Il Peposo dell’Impruneta: ricetta e storia di un piatto toscano

di Selene Scinicariello
se ti stai domandando cosa e dove mangiare a firenze ricordati di assaggiare il peposo alla fettunta.

Il Peposo dell’Impruneta è un piatto capace di raccontare un momento della storia italiana. La sua ricetta, infatti, è legata indissolubilmente alla costruzione del Duomo di Firenze, una delle opere più incredibili del Rinascimento e una delle chiese più maestose del nostro Paese.

In questo articolo ti spiegheremo come si prepara il Peposo e ti racconteremo la sua storia. Questo piatto, infatti, non è semplicemente una delle cose da mangiare a Firenze e dintorni, ma un vero e proprio concentrato di tradizione.

Occhio però, la sua nota piccante e speziata non è adatta a tutti. Lo dice il nome stesso: nel Peposo, il pepe abbonda!

 

Come si prepara il Peposo? La ricetta dell’antico piatto toscano

 

Il Peposo dell’Impruneta è un ottimo piatto della tradizione toscana perfetto da essere gustato in inverno durante le serate fredde: la lenta cottura della carne e le spezie, infatti, lo rendono una ricetta che sa di casa e di focolare.

Seppur nei secoli la ricetta sia cambiata, nel 2010 il Comune di Impruneta insieme alla Delegazione Firenze-Pitti dell’Accademia Italiana della Cucina ha depositato il disciplinare del Peposo all’Imprunetina che racchiude norme, tecniche e ingredienti per preparare il celebre piatto proprio come veniva fatto nel 1300.

Ecco allora la ricetta del Peposo toscano come viene suggerita dal disciplinare.

 

Ingredienti

 

  • Carne di manzo allevato in Toscana, taglio muscolo o guancia;
  • Pepe in grani;
  • Aglio (opzionale);
  • Vino Chianti;
  • Sale.

 

Preparazione

 

  • Riscaldamento del forno;
  • Rosolatura della carne;
  • Aggiunta del vino;
  • Aggiunta del pepe in grani ed eventualmente dell’aglio;
  • Cottura prolungata;
  • Presentazione su fette di pane abbrustolito.

 

La carna va tagliata a tocchetti grandi come una noce.

Dopo la rosolatura la carne dev’essere coperta per intero del vino. Questo è il momento di aggiungere pepe e aglio. In caso volessi eliminarli prima dell’impiattamento potrai inserirli all’interno di una garza per toglierli facilmente.

La cottura deve proseguire per almeno 3 ore affinché la carne risulti morbida, quasi sfaldata.

 

Quale contorno scegliere per il Peposo?

 

La ricetta originale del Peposo all’Imprunetina prevede che la carne sia presentata su una fetta di pane abbrustolita e questo e tutto.

Nulla vieta, però, di aggiungere a parte un contorno, magari uno che possa aiutare un po’ a pulire la bocca dal gusto speziato.

Potresti considerare della polenta, un purè di patate oppure un contorno di fagioli cannellini conditi con un filo d’olio e qualche foglia di salvia.

Una buona idea è anche una semplice insalata verde e fresca.

 

Quale vino abbinare al Peposo?

 

Infine, quale vino abbinare al Peposo? Sicuramente uno toscano.

L’ideale è un buon Chianti, per riprendere il gusto del piatto, ma potresti scegliere anche un Morellino di Scansano o un semplice Rosso Toscano IGT.

 

Il Peposo dell’Impruneta: storia del piatto dal Brunelleschi ad oggi

 

Dopo averti spiegato come si prepara il Peposo, ora vogliamo raccontarti brevemente l’interessante storia di questo piatto.

Come accennavamo inizialmente, infatti, le sue origini risalgono addirittura tra il 1300 e il 1400.

Pare, infatti, che i fornacini di Impruneta fossero soliti consumare questa pietanza. La lasciavano per ore all’imboccatura del forno all’interno del quale cuocevano i mattoni e per nascondere odore e sapore di una carne non sempre freschissima utilizzavano pepe e vino in abbondanza. Inoltre, la lunga cottura, serviva ad ammorbidire la carne spesso stopposa e dura.

La storia del Peposo, allora, si lega a quella della costruzione del Duomo di Firenze: quei mattoni rossi che ancora oggi possiamo ammirare sulla celebre cupola del Brunelleschi provengono proprio da Impruneta.

 

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Il Duomo.

 

Sono diverse le storie e le leggende tramandate sul Peposo e l’opera del Brunelleschi.

Una di queste racconta che l’architetto, stanco e in difficoltà per il continuo redarguire gli operai che tornavano dal pranzo in ritardo e spesso alticci, decise che il peposo tanto diffuso tra i fornacini d’Impruneta sarebbe divenuto il pasto ufficiale del cantiere.

Tramite gli argani il Peposo arrivava direttamente agli operai che non avrebbero più perso tempo nelle taverne e che, comunque, avrebbero gradito un pasto caldo e calorico.

Si dice anche che proprio al Brunelleschi si debba l’aggiunta del pepe nella ricetta originale dei fornacini: pensandoci, infatti, una spezia del genere all’epoca era davvero molto costosa e difficilmente questi se la sarebbero potuta permettere.

Vera o meno questa storia, sta di fatto che la ricetta del Peposo dell’Impruneta è un piatto che nasce dalla tradizione povera e che racchiude in sé tanti secoli di storia.

 

Ora non ci resta che augurarti “Buon appetito!” e sperare che il Peposo dell’Impruneta sia di tuo gradimento!

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