7 ricette natalizie genovesi per le tue Feste

di Selene Scinicariello
copertina per il post sulle migliori ricette natalizie genovesi

Le Feste si avvicinano ed è arrivato il momento di iniziare a pensare al menù per il tuo Natale. Ecco perché abbiamo scelto di venirti incontro e suggerirti 7 ricette natalizie genovesi: non c’è nulla di meglio, in questi giorni di gioia e allegria, che onorare la tradizione a tavola.

Tempo fa ti avevamo suggerito quali sono i piatti da mangiare nel capoluogo ligure assolutamente, oggi, invece, vogliamo consigliarti cosa mangiare a Genova a Natale perché la tradizione gastronomica della nostra città è davvero molto ricca e ogni stagione dell’anno ha le sue prelibatezze da non perdere!

 

1 – Ravioli con il tocco (Raieü cou toccu)

 

U toccu è il sugo di carne tipico di Genova: un sugo saporitissimo che nasce da una cottura lenta di un unico pezzo di carne (u toccu, appunto) nella salsa di pomodoro insieme a funghi, pinoli ed erbette aromatiche.

Generalmente la tradizione prevede che i ravioli al sugo di carne siano uno dei piatti destinati a Santo Stefano, ma nulla ti vieta ti inserirli nel tuo menù di Natale.

Di seguito ti lasciamo la ricetta del sugo. Per ottimizzare i tempi, infatti, ti consigliamo di acquistare dei buoni ravioli freschi in una gastronomia. Se vorrai prepararli da te, invece, ti suggeriamo la ricetta dei ravioli genovesi de La Maggiorana Persa.

 

La ricetta del toccu genovese

 

  • 500 g di Perfilo (sottocollo);
  • 250 g di salsa di pomodoro;
  • Un pugno di pinoli;
  • Una manciata di funghi porcini secchi;
  • 1 cipolla;
  • 1 carota;
  • 1 costa di sedano;
  • 1 rametto di rosmarino;
  • Qualche ciuffo di prezzemolo;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 1 bicchiere di vino rosso;
  • 2 o 3 chiodi di garofano;
  • Pepe, q.b.;
  • Noce moscata, q.b.;
  • Olio Extra Vergine d’Oliva, q.b.;
  • Brodo di carne, q.b..

 

Versa in una pentola (meglio se di terracotta) un po’ d’olio e fai soffriggere un trito di aglio, cipolla, carota, sedano e funghi secchi (che avrai precedentemente ammorbidito in acqua tiepida).

Aggiungi il pezzo di carne intero e fallo rosolare su ogni lato.

Sfumalo con il vino rosso.

Aggiungi la salsa, il prezzemolo, il rosmarino, i chiodi di garofano, noce moscata, sale e pepe e allunga il tutto con un po’ di brodo.

Lascia cucinare per almeno due ore a fuoco molto lento e con il coperchio.

Ricorda di girare ogni tanto il pezzo di carne e, se serve, aggiungi il brodo affinché la salsa non si asciughi.

 

2 – Natalini in brodo (Natalin in to broddo)

 

natalini genovesi. Popo le Chien, CC0, via Wikimedia Commons

Natalini genovesi. natalini genovesi. Popo le Chien, CC0, via Wikimedia Commons.

 

I Natalini in brodo sono da sempre il piatto tradizionale iniziale di ogni pranzo di Natale genovese che si rispetti.

Questa grossa pasta (dei maccheroni simili agli ziti) vengono serviti con un brodo di cappone e cosparsi di piccole palline di salsiccia. Quest’ultime, infatti, si dice portino fortuna e rappresentano soldi (palanche).

 

La ricetta dei Natalini in brodo (per 4 persone)

 

  • 200 g di Natalini;
  • 200 g di trippa già cotta;
  • 100 g di salsiccia 100;
  • carote, cipolle e sedano;
  • 1 cappone;
  • 100 g di grana grattugiato;
  • 1 bicchiere di vino bianco;
  • 1 noce di burro;
  • acqua q.b.;
  • sale q.b..

 

Una volta pulito il cappone, prepara il brodo: nel momento in cui l’acqua raggiunge il bollore metti il pollo in una pentola insieme alle verdure.

Fallo cuocere a fiamma bassa con coperchio per circa 2 ore. Aggiungi il sale.

A parte fai andare con una noce di burro le trippe insieme a un soffritto di carota, cipolla e sedano tritati finemente. Sfuma con del vino bianco, aggiungi un po’ di brodo e lascia cuocere per un’oretta.

Nel frattempo forma delle piccole palline di salsiccia.

A questo punto, dopo aver scolato il brodo dal grasso in eccesso riportalo a bollore, aggiungi le trippe, i natalini e la salsiccia.

Quando la pasta sarà cotta servi il tutto con abbondante formaggio grattugiato.

 

3 – Cappone lesso con mostarda (Capón bogîo con mostarda)

 

Il cappone utilizzato per la preparazione del brodo, ovviamente, non viene buttato e viene servito a tavola per essere gustato insieme con la mostarda.

