Guidare in Bosnia: un viaggio on the road

di Selene Scinicariello
viaggiare in bosnia in auto: i dintorni di mostar

Durante il nostro primo viaggio on the road nei Balcani occidentali siamo rimasti affascinati da un Paese in particolare: la Bosnia ed Erzegovina. Nonostante ci avessimo trascorso solamente 3 giorni, la Bosnia è riuscita ad entrarci nel cuore. In questo post ti suggeriamo un itinerario nei dintorni di Mostar dandoti alcuni consigli per guidare in Bosnia ed Erzegovina.

 

Guidare in Bosnia: un viaggio on the road

 

Un viaggio in Bosnia on the road è davvero emozionante. La sua incredibile natura, il verde delle sue montagne boscose, il blu dei suoi corsi d’acqua e del fiume Neretva ti accompagnano per le strade tortuose del Paese, lasciandoti meravigliato ad ogni curva.

 

Bilećko jezero viaggiare in bosnia in auto

Bilećko jezero.

 

Guidare in Bosnia non è assolutamente problematico, sia per quanto riguarda la tratta dalla Croazia fino a Mostar e poi fino al Montenegro passando per Bileća, sia nel tratto che da Zagabria conduce fino a Sarajevo e da lì fino al confine con la Serbia.

Le strade sono quelle tipiche di montagna, e noi difficilmente abbiamo incontrato altre macchine se non alcuni tir diretti ai confini di Stato.

In certi punti capita di vedere spazzatura e copertoni di auto bruciati abbandonata ai bordi della carreggiata, soprattutto nei tratti di strada deserti tra un paesino e l’altro. Il panorama che ti circonda, però, sembra cercare di farti dimenticare al meno un po’ queste situazioni di forte disagio.

La Bosnia ed Erzegovina è un susseguirsi di bellezze assolute, interrotte ogni tanto da situazioni difficili da capire e da digerire.

 

Guidare in Bosnia: quei paesini lontani dal tempo…

Guidare in Bosnia ed Erzegovina vuol dire macinare chilometri di strada deserta e poi incontrare piccoli paesini formati solo da una manciata di case.

Quando siamo entrati in Bosnia dal confine con la Croazia non lo abbiamo subito notato.

La cittadina di Humac, la prima che abbiamo incontrato, non è troppo piccola ed oltre ad un enorme ed ordinatissimo supermercato, dove abbiamo assaggiato per la prima volta il burek, è piena di baretti dove rinfrescarsi con una bibita ghiacciata.

Quando abbiamo lasciato Mostar, per attraversare il Montenegro e raggiungere Scutari in Albania, abbiamo, forse, sbagliato strada e ci siamo ritrovati ad attraversare una zona della Bosnia inaspettata e caratteristica.

Prendendo la strada R427 abbiamo avuto l’opportunità di scoprire piccolissimi paesini lontani dal tempo.

Qui le galline scorrazzano nei cortili, le mucche brucano nei giardini e alcuni maiali appena sgozzati stanno appesi sulla soglia di casa, in attesa di essere macellati.

Lo sguardo delle persone che vivono qui incrocia il tuo mentre passi con la macchina e in questo puoi notare un misto di curiosità e indifferenza.

La loro vita, qui, va avanti tra le montagne irte e boscose e le immense distese di erba, che, non so perché, a me ricordavano la steppa russa.

 

viaggiare in bosnia in auto

Paesaggio bosniaco dall’auto.

 

Sicuramente loro si dimenticheranno di te, ma tu, stai certo, che non ti dimenticherai di loro.

 

Quando guidare in Bosnia significa scoprire la storia del Paese

Un viaggio in Bosnia on the road vuol dire anche scoprire la storia di questo Paese.

Nel 2017, mentre guidavamo per raggiungere il confine con il Montenegro, infatti, abbiamo scoperto l’esistenza della Repubblica Srpska.

Welcome to Srpska, diceva il cartello sul quale si stagliava una bandiera con gli stessi colori di quella serba.

Non sapevamo cosa fosse e dove ci trovassimo, in realtà. Ammetto la nostra ignoranza.

In assenza di wifi abbiamo dovuto aspettare la sera, nell’hotel di Scutari, per scoprire cosa volesse dire davvero quel cartello.

 

La Repubblica Srpska

La Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina (la Republika Srpska) è una delle due entità della Bosnia ed Erzegovina, assieme alla Federazione di Bosnia ed Erzegovina.

La creazione della Repubblica Serba fu conseguente allo smembramento della Jugoslavia nel 1991.

I rappresentanti politici dei serbo-bosniaci (che rappresentavano circa il 33% della popolazione) si opposero all’idea di diventare parte della Bosnia ed Erzegovina senza che prima si decidesse in che modo sarebbe stato diviso il potere tra le varie etnie.

