Fontanafredda è una delle realtà più importanti delle Langhe e non soltanto per la notorietà dei vini che qui vengono prodotti. La sua storia, infatti, attraversa oltre un secolo e mezzo di cambiamenti e racconta, da un punto di osservazione privilegiato, anche il rapporto che l’Italia ha costruito nel tempo con il vino, la viticoltura e il paesaggio.
Ho visitato la cantina durante uno dei miei viaggi nelle Langhe e ciò che mi ha colpita maggiormente è stata la complessità di questo luogo. Accanto alle cantine e ai vigneti, oggi la tenuta comprende hotel, ristoranti, spazi culturali e percorsi nel verde: un insieme articolato in cui il vino rimane il filo conduttore, ma non esaurisce l’esperienza.
Visitare Fontanafredda, quindi, non significa soltanto partecipare a una degustazione. È una tappa interessante per chi ama il vino, naturalmente, ma anche per chi si appassiona alla storia e per chi desidera conoscere questo angolo di Piemonte attraverso il paesaggio, la cucina e l’accoglienza.
In questo articolo ti racconto cosa ho scoperto durante la mia visita alla Cantina Fontanafredda. Dalla sua storia alla realtà attuale, passando dai vini, agli hotel e ai ristoranti, ecco come vivere la tenuta in modo completo.
Ecco cosa troverai in questo articolo:
La storia di Fontanafredda: il primo Re d’Italia, la Bella Rosina e oltre 160 anni di cambiamenti
Per capire davvero Fontanafredda bisogna partire da una storia che intreccia la nascita dell’Italia, una relazione a lungo giudicata sconveniente e la capacità di trasformare una tenuta agricola in una delle realtà vinicole più conosciute delle Langhe.
Tutto cominciò con Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana, passata alla storia come la Bela Rosin. Lui sarebbe diventato il primo Re d’Italia. Lei, figlia di un militare al servizio della famiglia reale, era lontanissima per nascita e condizione sociale dagli ambienti di corte. Quando si conobbero, Vittorio Emanuele II era già sposato, mentre Rosa aveva appena quattordici anni. La differenza di età e soprattutto quella sociale resero il loro rapporto inaccettabile agli occhi della corte, ma non impedirono alla relazione di durare per tutta la vita. Tanto che dalla loro unione nacquero Vittoria ed Emanuele Alberto.
Dopo la morte della regina Maria Adelaide, Vittorio Emanuele continuò a vivere apertamente il proprio legame con Rosa, che nel 1858 nominò Contessa di Mirafiori e Fontanafredda. Nello stesso anno, infatti, il futuro primo Re d’Italia acquistò la tenuta di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba, destinandola a Rosa e ai loro figli. Quella proprietà, nata all’interno di una vicenda privata e familiare, sarebbe diventata negli anni successivi un luogo centrale per la storia del vino piemontese.
I due si sposarono con rito religioso nel 1869 e civilmente nel 1877, attraverso un matrimonio morganatico che non attribuì a Rosa il titolo di regina.

Panorama Fontanafredda. © Fontanafredda.
Dalla tenuta reale alla nascita del villaggio di Fontanafredda
A Fontanafredda, il rapporto con la viticoltura si consolidò in pochi anni. Nel 1866 venne acquistato un vigneto a Barolo e, sebbene la vinificazione nella tenuta iniziò ufficialmente nel 1870, alcuni documenti citano già un Barolo Fontanafredda del 1867. Proprio in quegli anni, sulle prime bottiglie, comparve il nome Tenimenti di Barolo e Fontanafredda.
La storia tra Vittorio Emanuele II e la Bella Rosina, dunque, non è soltanto un episodio affascinante legato alla storia d’Italia e alle origini della cantina. Da quella relazione nacquero una famiglia, una proprietà e, poco dopo, un progetto vinicolo destinato a contribuire alla diffusione del Barolo oltre i confini delle Langhe.
