Questa selezione di cocktail bar ad Amsterdam nasce dal mio ultimo viaggio in città, dove sono tornata in occasione della cerimonia di Europe’s 50 Best Bars 2026. Nei giorni trascorsi nella capitale olandese ho provato diversi locali, scegliendoli sia attraverso le segnalazioni di 50 Best Discovery, il portale che raccoglie ristoranti, bar e hotel segnalati dagli esperti delle Academy di 50 Best, sia seguendo i consigli dei bartender e delle persone incontrate di volta in volta dietro e davanti al bancone.
Da questa esperienza è nata l’idea di creare una guida utile per chi visita Amsterdam e non cerca semplicemente un posto dove bere, ma desidera scegliere locali capaci di tramutare un cocktail in una vera esperienza. Ogni indirizzo, infatti, ha una propria identità, una storia da raccontare e un modo diverso di accogliere chi entra.
Un buon cocktail, del resto, non si esaurisce nella tecnica o nell’equilibrio degli ingredienti. Può raccontare il territorio, la cultura locale e la visione di chi lo ha ideato, aggiungendo una nuova chiave di lettura al viaggio.
C’è poi un altro aspetto che rende questi locali particolarmente interessanti: il bancone è spesso uno spazio di incontro. Durante quei giorni ad Amsterdam ho conosciuto viaggiatori arrivati da New York, dall’Arizona e da altre parti del mondo. Conversazioni nate in modo spontaneo davanti a un drink sono diventate occasioni per scambiarsi storie, impressioni e consigli, dimostrando che un cocktail bar è molto più di un luogo dove sorseggiare un drink.
La selezione che segue nasce proprio da questi elementi: la qualità dell’esperienza nel bicchiere e la capacità del locale di creare un’atmosfera in cui valga la pena fermarsi.
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Ecco cosa troverai in questo articolo:
1 – Flying Dutchmen Cocktails
Per entrare da Flying Dutchmen Cocktails bisogna salire una ripida scala in legno all’interno dell’Odeon, un edificio storico del 1662 affacciato sul Singel, uno dei canali concentrici che attraversano il centro di Amsterdam. L’accesso anticipa bene ciò che si trova al piano superiore: un locale raccolto, ricco di storia e lontano dall’immagine patinata di molti cocktail bar contemporanei.
Il progetto di Flying Dutchmen Cocktails parte, infatti, da un principio preciso: per comprendere l’evoluzione del cocktail bisogna prima conoscerne i classici. La carta alterna ricette storiche, reinterpretazioni e signature drink, valorizzando tecniche, distillati e storie dei bartender che hanno contribuito alla costruzione della cultura del bere miscelato. Dietro al bancone si trova inoltre una selezione di oltre 800 spirits, utilizzata non come semplice elemento espositivo, ma come strumento di lavoro e approfondimento.

Flying Dutchmen Cocktails.
Questo approccio educativo non rende però l’esperienza rigida o didascalica. Al contrario, il team riesce a tradurre la competenza in un servizio diretto, spontaneo e molto coinvolgente. I bartender spiegano gli ingredienti, aiutano a orientarsi nella carta e adattano i suggerimenti ai gusti dell’ospite, senza trasformare la conversazione in una lezione.
Anche il menu riflette bene questa filosofia. Sul retro si trova il Flavour Compass, una bussola che colloca i cocktail lungo quattro direttrici: morbido, intenso, acido e dolce. Questo permette di orientarsi in modo immediato tra le diverse proposte, aiuta a visualizzare il profilo del drink e invita a ragionare sulle proprie preferenze sensoriali.
Alla qualità della proposta si aggiunge, come accennavo, un’ospitalità molto naturale. Il clima al bancone è informale, vivace e mai costruito: si conversa con il team, si scambiano impressioni con gli altri ospiti e ci si ritrova facilmente a ordinare un secondo cocktail. È proprio questa combinazione tra solidità tecnica, identità storica e capacità di accogliere a rendere Flying Dutchmen Cocktails uno degli indirizzi più completi della scena di Amsterdam.