Nel novembre del 1991 un referendum, non riconosciuto, tra i serbo-bosniaci confermava che una grande maggioranza di essi desiderava restare parte della Jugoslavia. Pochi mesi dopo, il 9 gennaio 1992, venne proclamata la “Repubblica Serba di Bosnia e Erzegovina”.

Né il referendum, né la dichiarazione di indipendenza furono riconosciuti dal governo della Bosnia ed Erzegovina.

Tra febbraio e marzo del 1992, vista l’evoluzione del conflitto in Croazia e la situazione politica, il Governo della Bosnia ed Erzegovina indì un referendum per l’indipendenza, che fu boicottato dai serbo-bosniaci.

Visto, comunque, l’esito del referendum, la Bosnia ed Erzegovina dichiarò l’indipendenza nel marzo del 1992 ed ottenne il riconoscimento della comunità internazionale.

La Republika Srpska e i serbo-bosniaci, appoggiati da Belgrado, non lo accettarono e diedero il via ad una sistematica politica di pulizia etnica culminata con il massacro di Srebrenica.

La Repubblica Serba, oggi, possiede una propria assemblea, un consiglio dei popoli, un presidente, un governo e una polizia.  Nonostante non goda di nessuna personalità giuridica internazionale, dispone di varie rappresentanze diplomatiche all’estero.

Nel 2018 per andare a Sarajevo abbiamo di nuovo attraversato la Republika Srpska e ci siamo accorti di quanto basti una collina per alzare confini ideologici.

La Bosnia ed Erzegovina è un Paese dalla storia difficile, spesso incomprensibile per chi viene da fuori.

Una storia troppo poco approfondita nelle scuole italiane e per questo, spesso, ancora oscura.

Le conseguenze di questo passato, qui, sono ancora tangibili e visibili.

Quel che è certo, però, è che la Bosnia è un Paese affascinante, il cui popolo, orgoglioso e fiero, regala emozioni indimenticabili e il cui territorio è ricco di luoghi tutti da scoprire.

 

Un viaggio in Bosnia on the road: i dintorni di Mostar

Se la tua meta in Bosnia ed Erzegovina è Mostar, non fermarti solo in città. Prenditi piuttosto un giorno in più e visita i luoghi di cui ti stiamo per parlare. Sono tutti molto vicini alla città dello Stari Most: si raggiungono in non più di mezz’ora di auto.

 

1. Le cascate di Kravice

Di questo luogo e della sua affascinante natura abbiamo già parlato in un post precedente che ti consigliamo di leggere: Un tuffo nelle cascate di Kravice.

 

laghetto cascate di kravice

 

Qui, nelle acque gelide del laghetto formato dal fiume Trebižat, entrerai in contatto davvero con la bellezza della natura bosniaca.

 

2. Pocitelj

Il villaggio si estende sulla riva sinistra del fiume Neretva.

Apparirà, lungo la strada, quasi all’improvviso.

 

pocitelj

Pocitelj.

 

Noterai per prima cosa gli edifici di pietra che caratterizzano l’intero borgo, il minareto e, infine, lassù in alto, la torre della fortezza.

Come tutta la Bosnia ed Erzegovina, Pocitelj racconta una storia difficile, fatta del susseguirsi di conquiste da parte di popoli diversi tra loro.

Ma anche qui, come nel resto del Paese, si legge sui muri degli edifici l’incontro tra culture differenti che ha reso magico e affascinante ogni angolo di questo territorio.

La storia di Pocitelj vede tre periodi importanti:

  • L’epoca del governo del re ungherese Mattia Corvino, durante il quale la città assunse una grande importanza strategica.
  • Il periodo della conquista e dello sviluppo dell’Impero ottomano.
  • L’invasione dei veneziani e il conseguente recupero dell’importanza strategica di Počitelj.

 

Passeggiare a Pocitelj

Camminare per il borgo vuol dire perdersi per le sue stradine, tutte in salita, e ascoltare il silenzio.

Avevamo quasi paura di parlare ad alta voce e di disturbare quella quiete a noi assolutamente sconosciuta.

All’ingresso di Pocitelj sarai sicuramente accolto da alcune signore che vorranno venderti qualche frutto o qualche ricamo all’uncinetto, poi più nulla.

Se andrai all’ora del tramonto incontrerai forse qualche coppia di turisti come te, che sicuramente saluterai a bassa voce e che, quasi sicuramente, ti inciteranno a salire, nonostante la fatica, fino alla fortezza, perché da lì la vista è spettacolare.

 

pocitelj e blagaj fortezza pocitelj fiume neretva

Scorcio dalla fortezza di Pocitelj sul fiume Neretva.

 

Passeggiando noterai alcuni edifici storici, spesso difficili da riconoscere: l’antica Moschea, la scuola coranica, l’hammam e le case dei notabili musulmani costruite nel diciottesimo secolo.

Purtroppo la guerra degli anni ’90 ha portato via parte del patrimonio inestimabile di questo luogo, lasciando chi lo visita con l’amaro in bocca.