La svolta, infatti, arrivò con Emanuele Alberto di Mirafiori, figlio del Re e di Rosa Vercellana, che nel 1878 fondò ufficialmente l’azienda vinicola. La tenuta si estendeva allora per oltre 300 ettari e impiegava operai agricoli specializzati e regolarmente salariati, una scelta tutt’altro che comune per l’epoca.
Emanuele Alberto capì presto che per affermare il Barolo non bastava produrre un vino di qualità. Servivano organizzazione, innovazione e una rete commerciale capace di raggiungere mercati sempre più lontani. Fontanafredda iniziò così a esportare e introdusse in cantina soluzioni tecniche molto avanzate. Nel 1887, per esempio, vennero installate quelle che sono considerate le prime vasche in cemento utilizzate in Europa per la vinificazione.
Il suo progetto, però, andava oltre la produzione. Attorno alla cantina prese forma un vero villaggio con cascine, abitazioni, stalle, una chiesa, una scuola e spazi dedicati alla vita comune. I lavoratori vivevano nella tenuta insieme alle proprie famiglie, all’interno di una comunità organizzata intorno al lavoro agricolo.
Il Novecento e i primi anni Duemila: dal declino alla rinascita
Alla morte prematura di Emanuele Alberto, nel 1894, la proprietà passò al figlio Gastone, che aveva appena diciotto anni. L’azienda continuò a crescere, fino ad arrivare a circa 200 dipendenti e a ospitare più di 40 famiglie all’interno della tenuta.
Il Novecento, però, si rivelò molto difficile. Alla gestione sempre più complessa si aggiunsero la fillossera e gli effetti della Grande Depressione. Nel 1931 la proprietà venne acquistata dal Monte dei Paschi di Siena, mentre il marchio Casa E. di Mirafiore fu ceduto separatamente. Rimasta senza il proprio nome storico, la cantina adottò quello del luogo in cui era nata: Fontanafredda.
Con il secondo dopoguerra iniziò una nuova fase di rilancio. Nel 1959 nacque il Contessa Rosa Metodo Classico, dedicato alla Bella Rosina e precursore dell’attuale Alta Langa. Nel 1988, invece, arrivò il primo Barolo con la menzione comunale Serralunga d’Alba.
Nel 2008, dopo 77 anni, Fontanafredda tornò in mani piemontesi con l’acquisizione da parte di Oscar Farinetti e dei suoi soci, aprendo una nuova fase legata alla qualità, allo studio delle vigne e alla sostenibilità.
Oggi, allora, camminare tra gli edifici e le cantine della tenuta significa attraversare oltre un secolo e mezzo di storia italiana e di evoluzione del vino piemontese. Per quanto mi riguarda, è proprio questo a rendere Fontanafredda un luogo così particolare e decisamente speciale nel panorama langarolo.

Il Villaggio Narrante, Fontanafredda.
Fontanafredda oggi: il Villaggio Narrante e una nuova idea di ospitalità enoturistica
Oggi Fontanafredda è una realtà molto più articolata di quanto lasci immaginare la sola parola “cantina”. Il vino resta il centro del progetto, ma intorno alla produzione si sono sviluppati ospitalità, ristorazione, cultura, natura ed esperienze pensate per raccontare le Langhe da prospettive diverse.
La tenuta comprende circa 120 ettari di vigneti certificati biologici e rappresenta una delle realtà produttive più importanti del territorio. Ciò che la rende particolarmente interessante dal punto di vista enoturistico, però, è il modo in cui la dimensione agricola e vinicola dialoga con tutto ciò che la circonda.
Il Villaggio Narrante tra memoria e nuove esperienze
Il Villaggio Narrante nasce dal recupero del borgo storico costruito da Emanuele Alberto di Mirafiori per ospitare lavoratori e famiglie della tenuta. Gli edifici che un tempo accoglievano abitazioni, servizi e luoghi della comunità sono stati restaurati e oggi ospitano hotel, ristoranti, spazi culturali e ambienti dedicati agli eventi.