Alternativa alla mostarda può essere la salsa verde.

Il cappone, storicamente, era un simbolo di prosperità e ricchezza e per questo motivo, in passato, figurava soprattutto sulle tavole genovesi dei nobili e dei benestanti.

 

4 – Cappon magro

 

cappon magro. Franco Pecchio from Milano, Italy, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons

Cappon Magro. cappon magro. Franco Pecchio from Milano, Italy, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons.

 

Chi non poteva permettersi il cappone dovette trovare un sostituto. È così che i genovesi inventarono uno dei piatti più celebri della nostra gastronomia: il Cappon magro.

Quello che oggi è un piatto gourmet decisamente caro, nacque nei secoli addietro per sostituire il costoso cappone.

La denominazione “magro”, infatti, fa riferimento al fatto che nella pietanza non è presente la carne, ma solamente pesce e verdure. Sembrerà strano, ma in passato questi ingredienti era decisamente molto poco costosi rispetto alla carne.

La ricetta tradizionale è a base di gallette del marinaio, pesce povero e verdure, ma negli ultimi anni si è sempre più arricchita con crostacei e frutti di mare.

La preparazione contemporanea è particolarmente complicata e il nostro consiglio è di recarti in una delle tante gastronomie dei caruggi per acquistarlo già pronto.

 

5 – Tacchino arrosto (Ròsto de bibìn)

 

Tra i secondi delle ricette natalizie genovesi spicca il tacchino arrosto, un piatto semplice, ma gustoso che deriva dalla tradizione di non mangiare carne rossa a Natale.

Il tacchino viene generalmente servito insieme alle patate.

In Italia ognuno ha la propria ricetta del tacchino arrosto, per cui, segui pure la tua o quella del Cucchiaio d’Argento.

 

6 – Cima ripiena (çimma)

 

 

La çimma è un altro dei piatti tipici genovesi che nascono dal recupero di ingredienti poveri e avanzi.

La pancia del vitello, infatti, viene farcita con numerosi ingredienti tra cui interiora, uova, pinoli, parmigiano, bietoline, carote, piselli, sedano e mollica di pane.

Un piatto lungo e complicato che ti consigliamo di acquistare in qualsiasi gastronomia.

De André dedicò un’intera canzone a questo incredibile piatto della tradizione ligure.

 

 

7 – Pandolce (pandôçe)

 

pandolce genovese. Christine Zenino from Chicago, US, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons

Pandolce genovese.
pandolce genovese. Christine Zenino from Chicago, US, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons

 

Infine c’è il dolce: il classico Pandolce genovese.

Si tratta di un pane dolce (come dice il nome stesso) arricchito di canditi, uvetta e pinoli.

Questo dolce natalizio ha radici molto antiche ed era presente anche sulle nobili tavole del Doge.

Il pandolce si conosce in due versioni, una alta e una bassa: storicamente quella più antica è la prima variante, quella alta.

L’importanza che questo dolce ha tra le ricette natalizie genovesi è riscontrabile anche nel vero e proprio rito che lo accompagna.

La tradizione, infatti, vuole che il dolce sia servito con un ramo di ulivo (o alloro) al centro e che sia il più giovane della tavola a toglierlo. Al più anziano, invece, spetta il taglio. Questi gesti simboleggiano la continuità della vita.

Del pandolce si devono conservare due fette: la prima dev’essere tenuta in caso un povero bussasse alla porta di casa, la seconda, invece, va conservata fino al 3 febbraio per essere mangiata nel giorno di San Biagio, protettore della gola.

 

La ricetta del Pandolce genovese (basso)

 

  • 500 g di farina;
  • 150 g di zucchero;
  • 165 g di burro;
  • 1 uovo;
  • 1 bustina di lievito;
  • 100 g pinoli;
  • 150 g uvetta;
  • 180 g canditi;
  • 1 pizzico di sale;
  • 1/2 bicchiere di latte.

 

Lavora in un’impastatrice il burro e lo zucchero, poi aggiungi l’uovo, la farina, il lievito, un pizzico di sale e il latte.

Aggiungi i canditi, i pinoli e l’uvetta.

Quando avrai ottenuto un impasto omogeneo sposta il composto su una teglia antiaderente che avrai cosparso con un po’ di burro e farina (o con semplice carta da forno) e lascia lievitare per un paio d’ore.

A quel punto incidi con un taglio a triangolo e inforna a 180° per circa 1 ora.

 

Speriamo di averti incuriosito con queste ricette natalizie genovesi. Ora sai cosa mangiare a Genova a Natale, ma anche e soprattutto hai qualche nuova idea per un menù all’insegna della tradizione!

 

Non dimenticarti di accompagnare il tutto con un ottimo vino genovese: leggi la nostra guida per sapere quale scegliere.

 

Se conosci altri piatti del capoluogo ligure perfetti per le festività natalizie o hai voglia di raccontarci quello che non manca mai a casa tua, lasciaci un commento!

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