Durante la mia visita ho scelto il Flying Dutchmen Cocktail, signature drink preparato con Bols Genever Barrel Aged, succo di limone, sciroppo di speculaas, orange bitters e acqua di fiori d’arancio. La carta lo definisce un cocktail ispirato ai Paesi Bassi e il riferimento non resta soltanto nominale: il genever e le spezie dello speculaas costruiscono una matrice chiaramente olandese, mentre agrumi e fiori d’arancio alleggeriscono il profilo aromatico e ne sostengono la bevibilità. Il risultato è un drink riconoscibile, equilibrato e coerente con l’identità del locale. Non cerca l’effetto attraverso ingredienti eccentrici o presentazioni spettacolari, ma lavora sulla precisione, sulla memoria gustativa e sulla capacità di tradurre un territorio nel bicchiere.
Flying Dutchmen Cocktails riesce a tenere insieme due elementi che non sempre convivono con la stessa naturalezza: una forte cultura del bere miscelato e un’ospitalità informale, mai impostata.

Flying Dutchmen Cocktail, drink da provare al Flying Dutchmen.
📍 Indirizzo: Singel 460, Amsterdam.
💶 Prezzi: Cocktail da 15 €.
📅 Prenotazione: Consigliata, soprattutto nel weekend. Il locale mantiene comunque alcuni posti per chi arriva senza prenotazione. Potrebbe essere necessario attendere.
🍸 Da provare: Flying Dutchmen Cocktail.
🌐 Info: Sito ufficiale · Instagram
2 – Super Lyan
Super Lyan si trova all’interno del Kimpton De Witt Hotel, in un edificio storico del Seicento nel centro di Amsterdam. Nonostante la collocazione alberghiera, non ha l’impostazione formale del classico hotel bar. Il progetto, infatti, punta su un’identità visiva molto netta, fatta di colori accesi, richiami agli anni Cinquanta, neon e dettagli rétro reinterpretati in chiave contemporanea.

Super Lyan. © 50 Best.
L’ambiente è dinamico e il servizio contribuisce in modo decisivo alla qualità dell’esperienza. L’accoglienza è calda, il tono informale e il team riesce a mettere subito a proprio agio. A questa naturalezza si accompagna una preparazione molto solida: i bartender sanno orientare nella scelta con precisione e, quando trovano un interlocutore interessato, entrano volentieri nel merito di ingredienti, tecniche e costruzione del drink.
Nel 2026 Super Lyan è entrato per la prima volta nella classifica di Europe’s 50 Best Bars, raggiungendo la posizione numero 42 e ottenendo il titolo di The Best Bar in the Netherlands 2026. Il riconoscimento arriva dopo sette anni di lavoro su un’idea precisa di cocktail bar: un locale radicato nella città, capace di reinterpretare i classici e di coniugare una miscelazione di alto livello con un’accoglienza spontanea e mai troppo rigida.
Il menu attuale, Boroughs of Amsterdam, traduce in otto cocktail il carattere degli otto distretti della città. Non si limita a utilizzare i nomi dei quartieri come semplice riferimento narrativo, ma ne interpreta storia, trasformazioni urbane, abitudini e identità attraverso ingredienti, tecniche e profili aromatici differenti.
È una scelta particolarmente riuscita perché permette di leggere Amsterdam anche attraverso il bicchiere. Il Concrete Spritz, per esempio, richiama la trasformazione creativa di Noord. Il Super Smash racconta Amsterdam-Zuid attraverso un richiamo a FEBO, la celebre catena olandese di snack serviti da distributori automatici, con una componente sapida ispirata alla crocchetta. Il Tattie Colada utilizza la patata per raccontare lo spirito comunitario di Oud-West. Ogni drink, insomma, nasce da un riferimento concreto alla città e lo rielabora senza cadere nell’effetto folkloristico.
Durante la mia visita ho scelto il Lyan Negroni, uno dei Lyan All Stars, preparato con Bombay Sapphire, Martini Bitter, vermouth, oliva e foglie di sedano. Il drink conserva con chiarezza la struttura del classico, ma introduce una componente vegetale e sapida che ne amplia il profilo senza comprometterne l’equilibrio. L’amaro resta preciso, la parte aromatica ben integrata e la bevuta sorprendentemente fluida. È stato, realmente, uno dei Negroni più convincenti che abbia assaggiato.
Senza cercare di impressionare attraverso una complessità fine a sé stessa, Super Lyan costruisce cocktail leggibili e identitari. A questo si aggiunge un servizio attento e una capacità rara di far sentire l’ospite a proprio agio senza abbassare il livello della proposta.
📌 Per approfondire il progetto, la filosofia e i cocktail del locale, leggi anche il mio articolo dedicato al Super Lyan di Amsterdam.