Il termine “narrante” prende forma proprio passeggiando tra i caseggiati, le cantine, la Villa Reale, la chiesa e gli spazi verdi. Piccoli racconti disseminati lungo il percorso aiutano a ricostruire la vita del villaggio e le storie di chi lo ha abitato, evitando che il borgo si riduca a una semplice scenografia.
All’interno della tenuta si trovano le cantine storiche di Fontanafredda e Casa E. di Mirafiore, diverse strutture ricettive, i ristoranti della famiglia Alciati, la Fondazione E. di Mirafiore e il Bosco dei Pensieri.
A questi spazi si aggiungono itinerari tra vigne, arte e paesaggio. Tra i più interessanti c’è Lost to be Found, un percorso di circa tre chilometri accompagnato dalle opere di Giuseppe Carta, che invita a riflettere sul rapporto tra biodiversità, suolo e identità delle singole vigne.
Fontanafredda, allora, può essere vissuta in molti modi: con una visita e una degustazione, fermandosi a pranzo o a cena, trascorrendo una notte nella tenuta oppure semplicemente concedendosi una passeggiata.
Il Villaggio Narrante, infatti, costruisce intorno al vino un’esperienza più ampia, capace di coinvolgere anche chi è interessato alla storia, alla gastronomia, al paesaggio e al benessere.
Il Rinascimento Verde e l’impegno per la sostenibilità
Negli ultimi anni, inoltre, Fontanafredda ha raccolto le proprie scelte ambientali e sociali nel progetto Rinascimento Verde, che parte da un’idea semplice: riportare la terra al centro del lavoro e delle decisioni aziendali.
I vigneti di proprietà sono certificati biologici e vengono coltivati senza erbicidi e fertilizzanti di sintesi né trattamenti sistemici. A questo si affiancano lo studio delle singole parcelle, la tutela della biodiversità e progetti dedicati al paesaggio e ai boschi della tenuta.
L’attenzione alla sostenibilità riguarda anche il Villaggio, dove sono stati introdotti interventi per ridurre consumi, sprechi e impatto ambientale.
Insomma, è nell’incontro tra il Villaggio Narrante e il Rinascimento Verde che, secondo me, emerge con maggiore chiarezza cos’è Fontanafredda oggi. Una realtà che custodisce la memoria della comunità nata in queste terre e, allo stesso tempo, ne ripensa il futuro attraverso un rapporto più responsabile con la vigna, il paesaggio e l’accoglienza..

© Fontanafredda.
Visitare la Cantina Fontanafredda: cosa aspettarsi
La visita alla Cantina Fontanafredda è un percorso guidato completo, ma semplice da seguire e adatto anche a chi non possiede conoscenze approfondite sul vino.
In circa un’ora e mezza, il percorso racconta la storia della tenuta attraverso le cantine ottocentesche di Fontanafredda e Casa E. di Mirafiore, approfondendo alcuni aspetti fondamentali della produzione fino alla degustazione finale.
L’ingresso nelle cantine è senza dubbio uno dei momenti più affascinanti del percorso. Gli spazi sono ampi e imponenti, segnati dalla presenza delle grandi botti e da oltre un secolo di attività vinicola. Attraversarli permette di dare una forma concreta alle vicende del Re, della Bella Rosina e di Emanuele Alberto, ma anche di comprendere come si sia evoluto nel tempo il lavoro della cantina.
Il racconto alterna storia e vino senza diventare eccessivamente tecnico. Si parla delle innovazioni introdotte a Fontanafredda, delle modalità di vinificazione e affinamento e del lavoro più recente sulle vigne e sull’identità dei singoli vini. È proprio questo equilibrio a rendere la visita interessante anche per chi conosce già il settore, ma allo stesso tempo accessibile a chi si avvicina per la prima volta al mondo del vino.
