nei dintorni di Poirino, Piemonte.

 

POIRINO: GEOGRAFIA E TRADIZIONI

Il Comune si estende su un territorio che viene definito Pianalto di Poirino, a causa di un falsopiano.

Questo si sviluppa fino ad Asti e ad alcune zone del cuneese e non ha, in realtà, confini politici, ma solamente geologici e geografici.

Il terreno argilloso ha permesso da sempre la costruzione di invasi e dighe da parte della popolazione contadina della zona.

Questi laghetti artificiali, chiamate tampe in dialetto, avevano principalmente due scopi: l’abbeveramento degli animali e l’allevamento della Tinca Gobba Dorata.

Per secoli, infatti, la tinca di Poirino è stata fonte di sussistenza per gli abitanti della zona, che oggi, con orgoglio e passione, continuano a portare avanti questa tradizione.

 

LA TINCA GOBBA DORATA DI POIRINO

Il Pianalto, grazie al suo suolo argilloso, è l’habitat perfetto per questo animale, che vive con piacere in queste acque non troppo fredde e generalmente calme.

La tinca si muove normalmente sul fondo della peschiera, cibandosi prevalentemente dei vermetti che trova sul fondo.

Le tampe sono formate per la maggior parte dall’acqua piovana, ma, specialmente in estate, si tende al rinvaso per via della grande dispersione causata dall’evaporazione.

Nonostante la tinca sia un pesce molto resistente, bisogna stare attenti ai suoi nemici naturali: aironi e rane toro.

Il lavoro dei produttori, perciò, è sempre attento e scrupoloso.

Oggi la tinca di Poirino è l’unico pesce DOP italiano e i suoi produttori portano avanti con orgoglio e passione questo lavoro.

 

La Tinca Gobba Dorata di Poirino tenuta nella mano di chi l'ha pescata.

La Tinca Gobba Dorata di Poirino.

 

Questo animale, infatti, oltre a rappresentare un’antica tradizione, è un pesce particolarmente pregiato: ricco di omega 3, dalle carni tenere e dal gusto delicato è assolutamente lontano dal gusto “fangoso” degli altri animali della sua specie.

Oggi i produttori a possedere la Certificazione DOP per la propria produzione sono solo due e noi abbiamo avuto modo di conoscerli entrambi.

Jacopo, che potete trovare al Castello di Corveglia, e Giorgia, proprietaria dell’Azienda Agricola Pallaro Giorgia.

I due, insieme, ad un’amministrazione che crede con il cuore all’importanza della rete, portano avanti la tradizione con passione affinché questo prodotto possa essere valorizzato sempre di più.

La Tinca Gobba Dorata di Poirino, infatti, è davvero un importante prodotto tipico della cucina tradizionale piemontese, che senza di loro potrebbe rischiare di andare perso.

 

un uomo pesca la tinca di poirino in un invaso.

Si pesca la Tinca Gobba Dorata di Poirino in un invaso.

 

Come si mangia la Tinca Gobba Dorata?

Dopo avervi raccontato la storia del luogo e dell’animale, passiamo alle cose buone!

La tinca di Poirino, infatti, è davvero squisita e noi l’abbiamo provata in diversi modi.

La ricetta classica la vuole in carpione, ma la si può mangiare tranquillamente anche fritta o, perché no, in uno splendido e delicato risotto!

 

 

A te la scelta, ma non dimenticarti che della tinca si mangia tutto.

Elimina la pinna dorsale, prendi il pesce con due mani dalla testa e dalla coda e comincia a morderlo dalla schiena (cioè dalla gobba).

Si mangia tranquillamente anche la pelle, saporitissima, e la testa, se è ben pulita.

Se la tinca è piccola puoi tranquillamente mangiarne anche le lische.

 

Poirino e gli altri prodotti della cucina tipica piemontese

Se passi da Poirino non dimenticarti di assaggiare anche l’anguilla, gli asparagi e gli ottimi canestrelli!

 

 

Dove mangiare la Tinca Gobba Dorata di Poirino?

Durante il Press Tour abbiamo avuto modo di conoscere due posticini davvero carini dove poter assaggiare la tinca di Poirino.

Il primo è Il Mondo Fricandò: un ambiente informale e familiare, dove si gustano i prodotti tipici della tradizione piemontesi immersi tra travi di legno, fumetti e poster.

Crostini al patè di tinca, ravioli fritti, polenta e raschera, robiola di Roccaverano e salumi sono solo alcune delle cose che abbiamo assaggiato.

 

 

L’altro è la Trattoria Primavera, il classico ristorante piemontese dove si inizia dal vitello tonnato e si finisce con il bunet.

 

[aggiornamento del 2 Luglio 2018]

 

A Giugno siamo tornati a Poirino in occasione di un secondo Press Tour e abbiamo avuto modo di scoprire l’Agriturismo Daij Gépolìn, nella cornice del Castello di Corveglia.

Tra le mura di un antico edificio, che si dice essere infestato da alcuni fantasmi, avrai di sicuro modo di assaggiare molti degli ottimi prodotti locali, tra cui, ovviamente, la tinca!

Non perdere la crema fatta con il mascarpone, buonissima da accompagnare con i grissini!

 

Crema al mascarpone e tinca di Poirino.

Crema al mascarpone e tinca di Poirino.

 

Non dimenticarti che per assaggiare la tinca c’è un’altra imperdibile occasione: la Fiera concorso della Tinca, che per la 61esima edizione si terrà il 12-13-14 maggio 2018 a Poirino.

 

Ti lasciamo un breve video della nostra seconda esperienza a Poirino a giugno!

Buona visione!

RINGRAZIAMO IL FESTIVAL DEL GIORNALISMO ALIMENTARE.

 

4 comments

anand kumar 24 Luglio 2018 - 21:43

Beautiful article, thank you! I did not know this particular tench, even though I live in Piedmont. Very interesting.

I love your articles. would you like suggest to me how to make a BIRYANI.
I will wait for your reply…

Reply
Selene Scinicariello 25 Luglio 2018 - 9:46

Thank you for your feedback! I am very happy that you discover this particular tench thanks to our article! 🙂
I am sorry about Biryani, but I don’t know how to make it, I only know that it is made with rise!

Reply
Rossella Kohler 5 Aprile 2018 - 7:55

Bellissimo articolo, grazie! Non conoscevo questa particolare tinca, anche se vivo in Piemonte. Molto interessante.

Reply
Selene Scinicariello 5 Aprile 2018 - 8:00

Grazie Rossella per essere passata!
Fai un salto a Poirino visto che abiti in Piemonte, magari per la Fiera di Maggio, così puoi assaggiare la tinca. 🙂

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