Lyan Negroni, Super Lyan.
📍 Indirizzo: Nieuwezijds Voorburgwal 3, Amsterdam.
💶 Prezzi: Cocktail da 16 €.
📅 Prenotazione: Non necessaria: il locale accoglie senza prenotazione. Per gruppi di oltre 8 persone è richiesto contattare il bar in anticipo.
🍸 Da provare: Uno dei cocktail di Boroughs of Amsterdam oppure il Lyan Negroni.
🌐 Info: Sito ufficiale · Instagram
3 – Rosalia’s Menagerie
Affacciata sul Kloveniersburgwal, uno dei canali più antichi del centro di Amsterdam, Rosalia’s Menagerie occupa il piano principale di una casa seicentesca che riunisce sotto lo stesso tetto cocktail bar e ospitalità. Attraverso una porta nascosta nel locale, infatti, si raggiunge la Rosalia’s Inn Upstairs, un piccolo boutique hotel di sole sei camere, ciascuna arredata in modo diverso. Una soluzione particolare per chi desidera soggiornare nel cuore della città, godendosi la possibilità di vivere la serata al bar senza doversi spostare.
Una volta entrati, si ha davvero la sensazione di lasciare fuori il rumore della città. L’ambiente è intimo, curato e piacevolmente tranquillo, con un servizio attento che non invade mai lo spazio dell’ospite. Gran parte del team è italiano e questa presenza, devo ammetterlo, si riconosce in un’accoglienza calda, discreta e spontanea.
Il nome del locale richiama le menagerie della Amsterdam del Seicento, collezioni in cui animali, piante e oggetti esotici arrivati attraverso i commerci incontravano ciò che era locale. La stessa idea ritorna oggi nel bicchiere, attraverso l’unione tra distillati olandesi, prodotti internazionali, ingredienti preparati in casa e tecniche che dialogano spesso con il mondo della cucina.
La drink list cambia seguendo le stagioni e mantiene una forte attenzione alla componente botanica. È un aspetto importante, perché permette al menu di evolvere durante l’anno e di lavorare ogni volta su profumi, consistenze e ingredienti diversi. Nella carta estiva, per esempio, prevalgono freschezza, frutta e acidità, senza rinunciare a composizioni complesse e a una ricerca molto precisa sull’equilibrio.
A Rosalia’s Menagerie il cocktail non viene pensato come qualcosa di statico. Il servizio, la temperatura e soprattutto le consistenze entrano a far parte della degustazione, invitando spesso l’ospite a completare o trasformare il drink.

Midsummer Sgroppino, Rosalia’s Menagerie.
La Surprise Colada è uno degli esempi più riusciti. Preparata con Citadelle Dry Gin, liquore al sambuco, cordial al verjus, baijiu e rum al cocco, viene servita inizialmente con una componente gelata al centro. La prima parte della bevuta è più fresca e luminosa, con note di ananas in evidenza. Successivamente, ciò che rimane viene shakerato e servito di nuovo, modificando consistenza e profilo aromatico e facendo emergere con maggiore intensità il cocco. Il risultato è quasi quello di due cocktail consecutivi costruiti sugli stessi ingredienti, ma capaci di restituire sensazioni differenti.
Altrettanto interessante è il Midsummer Sgroppino, preparato con sorbetto ai frutti rossi e cioccolato fondente, Woodford Reserve Bourbon, Laphroaig, Disaronno e Crémant de Bourgogne. In questo caso è l’ospite a mescolare il sorbetto nel drink fino a raggiungere la consistenza tipica dello sgroppino. Le note fruttate e la freschezza dello spumante incontrano la profondità del bourbon e la componente torbata del whisky, mentre i piccoli frammenti di cioccolato fondente rimangono percepibili durante la bevuta. È un cocktail ricco, divertente e sorprendente tanto sul piano gustativo, quanto su quello tattile.
Dietro ogni proposta di Rosalia’s Menagerie si percepiscono ricerca, preparazioni artigianali e una conoscenza approfondita delle strutture classiche, ma l’esperienza resta comprensibile, piacevole e mai impostata. È un locale in cui vale la pena prendersi tempo, lasciarsi guidare dal team e accettare che ciò che arriva nel bicchiere possa cambiare forma mentre lo si beve.
📍 Indirizzo: Kloveniersburgwal 20, Amsterdam
💶 Prezzi: Cocktail da 14 €
📅 Prenotazione: Non prevista: l’accesso è in ordine di arrivo.