Quale visita e degustazione scegliere
Le esperienze attualmente proposte comprendono la visita guidata alle cantine storiche e una degustazione finale di tre vini:
- Scopri Fontanafredda: Alta Langa, Nebbiolo d’Alba e Barolo del Comune di Serralunga d’Alba. È il percorso introduttivo e costa 35 euro.
- Il Barolo di Serralunga: tre diverse espressioni del Barolo firmate Fontanafredda, al prezzo di 45 euro.
- L’Alta Langa: tre Metodo Classico da Pinot Nero e Chardonnay, al prezzo di 45 euro.
- Le Vigne del Barolo: tre cru provenienti da alcune delle vigne più rappresentative della cantina, al prezzo di 50 euro.
Poiché disponibilità, vini in assaggio e tariffe possono cambiare, soprattutto nei fine settimana, ti consiglio di consultare la pagina ufficiale delle esperienze di Fontanafredda, dove puoi confrontare le diverse proposte e prenotare quella più adatta ai tuoi interessi.
Io ho partecipato a Scopri Fontanafredda e la considero la proposta più equilibrata per una prima visita. La selezione permette di attraversare tre anime importanti della produzione aziendale e offre una lettura introduttiva, ma non banale, dello stile della cantina.
La degustazione è condotta in modo chiaro e ben strutturato. Particolarmente utile è il supporto di una mappa delle Langhe, attraverso la quale vengono messi in relazione comuni, vigneti, denominazioni e caratteristiche dei diversi territori.
È un approccio che ho apprezzato molto perché evita di presentare Fontanafredda come una realtà avulsa dal proprio contesto. Al contrario, il racconto dei vini viene inserito all’interno della geografia langarola e restituisce con maggiore precisione il rapporto tra cantina, territorio e denominazioni.

Degustazione dopo la visita alla cantina di Fontanafredda.
Chi desidera approfondire ulteriormente l’esperienza può scegliere anche pacchetti che abbinano la visita a pranzo o cena, pernottamento, SPA, tour in e-bike o in Vespa. Sono formule pensate per integrare la dimensione vinicola con gli altri servizi del Villaggio Narrante e vivere Fontanafredda con tempi meno frettolosi.
È anche per questo che considero Fontanafredda uno degli esempi più completi di enoturismo in Italia: il vino non viene proposto come esperienza fine a sé stessa, ma diventa il punto di partenza per raccontare storia, paesaggio, cultura gastronomica e territorio.
Hotel e ristoranti: Fontanafredda oltre la cantina
La dimensione più ampia legata all’enoturismo emerge soprattutto negli spazi dedicati all’ospitalità e alla ristorazione. È qui che Fontanafredda smette di essere soltanto una cantina da visitare e diventa una destinazione in cui fermarsi più a lungo.
Il valore del progetto sta anche nel recupero degli edifici storici del Villaggio Narrante, alcuni dei quali oggi ospitano hotel e ristoranti capaci di offrire esperienze diverse per stile, atmosfera e livello di servizio.
Per chi cerca comfort contemporaneo e una posizione centrale, una delle soluzioni più interessanti è l’Hotel Le Case dei Conti Mirafiore, ricavato in un edificio degli anni Trenta un tempo destinato ai dipendenti delle cantine. Oggi è un quattro stelle affacciato sui vigneti, con terrazza panoramica e accesso all’area benessere della vicina Cascina Galarej.
Più raccolta è invece la Foresteria delle Vigne, ospitata in una struttura ottocentesca sorta nell’area un tempo utilizzata come vivaio per i vigneti. Le camere, immerse nel verde e intitolate ai vini Fontanafredda, ne fanno una scelta adatta a chi cerca tranquillità senza rinunciare alla comodità di trovarsi nel cuore della tenuta.
