Caffè bosniaco: tutto quello che devi sapere

di Selene Scinicariello
Caffè bosniaco a Mostar

Una delle esperienze più belle che abbiamo vissuto durante i nostri due giorni a Mostar è stata al Café de Alma. Avevamo sentito spesso parlare del caffè bosniaco, simile a quello turco, e in alcuni dei libri che avevamo letto prima della partenza se ne raccontava a ripetizione. In questo post abbiamo deciso di suggerirti dove bere un caffè bosniaco a Mostar e di raccontarti la tradizione di quella che non è una semplice bevanda!

 

Caffè bosniaco: tutto quello che devi sapere

 

Dove bere un caffè bosniaco a Mostar

Grazie ad alcune recensioni su TripAdvisor avevamo scelto di provare il caffè bosniaco al Café de Alma. Il locale si trova vicino alla moschea Hadži-Kurtova e al Museo dell’Hammam.

Appena arrivati, la signora che gestisce il Café ci ha accolti sorridendo, invitandoci a fare un giro all’interno del locale.

 

caffè bosniaco mostar cafe de alma

Café de Alma, Mostar.

 

L’odore del caffè, qui, è fortissimo. Ti entra nel naso e nella gola, facendoti respirare già la sensazione di quello che vivrai da lì a poco.

La nostra esperienza con il caffè bosniaco è cominciata proprio in quel momento.

La signora ci ha fatto accomodare sui divanetti all’esterno ed è andata a preparare il caffè, così come si fa con gli amici a casa.

Al suo ritorno, appoggiati i due caffè sul tavolo, si è seduta con noi e ci ha raccontato la storia del caffè bosniaco.

 

Il caffè bosniaco: storia e tradizione

Il caffè bosniaco non è il caffè turco e questo ci tengono a sottolinearlo tutti qui.

Le differenze sono principalmente due.

La prima riguarda lo zucchero: nel caffè turco lo si mette durante la preparazione, in Bosnia lo si serve a parte.

La seconda differenza è il modo in cui il caffè viene servito: in Bosnia la džezva, il pentolino in cui viene preparato il caffè, viene portato al tavolo, mentre in Turchia il cevze, nome turco dello stesso oggetto, rimane in cucina.

In più per i bosniaci è importante sottolineare il significato che assume l’atto di bere il caffè.

 

Il rituale del caffè bosniaco

Bere un caffè bosniaco a Mostar, come nel resto della Bosnia ed Erzegovina, vuol dire sedersi e prendersi il tempo necessario per gustarselo.

Il caffè è l’occasione in cui tutti i pensieri negativi, le cose brutte della giornata o della vita, devono essere allontanate dalla mente.

Bere un caffè bosniaco, vuol dire vivere un momento di pace.

 

Come preparare il caffè bosniaco

Il caffè bosniaco viene preparato e servito all’interno della džezva, un pentolino di rame con il collo allungato e un sottile manico che si allunga verso l’alto.

La tradizione vuole che la preparazione del caffè bosniaco inizi con la tostatura del caffè crudo e la polverizzazione dello stesso in un macinino di ottone.

Questa polvere finissima viene poi messa all’interno del caratteristico pentolino e sopra vi viene versata l’acqua bollente.

La džezva viene quindi trasferita sul fornello e lasciata lì fino a quando non si trasforma in un liquido dalla consistenza simile alla cioccolata calda.

Il caffè viene portato per tre volte quasi a bollore, togliendolo e rimettendolo sul fuoco più volte.

 

Come servire e gustare un caffè bosniaco

 

Caffè bosniaco Mostar

Caffè bosniaco, Mostar.

 

A questo punto il caffè viene portato in tavola, dove il rituale continua.

La džezva arriva sul tavolo insieme ad un bicchiere d’acqua fresca, una ciotola contente zollette di zucchero, un cucchiaino, una tazzina bassa in ceramica senza manico, la fildžan, e un lokum, dolcino tipico aromatizzato all’acqua di rose.

Ecco, da adesso in avanti non puoi più sbagliare se vuoi assaggiare il vero caffè bosniaco.

Con il cucchiaino si preleva qualche goccia d’acqua dal bicchiere e lo si versa sulla schiuma del caffè, le cui bolle diminuiranno.

A questo punto bisogna mescolare la schiuma in superficie, ottenendo, così, una crema omogenea.

Un cucchiaino di questa crema appena nata va trasferito all’interno della tazzina di ceramica e, inclinando leggermente la džezva, si versa una prima porzione di caffè.

Adesso si prende una zolletta di zucchero, la si inzuppa nel liquido amaro e la si succhia, o morde, leggermente, per poi bere il primo sorso di caffè.

La džezva contiene praticamente due porzioni di caffè, ma bisogna far attenzione a non rovesciare i residui del fondo, amarissimi!

Solo alla fine si mangia il lokum.

La signora del Café de Alma ci ha spiegato che volendo, invece della zolletta di zucchero, i sorsi di caffè possono essere alternati ad un morso del tipico dolcino bosniaco.

 

Il caffè bosniaco a Mostar: un momento di condivisione

Nel momento in cui la signora terminava di raccontarci la storia e il rito del caffè bosniaco, arrivavano due signori, marito e moglie e, non essendoci  posto dove sedersi, li abbiamo volentieri invitati al tavolo con noi.

Non parlavano bene inglese, ma piano piano, un po’ a gesti e un po’ in una lingua inventata, siamo riusciti a comunicare e abbiamo capito che un tempo abitavano in città.

Oggi la loro casa è in Germania, ma ritornano spesso a Mostar per bersi un caffè qui.

Chissà quale fosse realmente la storia di queste persone, ma condividere il nostro tavolo con loro è stato bellissimo.

Poco dopo si è liberato un posto e la coppia ci ha lasciati. Proprio in quel momento il canto del muezzin richiamava i musulmani alla preghiera serale.

Mentre noi sorseggiavamo la seconda tazzina di caffè, ragazzi e anziani ci passavano davanti, pronti per la loro preghiera.

Questa è stata una delle esperienze più toccanti ed emozionanti del nostro viaggio on the road per i Balcani occidentali: un momento unico ed indimenticabile.

La Bosnia è un Paese a tratti così diverso e ad altri così vicino.

Il suono della campane si mischia al canto del muezzin, facendoti assaporare la bellezza della condivisione e della convivenza. Proprio come durante questo magico rito del caffè bosniaco.

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6 comments

Gaia 14 Marzo 2018 - 22:09

Vorrei tanto andare in Bosnia. Vorrei visitare Sarajevo e Mostar! Come siete andati voi? In macchina o in aereo? Non riesco mai ad organizzare perché non ci sono voli diretti! 🙁

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Selene Scinicariello 15 Marzo 2018 - 12:11

Noi siamo andati in macchina, durante un on the road nei Balcani occidentali durato quasi un mese!
Purtroppo è vero, non ci sono voli diretti per Sarajevo e bisogna fare almeno uno scalo. L’alternativa può essere Dubrovnik in Croazia, da lì so che partono autobus e tour in giornata.
La Bosnia è una Paese che ti consiglio davvero con il cuore di visitare!

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Raf 13 Marzo 2018 - 23:04

Questi sono i momenti di un viaggio che adoro. Purtroppo però non sempre si riescono a creare, sei stata brava a scovare questo posticino. Anche il modo in cui racconti la tua esperienza è davvero poetico e coinvolgente. Mi sembrava proprio di essere seduta lì con voi!

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Selene Scinicariello 14 Marzo 2018 - 7:48

Grazie Raf! Sempre gentile!
Quel giorno anche la fortuna è stata dalla nostra parte, abbiamo scelto il posto giusto e siamo capitati nel momento perfetto!
La Bosnia è nel mio cuore e spero davvero di riuscire a trasmettervela un po’!

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Dani 13 Marzo 2018 - 15:12

Che bel post! Non conoscevo la tradizione del caffè in Bosnia, dalla tostatura alla preparazione… e anhce il dolcino di accompagnamento mi attira. Davvero molto interessante!

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Selene Scinicariello 13 Marzo 2018 - 15:56

Grazie Dani di essere passata!
Non la conoscevamo neanche noi e ne siamo rimasti particolarmente affascinati.
Il modo in cui la signora ci ha raccontato e spiegato il significato di questa loro tradizione, la cura che sta dietro alla preparazione del caffè e l’atmosfera in cui lo abbiamo sorseggiato, mentre il muezzin richiamava alla preghiera, mi emoziona al solo ricordo!
Un’esperienza che rimarrà indelebile nei nostri ricordi.

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