🍸 Da provare: Uno dei cocktail stagionali oppure il Midsummer Sgroppino
🌐 Info: Sito ufficiale · Instagram
4 – Shakerato
Tra le aperture più recenti della scena cittadina, Shakerato porta ad Amsterdam l’esperienza del team di Handshake Speakeasy di Città del Messico, proclamato miglior bar al mondo da The World’s 50 Best Bars nel 2024 e classificato al secondo posto nel 2025. Il progetto è guidato dal bartender olandese Eric van Beek e nasce con un’identità autonoma: non una semplice replica europea di Handshake, ma un locale pensato per dialogare con Amsterdam, con la cultura dell’aperitivo e con un gusto più vicino alla tradizione europea.
Ospitato negli spazi dell’NH Amsterdam Leidseplein, Shakerato mantiene una gestione indipendente rispetto all’hotel. L’ambiente è elegante ma privo di formalismi, con grandi finestre, toni caldi e una sala luminosa che accompagna in modo naturale il passaggio dal tardo pomeriggio alla sera. È un posto in cui ci si ferma volentieri: adatto sia a una degustazione al bancone, sia a qualche ora trascorsa con maggiore tranquillità.

Bancone di Shakerato.
Il servizio interpreta bene questa doppia possibilità. Il team è preparato e disponibile, sa consigliare con precisione e approfondisce volentieri ingredienti, tecniche e costruzione dei drink quando trova un ospite interessato. Allo stesso tempo, comprende quando chi entra desidera semplicemente bere bene e concedersi una pausa. È una forma di attenzione genuina, che non forza mai la conversazione e adatta il ritmo del servizio alla persona che ha davanti.
La carta riflette la filosofia del locale attraverso cocktail puliti, leggibili e costruiti con grande attenzione all’equilibrio.
Le influenze messicane del gruppo si intrecciano con ingredienti europei e riferimenti mediterranei, in una carta che lavora spesso su bitter, amari, agrumi e profili aromatici molto puliti.
Accanto ai cocktail in formato classico, il menu propone anche una sezione di Miniature Cocktails, pensata per assaggiare alcuni grandi classici in una versione più piccola.
Durante la mia visita ho scelto lo Shakerato, il cocktail che porta il nome del locale, preparato con un aperitivo italiano amaro shakerato e sake allo yuzu. È un drink delicato, preciso e piacevolmente scorrevole, in cui la componente amaricante viene alleggerita dalla freschezza agrumata dello yuzu. La struttura è essenziale, ma non semplice: l’armonia tra amarezza, acidità e morbidezza restituisce bene l’identità del progetto, che punta sulla nitidezza del gusto più che sull’effetto scenografico.
Convince l’equilibrio tra qualità della proposta, eleganza dell’ambiente e attenzione del servizio che ne fa un indirizzo in cui fermarsi con calma per lasciarsi consigliare e stupire da una miscelazione precisa, pulita e mai eccessiva.

Shakerato, uno dei cocktail da provare da Shakerato.
📍 Indirizzo: Stadhouderskade 7, Amsterdam.
💶 Prezzi: Mini cocktail da 7 €; cocktail classici e signature da circa 16 €.
📅 Prenotazione: Disponibile online e consigliata soprattutto nel fine settimana.
🍸 Da provare: Shakerato, con bitter italiano e sake allo yuzu.
🌐 Info: Sito ufficiale · Instagram
5 – Advocatuur
Tra i cocktail bar visitati ad Amsterdam, Advocatuur è probabilmente quello che mi è rimasto più nel cuore. Si trova all’interno del Rosewood Amsterdam, ospitato nell’ex Palazzo di Giustizia affacciato sul Prinsengracht, e conserva un’eleganza coerente con il contesto senza assumere il tono distaccato che talvolta si associa ai bar dei grandi hotel.
Gli ambienti sono raffinati, comodi e costruiti per invitare alla sosta. Ci si ferma volentieri, senza fretta, anche grazie a un servizio che considero uno dei punti di forza del locale. Il team ascolta, consiglia e dedica tempo al racconto dei drink, adattando il livello di approfondimento alla curiosità dell’ospite. La competenza è evidente, ma viene comunicata con gentilezza e autentico piacere della condivisione.