Chi desidera abbinare il soggiorno a un’esperienza di benessere più completa può orientarsi su Cascina Galarej, hotel e SPA quattro stelle nato dal recupero di un’antica cascina. La vista aperta sui vigneti, il design contemporaneo e l’area wellness con piscine interna ed esterna ne fanno la proposta più indicata per una fuga romantica o un fine settimana di relax nelle Langhe.
Anche sul fronte gastronomico le possibilità sono diverse. Il riferimento principale è Guido Ristorante, una stella Michelin ospitata nella Villa Reale e guidata da Ugo e Piero Alciati. La cucina è profondamente legata alla tradizione piemontese, alla stagionalità e alla qualità della materia prima.
Per un’esperienza più informale c’è l’Osteria Disguido, con pasta fresca, antipasti piemontesi, salumi, formaggi e una carta dei vini che parte dalle etichette della tenuta. Il Bar Fontana, sempre firmato da Ugo Alciati, è invece la scelta più agile per una pausa tra la visita alle cantine e una passeggiata nel Villaggio.
Insomma, hotel e ristoranti trasformano Fontanafredda da semplice tappa enologica a vera destinazione, adatta tanto a una giornata quanto a un soggiorno più articolato.
I vini di Fontanafredda: dal Barolo all’Alta Langa, cosa degustare assolutamente
La produzione di Fontanafredda comprende numerose etichette e diverse denominazioni. A queste si affiancano i vini di Casa E. di Mirafiore, cantina distinta ma profondamente legata alla storia della tenuta.
Tra i vini che ho assaggiato, questi sono quelli che consiglierei di cercare:
- Barolo DOCG del Comune di Serralunga d’Alba Renaissance 2021. È uno dei vini più rappresentativi della cantina e un ottimo punto di partenza per avvicinarsi allo stile di Fontanafredda. Ha struttura e profondità, ma conserva freschezza, equilibrio e una bevibilità meno austera di quanto ci si potrebbe aspettare da un Barolo di Serralunga. Affina per circa 30 mesi in grandi botti di rovere e prosegue il percorso in cemento. Fa inoltre parte del progetto Renaissance, che collega ogni annata a un valore e a un lavoro artistico e letterario.
- Nebbiolo d’Alba DOC Marne Brune Grappolo Intero. È un Nebbiolo particolarmente interessante per comprendere il lavoro più contemporaneo della cantina. La vinificazione prevede il 50% di grappolo intero, mentre una piccola parte del vino affina in anfora. Il risultato è un vino espressivo, dinamico, con frutto, spezia, tannino vibrante e una notevole piacevolezza di beva.
- Alta Langa DOCG Vigna Gatinera Riserva 108 mesi Blanc de Noir Pas Dosé. È il vino da scegliere per capire fino a che punto Fontanafredda abbia investito sull’Alta Langa. Nasce da Pinot Nero in purezza e riposa sui lieviti per 108 mesi. Il lungo affinamento gli regala complessità, struttura e profondità, senza fargli perdere freschezza e tensione. È un Metodo Classico importante, capace di andare ben oltre il ruolo di semplice aperitivo.
Nel percorso di degustazione vale la pena includere anche un’etichetta di Casa E. di Mirafiore, cantina distinta da Fontanafredda ma parte della stessa storia.
- Alta Langa DOCG Blanc de Noir Casa E. di Mirafiore. Anche in questo caso si tratta di un 100% Pinot Nero, ma con un affinamento sui lieviti di 36 mesi e uno stile più immediato rispetto al Vigna Gatinera. È fresco, sapido, cremoso e molto leggibile, quindi particolarmente indicato per chi vuole avvicinarsi all’Alta Langa senza partire da una una Riserva di troppo ampia complessità.
Nel complesso, credo che questi assaggi restituiscano bene la varietà della produzione, dal legame con Serralunga d’Alba all’interpretazione del Nebbiolo, fino al ruolo sempre più importante dell’Alta Langa.

Vale la pena visitare la Cantina Fontanafredda? La mia recensione
Sì, Fontanafredda merita la visita, ma non soltanto per la notorietà del nome o per il peso della sua storia.