Pocitelj merita una visita anche per questo: per riflettere sull’orrore della guerra, che tenta di cancellare il valore, la dignità e la storia dell’uomo.

Tra queste pietre, però, il passato si respira ancora: non tutto è andato perduto.

 

3. Blagaj

La città di Blagaj ha origini antichissime, che risalgono addirittura agli Illiri.

Sotto il regno di Giustiniano I, in questa zona, sorsero molte città fortificate e durante il periodo medioevale fu sede residenziale delle famiglie reali bosniache.

Con l’arrivo dell’Impero ottomano la città cambiò aspetto: case ed edifici pubblici cominciarono ad essere costruiti in periferia, le aree residenziali divennero quartieri urbani con case affacciate sui cortili interni e furono costruite le prime moschee.

L’edificio che richiama i turisti da tutto il mondo è la Tekija: il Monastero Derviscio.

 

Tekija di Blagaj.

Tekija di Blagaj.

 

La Tekija di Blagaj

Non si sa esattamente quando sia stato costruito questo edificio, quel che è certo è che anche prima dell’arrivo degli ottomani qui sorgeva un luogo sacro.

La Tekija sorge esattamente sulla sorgente del fiume Buna, affluente minore del Neretva, a ridosso di uno strapiombo di 240 metri.

 

pocitelj e blagaj sorgente fiume buna blagaj

Blagaj, sorgente del fiume Buna.

 

Un contesto davvero unico ed emozionante.

Il Monastero è luogo di culto ancora oggi ed è meta di pellegrinaggio per il mawlid tradizionale derviscio la seconda domenica di maggio.

Il mawlid è la commemorazione della nascita del profeta Maometto.

La visita alla Tekija è un modo per conoscere una realtà religiosa poco conosciuta in Italia, per scoprirne usi e costumi e renderci conto di quanto, in realtà, non si è poi così diversi come spesso vogliono farci credere.

Come in molti dei monasteri cristiani, qui si trovano cellette per la contemplazione solitaria di Allah (čilla), un luogo dove pregare sulla tomba degli antichi missionari sufi Sari Saltuk e Acik-basa (Turbe) e uno spazio per i canti religiosi (semahana).

Gli ambienti sono molti e si dividono su due livelli. Particolari ed interessanti sono la cucina e il bagno turco.

Per visitare gli interni bisogna togliersi le scarpe e coprirsi gambe e spalle (anche gli uomini).

 

 

Lasciata la Tekija passa dall’altra parte del fiume attraversando il ristorante che ti troverai di fronte e prendi la stradina sterrata sulla sinistra: da qui godrai di una vista stupenda sul monastero derviscio.

Si dice che questo sia uno dei luoghi più fotografati al mondo: bé, il perché è chiaro!

La tekija è aperta ogni giorno dalle 8.30 alle 20.30.

Sul sito ufficiale del monastero derviscio trovi altre informazioni.

L’esperienza a Blagaj è tra quei momenti, vissuti durante il nostro on the road, che porteremo con noi per sempre.

 

 

Guidare in Bosnia: i documenti necessari

Per viaggiare in Bosnia in auto sono sufficienti i documenti italiani della tua auto e la tua patente.

Controlla sempre, per precauzione, che la Carta Verde sia valida anche per la Bosnia ed Erzegovina (la sigla BiH non deve essere cancellata).

Se la macchina non è la tua devi compilare una delega a condurre firmata dal proprietario dell’auto e autenticata da un notaio con una marca da bollo da 16 euro.

 

Guidare in Bosnia: quanto costa la benzina?

La benzina in Bosnia ed Erzegovina nell’estate del 2018 costava meno di un’euro.

Se hai intenzione di visitare anche gli altri Paesi confinanti fai sempre il pieno in Bosnia prima di partire. Nonostante anche nelle altre Nazioni la benzina sia più economica che in Italia, la Bosnia, tra i Paesi che abbiamo attraversato in questi due anni nei Balcani, è quello dove la benzina costa di meno.

I benzinai accettano tranquillamente anche l’euro.

Lasciaci un commento

4 comments

Nicola 30 Luglio 2019 - 21:12

Ciao Selene, per passare il “confine” Bosnia / Repubblica Srpska occorrono altri documenti (passaporto?) ?

Reply
Selene Scinicariello 31 Luglio 2019 - 9:00

Ciao Nicola!
No, non essendo uno Stato vero e proprio non ci sono dogane o frontiere.
Ti accorgerai di esserci solo dalle tante bandiere che vedrai in giro.
Goditi la Bosnia: è un Paese bellissimo!
Buon viaggio!

Reply
robisceri 3 Novembre 2017 - 17:02

La Bosnia, grazie ai tuoi racconti (dal vivo e per scritto), ora mi ispira tantissimo!

Reply
selenescinicariello 3 Novembre 2017 - 17:07

Spero tu possa visitarla il prima possibile, Roberta!

Reply

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE