Fantasmi di Edimburgo: storie e leggende da brividi

di Selene Scinicariello
cimitero di Griarfriars a edimburgo

Edimburgo è considerata la città più infestata della Scozia e dell’intero Regno Unito. Fenomeni inspiegabili e strane apparizioni sono all’ordine del giorno e quelle che si raccontano sui fantasmi di Edimburgo, possiamo assicurarvi, non solo semplici storielle da bar.

Nella capitale scozzese qualcosa di misterioso e inquietante esiste davvero. Non siamo noi a dirlo, ma i suoi abitanti e l’Università di Edimburgo dove, dal 1985, è stato istituito un dottorato in Parapsicologia. La Koestler Parapsychology Unit conduce ricerche nel campo di ciò che “non è psichico, ma lo sembra“.

Tutto ciò può apparire incredibile o fantasioso, potrai crederci oppure no, ma i fantasmi di Edimburgo sono un argomento molto comune tra gli abitanti della città. Alcuni fanno paura, altri meno, ma se ti capiterà di parlare con qualcuno del posto, ti accorgerai che ti racconterà tutto con estrema naturalezza. A noi è capitato più volte di ascoltare o di finire a parlare, con avventori e proprietari di pub e ristoranti, proprio di apparizioni e fenomeni inspiegabili.

Se hai in programma un viaggio a Edimburgo, sia che tu ci creda, sia che tu sia scettico, devi leggere queste storie sui fantasmi di Edimburgo per prepararti a scoprire una città tanto bella, quanto misteriosa!

 

I fantasmi del Castello di Edimburgo

 

Castello di Edimburgo.

 

Uno dei luoghi più infestati della città è il Castello di Edimburgo.

Seppur la costruzione attuale risalga al XVI secolo, l’area è abitata sin dal IX secolo a.C.. In questo luogo hanno avuto luogo battaglie, morti e torture e ciò rende più che comprensibile il perché di tante presenze inquiete.

Diversi visitatori e studiosi del paranormale ammettono di aver incontrato gli spiriti dei prigionieri morti nelle segrete, ma il fantasma più famoso del Castello è conosciuto come The Lone Piper.

La storia narra che, secoli addietro, furono scoperti alcuni tunnel sotterranei. La curiosità di scoprire dove questi portassero era tanta: si sospettava che conducessero dal Castello fino a Holyrood Palace lungo tutto il Royal Mile.

L’ingresso ai tunnel, però, era troppo stretto e fu per questo che venne mandato in esplorazione un ragazzino accompagnato dalla sua cornamusa. Il giovane avrebbe dovuto suonarla per tutto il tragitto, così da indicare la strada alle persone in superficie.

Pare che il suono della cornamusa si interruppe nei pressi della Tron Kirk, circa a metà del Mile.

Fu mandata una squadra in soccorso, le ricerche continuarono a lungo, ma del ragazzo si perse ogni traccia.

Ancora oggi, però, c’è chi afferma di sentire la musica di una cornamusa sottoterra tra il Castello e la strada che conduce a Holyrood Palace.

 

I fantasmi dei cimiteri di Edimburgo

 

Tra i posti più inquietanti della città ci sono i cimiteri. Storie e leggende si mescolano alla realtà rendendo questi luoghi ricchi di fascinazione.

Abbiamo camminato tra le lapidi con il sole, con la pioggia, con il buio e al mattino presto e, ogni volta, abbiamo sentito i brividi salire lungo la schiena.

Nonostante i cimiteri di Edimburgo siano ricchi di storia, c’è qualcosa di angosciante in questi luoghi e ti avvertiamo, sarà facile che tu possa spaventarti per poco durante la tua visita tanto sarai suggestionato: io, Selene, sono saltata come una matta la mattina in cui cercavo la tomba di Tom Riddle (durante un itinerario fai da te sulle tracce di Harry Potter) e uno scoiattolo mi è letteralmente saltato sui piedi dalla cima di un albero…

Alcune delle storie di fantasmi di Edimburgo più conosciute sono ambientate nel cimitero di Greyfriars Kirkyard, quello che si dice essere il luogo più infestato di tutta la città.

Questo cimitero è legato a una delle storie più atroci della storia di Edimburgo.

 

Bluidy MacKenzie

 

cimitero di griarfriars vicino alla coventater's prison, il luogo più infestato dai fantasmi di edimburgo

Il Cimitero di Griarfriars vicino alla Coventater’s Prison.

 

Sir George MacKenzie di Rosehaugh, avvocato di Re Carlo II d’Inghilterra, fu incaricato dal regnante stesso di occuparsi della questione relativa ai Covenanters, un movimento politico e religioso favorevole al Presbiterianesimo. Si macchiò di numerosi crimini e omicidi, tanto da meritarsi il soprannome di Bluidy MacKenzie (MacKenzie il sanguinario).

L’episodio più impressionante è legato proprio al cimitero di Greyfriars. In quest’area, infatti, furono imprigionati numerosi Covenanters dopo la Battaglia di Bothwell Bridge. Molte persone morirono a seguito delle torture, altre furono giustiziate e altre ancora esiliate in America. Molte furono sepolte qui. Si parla di un numero tra le 200 e le 400 persone.

Il caso vuole che alla sua morte, MacKenzie, fosse seppellito proprio in questo cimitero, all’interno di quello che viene denominato The Black Mausoleum, non lontano dalle sua vittime e dall’area che prende il nome di Coventanter’s Prison.

Se pensi che la storia sia finita qui ti sbagli, perché pare che il fantasma di MacKenzie si sia risvegliato.

La storia narra che nel 1999 un senza tetto, durante una notte di pioggia, cercò rifugio proprio all’interno del Mausoleo Nero. Una volta entrato il pavimento cedette, lasciandolo cadere tra gli antichi resti dei corpi dimenticati di alcuni defunti periti a causa di una pestilenza. Qualche anno dopo fu la volta di due minorenni che entrarono nel sepolcro, rubarono alcuni resti e giocarono con il teschio come se fosse una palla.

Da quel momento un’entità non ha mai smesso di presentarsi, attaccando e spaventando chiunque passi di lì. Si parla di circa 500 attacchi.

Ad aggiungersi a tutto ciò ci sono anche alcuni tentativi di esorcismo, uno dei quali è divenuto tristemente famoso. L’esorcista Colin Grant nel 2000 provò a liberare il luogo dalle entità malvagie, ma ammise di non riuscirci perché le forze maligne erano troppo potenti. L’uomo morì pochi giorni dopo in circostanze non ancora chiarite.

Dopo questi episodi e a seguito di atti di vandalismo da parte di turisti e curiosi, le autorità hanno chiuso quella parte di cimitero, oggi accessibile solamente con autorizzazione o partecipando a un tour privato.

 

Il fantasma di Annie al Mary King’s Close

 

Il Royal Mile.

 

Sotto al Mile si trova una parte di città rimasta sepolta per costruire il Royal Exchange: qui i vicoli della vecchia Edimburgo sono rimasti praticamente intatti. Si tratta del Mary King’s Close, uno dei close (vicoli) più famosi della città.

Come molti altri close, anche questo prende il nome da una donna che un tempo era proprietaria di un’attività in zona. Ciò che lo rende particolare è che oggi, dopo tanti anni di chiusura e abbandono, è possibile visitarlo con una visita guidata in costume.

Noi non l’abbiamo visitato e abbiamo letto pareri contrastanti sul se valga la pena o meno farlo: per alcuni il tour è interessante, per altri solamente un’attrazione turistica senz’anima. Leggi anche tu alcune recensioni online e poi valuta.

Ciò di cui vogliamo parlarti, però, è la storia legata ai fenomeni paranormali che avvengono al Mary King’s Close.

Sin dal XVII secolo, infatti, questo luogo ha la fama di essere infestato.

Il close fu uno dei luoghi più colpiti dalla peste del 1645. Le persone che morirono nelle proprie abitazioni, abbandonate dalle autorità, furono tantissime. La città, infatti, decise di chiudere a chiave i cancelli dei close per evitare che la gente uscisse e contagiasse altri abitanti. Si narra che alcuni residenti furono addirittura murati vivi nei propri appartamenti.

Pare che quegli spiriti infelici si aggirino ancora per i close di Edimburgo e che il Mary King’s sia uno dei più infestati.

Qui, negli anni Novanta, un sensitivo giapponese percepì lo spirito di Annie, una bambina abbandonata, morta sola e alla ricerca della sua bambola preferita.

Da quel momento turisti da tutto il mondo portano bambole allo spirito di Annie per alleviarle il dolore.

 

Johnny One Arm

 

Tra le storie dei fantasmi di Edimburgo, ce n’è una davvero inquietante: è quella di John Chiesly, conosciuto anche come Johnny One Arm.

L’uomo, nel 1688, chiese il divorzio dalla moglie, ma fu costretto dal giudice a versarle un’ingente somma di denaro. John, inferocito, un giorno decise di aspettare il giudice Lockhart fuori dalla Chiesa e di seguirlo fino all’Advocate’s Close dove gli sparò, uccidendolo sul colpo.

L’uomo fu immediatamente arrestato, torturato e condannato a morte. Prima di impiccarlo, inoltre, gli fu amputato il braccio con il quale sparò al giudice. Il corpo rimase appeso sulla forca come monito alla popolazione, ma questo scomparve misteriosamente.

Non passò molto tempo che gli abitanti iniziarono a raccontare delle strane e inquietanti apparizioni di un uomo senza braccio nei dintorni dell’Advocate’s Close, fenomeni che a tutt’oggi sono soliti avvenire.

La storia, però, non finisce qui, perché nel 1965, due operai che stavano effettuando dei lavori di ristrutturazione presso un’abitazione nell’area di Dalry, tra Haymarket e Gorgie, ritrovarono uno scheletro murato senza un braccio. Gli studi lo attribuirono proprio a John Chiesly.

 

Il ragazzo delle fate di Calton Hill

 

calton hill

Calton Hill.

 

Si racconta che nel Seicento, a Edimburgo, ci fosse un ragazzo con il dono di vedere le fate.

Ogni giovedì, intorno a mezzanotte, il ragazzo si recava a Calton Hill per suonare il tamburo alle fate che danzavano al suono della sua musica.

Il capitano George Burton, incuriosito dalle storie raccontate sul ragazzo, cercò in tutti i modi di non fargli più raggiungere la collina in tempo. Un giorno stava quasi per riuscirci, ma il giovane scappò e, in ritardo, corse a più non posso verso la collina. George Burton lo seguì di nascosto, ma una volta raggiunta Calton Hill fece solo in tempo a sentire un urlo agghiacciante. Da quel momento il ragazzo scomparve.

Pare che ancora oggi, a volte, si senta in lontananza un suono di tamburo proveniente da Calton Hill.

 

Il fantasma di Thomas Weir

 

toolboth tavern pub di edimburgo

Il Toolboth Tavern, pub che si trova nel luogo dove un tempo sorgevano le prigioni di Edimburgo.

 

Thomas Weir fu un ufficiale dell’esercito scozzese e un firmatario della Solemn League and Covenant, un accordo tra i Covenanters e i leader del Parlamento Inglese, durante la Prima Guerra Civile. Nel 1650 ottenne, addirittura, il titolo di comandante della Guardia Cittadina di Edimburgo.

Dopo la pensione, però, con l’avanzare della vecchiaia, iniziò a confessare atti ed episodi di una vita completamente diversa. Insieme a sua sorella, Jean Weir (nota anche come Grizel), fu portato al Tolbooth di Edimburgo e interrogato. Qui entrambi confessarono di aver praticato la stregoneria e di aver avuto tra loro rapporti incestuosi.

La donna raccontò che il potere del fratello derivava dal bastone che l’uomo portava sempre con sé.

I due furono condannati al rogo e insieme a loro bruciò anche il bastone.

Per secoli nessuno volle più avvicinarsi alla loro casa di West Bow e in tanti giurarono di aver visto il suo fantasma cavalcare un cavallo nero senza testa, immerso in una palla di fuoco. Una coppia di anziani nel 1825 prese in affitto la casa, ma vi restò solo una notte a causa delle strane manifestazioni di cui furono vittime.

Seppur l’edificio venne distrutto, il luogo sembra essere tutt’ora uno dei più infestati della città.

 

Burke e Hare: i ladri di cadaveri

 

lapidi del cimitero di griarfriars, dove si trovano i peggiori fantasmi di edimburgo

Lapide coperta da grata per evitare la profanazione delle tombe che avveniva spesso durante il periodo in cui vissero Burke e Hare.

 

C’è una storia di Edimburgo che sicuramente ti farà venire i brividi, quella di William Burke e William Hare, conosciuti anche come gli Assassini di West Port.

I due serial killer, tra il 1827 e il 1828, uccisero numerose persone con l’aiuto delle rispettive compagne e vendettero i corpi delle vittime come corpi da dissezionare per uso scientifico.

Il Dottor Robert Knox, docente universitario locale, era uno dei loro principali acquirenti e, molto probabilmente, era a conoscenza delle modalità con cui i due recuperavano i corpi da vendergli.

I due assassini erano soliti stordire le loro vittime con elevate quantità di alcol e poi strangolarle. Molto spesso i crimini avvenivano nella casa – alloggio di Margaret Hare, moglie di William.

Gli assassini uccisero ben 17 persone e i loro omicidi durano per un anno intero.

L’ultima vittima fu Mary Docherty che fu adescata in una locanda e condotta alla pensione dove Burke la uccise solo dopo che altri ospiti lasciarono lo stabile per la notte.

Fu proprio una coppia di questi ospiti, James e Ann Gray, a insospettirsi e a ritrovare il corpo della donna. Ann, infatti, tornata alla pensione il giorno successivo per cercare le calze dimenticate la sera prima, rimase interdetta dal comportamento di Burke che non voleva lasciarla avvicinare al letto. Quando rimase sola insieme al marito, controllò sotto al letto, trovò il corpo e avvisò la polizia.

La polizia arrestò gli assassini e Hare ricevette l’immunità in cambio di una confessione contro il complice Burke. Quest’ultimo fu condannato a morte e il suo corpo utilizzato per la dissezione.

Oggi il suo scheletro e un libro rilegato con la sua pelle fanno parte della collezione del Royal College of Surgeons di Edimburgo.

Le donne dei due serial killer scapparono al linciaggio e non furono mai più riviste.

Anche di Hare, dopo il rilascio, non si seppe più nulla. Qualche storia parla di lui come un mendicante cieco a Londra dopo che la folla, inferocita, lo aveva gettato in pozzo pieno di calce.

 

Le bare di Arthur’s Seat

 

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Arthur’s Seat.

 

Nel 1836 furono rinvenute 17 bare di legno in miniatura all’interno di una grotta sull’Arthur’s Seat.

Ogni bara, lunga 95 cm, contiene una figura umana intagliata nel legno e decorata con abiti cuciti su misura e incollati al corpo.

Nessuno sa cosa siano e cosa rappresentino, ma in tempi recenti è nata l’ipotesi che queste potessero essere collegate ai delitti di Burke e Hare e che qualcuno le avesse riposte lì, seppellendole in maniera simbolica, per garantirgli la pace e il riposo eterno.

Oggi le bare sono esposte al National Museum di Edimburgo.

 

South Bridge e le sue cripte

 

Quando nel 1788 fu edificato il South Bridge, al di sotto delle 19 arcate che lo sorreggono, furono aperte taverne e attività commerciali. Stiamo parlando delle Edward’s Vaults.

Con il passare del tempo le attività decaddero e i commerci si indirizzarono sempre più verso l’illegalità: prostituzione, violenza e povertà erano la caratteristica di questo luogo. Pare addirittura che fosse qui che Burke e Hare andassero a caccia delle loro vittime per poi venderne i corpi.

Le cripte del South Bridge, a un certo punto della storia, furono chiuse (non se ne conosce la data ufficiale) e dimenticate. Solo nel 1980 furono riscoperte e, dopo aver scavato interi cumuli di macerie, ci si rese conto della vita che qualche centinaio di anno prima brulicava lì sotto.

Oggi questo luogo è considerato uno dei luoghi migliori dove incontrare i fantasmi di Edimburgo. Le presenze sono tante. Tra queste ci sono Mr. Boots, il fantasma più inquietante delle Volte che si diverte a strattonare e impaurire i visitatori, uno spettro femminile che odia le donne incinta, un calzolaio benevolo che viene visto intento a lavorare e Jack, un bambino la cui presenza positiva è associata al rumore di una palla che rimbalza.

 

David Allen e il dipinto sulla tomba

 

cimitero di old calton burial, dove è seppellito david allen

Cimitero di Old Calton Burial.

 

Un’altra delle storie sui fantasmi di Edimburgo davvero da brivido è quella di David Allen, pittore scozzese morto nel 1796.

La leggenda narra che l’artista fu sepolto presso il cimitero di Old Calton Burial Ground a seguito di un attacco di epilessia. Pare, però, che David non fosse morto, ma solamente in coma.

La lapide iniziò a logorarsi velocemente e una strana macchia comparve sul retro. Così si decise di dissotterrare la bara: il corpo del pittore fu trovato in posizione diversa da quella in cui era stato riposto e il coperchio presentava segni di graffi e pugni. David Allen era stato sotterrato vivo.

Guardando la macchia sul retro della lapide pare scorgersi un volto: per alcuni un ultimo quadro dell’artista, un autoritratto di sé stesso mentre grida aiuto.

 

Le streghe di North Bridge

 

Il Ponte dei Morti, è così che viene spesso chiamato North Brige, il ponte che collega la Old Town con la New Town.

Sotto di esso oggi si osservano i binari della ferrovia di Waverly Station e i Princes Street Gardens, ma un tempo lì si trovava il Nor Loch, una palude malsana famosa per essere il luogo in cui le donne accusate di stregoneria veniva gettate durante il periodo dell’Inquisizione.

Questo posto è considerato infestato e sono in tanti a non amare attraversarlo a piedi.

Una storia, inoltre, racconta che per la sua inaugurazione fu scelta una donna di 100 anni che avrebbe dovuto attraversarlo per prima. La notte precedente la signora morì, ma per non intimorire i cittadini, il suo corpo fu fatto sfilare ugualmente su una carrozza. Qualche abitante si accorse che la donna era un cadavere e da quel momento il ponte è considerato maledetto.

 

James Douglas, Conte di Drumlanrig: il cannibale

 

Una delle storie più agghiaccianti legate a Edimburgo è quella di James Douglas, Conte di Drumlanrig.

Pare che il ragazzo fosse mentalmente instabile e violento. Per questo motivo era tenuto rinchiuso nella sua stanza presso Queensberry House, l’abitazione di famiglia che si trovava lungo il Royal Mile e che oggi è incorporato nell’edificio del Parlamento.

Durante alcune rivolte scoppiate a seguito della firma dell’Atto di Unione nel 1707, il ragazzo riuscì a scappare dalla stanza e aggredì l’unica persona rimasta nell’abitazione, un sguattero di 10 anni che doveva badare alla casa.

Quando il padre fu di ritorno trovò James intento a mangiare il ragazzino che aveva precedentemente scuoiato e messo sul fuoco.

Si racconta che ancora oggi, in alcune giornate, si sentano le urla dello sguattero all’interno della Queensberry House.

 

Deacon Brodie, il vero Dottor Jeckyll e Mister Hyde

 

deacon brodie tavern

Deacon Brodie Tavern sul Royal Mile.

 

Hai presente Dottor Jekyll e Mister Hyde, il celebre romanzo di Stevenson? Bene, pare che l’autore, originario proprio di Edimburgo, abbia preso ispirazione da un personaggio realmente esistito, William Brodie, conosciuto anche come Deacon (Diacono) Brodie.

L’uomo era un artigiano e un politico, ma anche un ladro e un criminale. Deacon Brodie, infatti, durante il giorno conduceva una vita da cittadino rispettabile, ma di notte si trasformava in una persona dedita ai piaceri e schiava del gioco d’azzardo.

L’uomo aveva due amanti e cinque figli illegittimi e la sua vita, ovviamente, iniziava ad essere piuttosto costosa. Così iniziò la sua attività come scassinatore e ladro: con le copie delle chiavi degli appartamenti dove lavorava come falegname e fabbro si intrufolava negli appartamenti dei suoi clienti per rubare quanto possibile.

Nel 1786 ingaggiò alcuni compari e mise su una vera e propria banda. Questo fu l’inizio della fine: durante una rapina finita male, uno dei complici fu catturato e parlò.

Deacon Brodie fu arrestato e, ironia della sorte, impiccato con una forca riprogettata proprio da lui stesso.

Molti dicono che l’uomo corruppe il boia e che, indossando un collare di ferro e inserendo in gola un tubo d’argento flessibile, si salvò. Alcuni affermarono di averlo visto in seguito a Londra e Parigi. C’è, invece, chi dice che fu sepolto nella chiesa di Buccleuch sotto una lapide senza nome per evitare che fosse riconosciuto. Ancora oggi numerose persone affermano di aver incontrato il suo fantasma in giro per Edimburgo.

 

Tour dei fantasmi a Edimburgo

 

Se queste storie ti hanno incuriosito e vuoi conoscere altre lugubri storie sulla capitale scozzese, il metodo migliore è quello di partecipare a un tour dei fantasmi a Edimburgo.

Questa è, secondo noi, un’ottima idea per visitare la città in maniera alternativa, ma anche una bella occasione per visitare Edimburgo a Halloween!

 

Tour dei fantasmi di Edimburgo in italiano

 

Il tour dei fantasmi di Edimburgo in italiano è l’occasione perfetta per scoprire la città in maniera diversa da solito.

La visita si allontana dai soliti percorsi turistici e ti conduce alla scoperta di luoghi tetri e dalle storie raccapriccianti. Conoscerei la città nel suo periodo più tenebroso, quando le streghe venivano bruciate, i cadaveri rubati e gli omicidi erano all’ordine del giorno.

 

 

Tour dei fantasmi di Edimburgo in inglese

 

Oltre alla visita in italiano, ne vengono organizzate altre anche in inglese.

Se mastichi la lingua noi ti consigliamo di partecipare al Free Tour dei Fantasmi di Edimburgo: noi abbiamo partecipato ed è stato davvero molto interessante.

La visita parte dalla Cattedrale di Sant’Egidio e continua tra vicoli bui e strette stradine tra le quali la guida ti racconterà alcune delle storie più inquietanti di questa città.

Il vantaggio di questo tour è che non ha un prezzo fisso e potrai lasciare alla guida quanto reputi corretto in base all’esperienza e alla tua disponibilità.

Oltre a questo, esiste anche un interessante Tour dei Sotterranei di Edimburgo offerto da Civitatis.

La visita ti condurrà alla scoperta del ventre della città, tra antiche abitazioni e storie dimenticate.

Il tour si conclude con la visita del Cimitero di Greyfriars, luogo dove i fenomeni paranormali sono all’ordine del giorno.

 

 

Queste storie ti hanno fatto venire i brividi? Sei pronto a visitare la città più infestata della Scozia?

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