Il suo punto di forza è la capacità di tenere insieme, in modo credibile, dimensione produttiva, memoria, accoglienza e racconto del territorio. Le cantine storiche hanno un impatto notevole, la visita è ben condotta e la degustazione riesce a essere accessibile senza diventare superficiale. Allo stesso tempo, la presenza di ristoranti, hotel e percorsi nel verde permette di costruire un’esperienza più articolata e di leggere Fontanafredda come una destinazione enoturistica vera e propria.
Non tutto deve necessariamente essere vissuto nello stesso momento: si può scegliere una visita introduttiva, approfondire il Barolo o l’Alta Langa, fermarsi a pranzo oppure trasformare la tappa in un soggiorno. È proprio questa flessibilità, unita alla qualità complessiva del progetto, a rendere Fontanafredda interessante per pubblici diversi.
Merita una nota anche l’accoglienza riservata a chi viaggia con il cane. Gli animali sono ammessi nel Villaggio Narrante e possono accedere alle cantine se tenuti in braccio o nel trasportino. Una scelta coerente con una proposta che punta a essere ampia e realmente fruibile.
Perché vale la pena visitare la Cantina Fontanafredda
- Per una storia unica nel panorama delle Langhe, che intreccia le vicende di Vittorio Emanuele II e della Bella Rosina con la nascita e l’evoluzione della tenuta.
- Perché la visita è ben costruita e riesce a unire il racconto storico alla scoperta delle cantine e dei processi produttivi, senza risultare troppo tecnica.
- Per una degustazione capace di contestualizzare i vini, mettendoli in relazione con i vigneti, le denominazioni e la geografia delle Langhe.
- Per conoscere una produzione ampia e articolata, dal Nebbiolo e dal Barolo di Serralunga d’Alba fino all’Alta Langa.
- Per la possibilità di vivere Fontanafredda oltre la cantina, fermandosi tra ristoranti, hotel, percorsi nel verde ed esperienze all’interno del Villaggio Narrante.
- Per l’accoglienza riservata a chi viaggia con il cane, ammesso negli spazi del Villaggio e anche durante la visita alle cantine, se tenuto in braccio o nel trasportino.
Informazioni utili per visitare Fontanafredda
Dove si trova e come arrivare
Fontanafredda si trova a Serralunga d’Alba, nel cuore delle Langhe e a pochi chilometri da Alba. L’auto è la soluzione più comoda, soprattutto se vuoi abbinare la visita ad altri borghi o cantine della zona.
Se arrivi in treno, la stazione di riferimento più pratica è quella di Alba. 🠒 Qui puoi confrontare orari, prezzi e collegamenti ferroviari per Alba.
Per muoverti liberamente tra le colline puoi anche confrontare le tariffe per il noleggio auto ad Alba. Le distanze tra i diversi paesi sembrano brevi sulla mappa, ma i collegamenti pubblici non sono sempre adatti a un itinerario tra cantine e borghi.
Quanto dura la visita e quale scegliere
Le visite alle cantine storiche durano indicativamente un’ora e mezza e terminano con la degustazione di tre vini.
Per una prima esperienza consiglio Scopri Fontanafredda, perché offre una panoramica equilibrata della produzione. Chi conosce già la cantina o desidera un approfondimento più specifico può scegliere i percorsi dedicati al Barolo di Serralunga, ai cru di Barolo oppure all’Alta Langa.
I prezzi partono attualmente da 35 euro a persona. Prima di organizzare la visita, ti consiglio di controllare orari, turni disponibili e degustazioni proposte sulla pagina ufficiale delle esperienze di Fontanafredda.
🠒 Qui puoi confrontare le degustazioni disponibili e prenotare la visita a Fontanafredda.
Quanto tempo dedicare a Fontanafredda
Per la sola visita con degustazione considera circa due ore, includendo l’arrivo e l’accoglienza. Il mio consiglio, però, è di riservare alla tenuta almeno mezza giornata, in modo da passeggiare nel Villaggio Narrante e fermarti per pranzo o per un calice.
Un’intera giornata permette di abbinare la cantina ai percorsi tra vigne e spazi verdi. Pernottando all’interno della tenuta, invece, puoi aggiungere una cena, la SPA e altre esperienze senza dover guidare dopo la degustazione.
Dove dormire nel Villaggio Narrante
Fontanafredda propone tre strutture ricettive con caratteristiche differenti:
• Hotel Le Case dei Conti Mirafiore, indicato per chi cerca comfort contemporaneo, vista sui vigneti e una posizione centrale nel Villaggio. 🠒 Controlla prezzi e disponibilità su Booking.
• Foresteria delle Vigne, più raccolta e immersa nel verde, adatta a chi desidera un soggiorno tranquillo a pochi passi dalle cantine. 🠒 Verifica le camere disponibili su Booking.
• Cascina Galarej, la scelta più completa per chi vuole aggiungere al soggiorno una SPA, piscine e una vista panoramica sui vigneti. 🠒 Consulta tariffe e disponibilità su Booking.
Nei fine settimana, durante la vendemmia e nel periodo della Fiera del Tartufo è consigliabile prenotare con largo anticipo.
Dove mangiare a Fontanafredda
Per un’esperienza gastronomica di alto livello puoi prenotare Guido Ristorante, una stella Michelin ospitata nella Villa Reale. L’Osteria Disguido propone invece una cucina piemontese più informale, mentre il Bar Fontana è adatto a una pausa veloce accompagnata da vini al calice.
Anche in questo caso è meglio riservare il tavolo prima della visita, soprattutto durante i fine settimana. Chi preferisce organizzare tutto insieme può valutare uno dei pacchetti che combinano degustazione, pranzo o cena e pernottamento.
Accessibilità e visita con il cane
Il percorso nelle cantine comprende scale e un tunnel sotterraneo. L’accessibilità per le persone con disabilità è garantita soltanto nella prima parte, quindi è opportuno contattare la struttura prima di prenotare per verificare quale esperienza sia concretamente fruibile.
I cani sono benvenuti negli spazi interni ed esterni del Villaggio Narrante. Durante la visita alle cantine possono entrare se tenuti in braccio o nel trasportino; fanno eccezione i cani d’assistenza.
Comprare i vini direttamente a Fontanafredda
Per acquistare le etichette della tenuta non è necessario partecipare a una visita o a una degustazione. All’interno del Villaggio Narrante è presente una bottega del vino liberamente accessibile, dove è possibile entrare anche soltanto per conoscere e acquistare i vini di Fontanafredda e Casa E. di Mirafiore.
È una possibilità comoda anche per chi passa dalla tenuta senza avere il tempo di seguire l’intero percorso guidato.
Acquistare i vini Fontanafredda online
Se dopo la degustazione vuoi ritrovare a casa alcune delle etichette assaggiate, puoi verificare la disponibilità dei vini Fontanafredda anche online. 🠒 Qui puoi confrontare e acquistare i vini Fontanafredda disponibili su XtraWine.
La visita a Fontanafredda aiuta a capire quanto il vino possa raccontare molto più di ciò che arriva nel calice. Qui storia, paesaggio, produzione e accoglienza convivono in una tenuta che merita di essere scoperta con calma, lasciando spazio non solo alla visita in cantina, ma anche a una passeggiata, a un pranzo o a qualche giorno nelle Langhe.
Se ci sei già stato, raccontami nei commenti la tua esperienza. Se invece conosci qualcuno che sta organizzando un viaggio nelle Langhe, condividi con lui questo articolo: potrebbe essere un buon punto di partenza per costruire una giornata o un soggiorno nella tenuta.
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In copertina panorama su Fontanafredda. © Fontanafredda.
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