A rendere Advocatuur davvero unico nella scena cittadina è la distilleria interna, visibile dagli spazi del bar. Qui viene prodotto PRØVO, il genever della casa, una rilettura contemporanea del giovane genever olandese ottenuta attraverso tre differenti metodi di distillazione e una selezione di botaniche, spezie, frutti, fiori e tè. Il suo nome richiama il movimento Provo nato ad Amsterdam negli anni Sessanta, al quale si ispira anche il carattere ribelle dell’intero progetto.
Già solo la possibilità di assaggiare un genever prodotto direttamente nel locale rende Advocatuur una tappa interessante per chi vuole comprendere meglio la cultura olandese degli spirits. Il distillato, però, non viene trattato come un semplice richiamo alla tradizione: diventa la base di una proposta contemporanea, capace di intrecciare storia locale, influenze internazionali e tecniche moderne.
Anche il menu contribuisce a dare personalità all’esperienza. Grafica, nomi e narrazione richiamano il passato giudiziario dell’edificio, il concetto di ribellione e alcuni episodi della storia dei Paesi Bassi. Dietro l’impostazione giocosa, tuttavia, c’è un lavoro molto preciso sui profili aromatici. I cocktail cambiano registro e intensità, ma mantengono una costante: l’equilibrio.
Tra gli assaggi che consiglio c’è il Kopstuk, una reinterpretazione in formato ridotto del tradizionale kopstoot olandese: PRØVO e vermouth dry prodotto da Advocatuur, serviti con un uovo di quaglia e accompagnati dalla birra della casa Justitia.
Il secondo drink che segnalerei è lo Skandalus, preparato con mezcal The Lost Explorer Espadín 8, St-Germain, frutto della passione piccante, vaniglia e Champagne Billecart-Salmon Le Réserve. È un cocktail stratificato e deciso, in cui l’affumicatura del mezcal incontra la parte fruttata del passion fruit, la morbidezza della vaniglia e il profilo floreale del St-Germain. Lo Champagne contribuisce a dare freschezza, tensione e maggiore equilibrio all’insieme, senza emergere in modo evidente nella bevuta.
Sono due proposte molto diverse, ma entrambe spiegano bene il lavoro del bar. Il Kopstuk mette al centro Amsterdam, il genever e la tradizione. Lo Skandalus guarda invece alle contaminazioni internazionali.
Advocatuur riesce a fare qualcosa di non scontato: valorizzare la propria collocazione prestigiosa senza lasciarsene imprigionare. La distilleria, la qualità dei cocktail e la profondità del racconto ne fanno un indirizzo di grande interesse, ma è soprattutto la cura riservata all’ospite a trasformare la visita in un’esperienza che resta nel tempo.
📌 Per scoprire più da vicino la storia dell’ex Palazzo di Giustizia, il jenever Prøvo, la cocktail list e la cucina tandoor, leggi il mio approfondimento dedicato ad Advocatuur Amsterdam.
📍 Indirizzo: Prinsengracht 432–436, Amsterdam.
💶 Prezzi: Cocktail signature da 20 €; degustazione di quattro mini drink a base di PRØVO 25 €.
📅 Prenotazione: Per piccoli gruppi l’accesso è senza prenotazione. Le prenotazioni sono previste solo per gruppi da 6 a 12 persone, con spesa minima.
🍸 Da provare: Kopstuk oppure Skandalus.
🌐 Info: Sito ufficiale · Instagram
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Altri cocktail bar ad Amsterdam da tenere in considerazione
Quelli che seguono sono altri cocktail bar che avevo inserito nella mia lista, ma che non ho avuto modo di provare. Al De Blauwe Parade, in realtà, sono stata durante un evento, senza però degustare i cocktail della casa, mentre gli altri sono indirizzi che avrei voluto visitare. Li segnalo quindi come ulteriori spunti da tenere in considerazione.
De Blauwe Parade
Un bar storico accanto all’Hotel Die Port van Cleve, attivo dal 1887 e caratterizzato da un grande pannello in ceramica blu di Delft che racconta la storia di Amsterdam. La proposta attuale mette insieme cocktail classici e contemporanei, distillati olandesi e ingredienti locali. Da considerare se cerchi un indirizzo capace di unire miscelazione e patrimonio cittadino.
Law & Order
Un cocktail bar informale, conosciuto per le reinterpretazioni accessibili dei grandi classici. L’ambiente richiama un salotto, la musica spazia spesso verso l’hip hop e il servizio punta su un rapporto diretto con l’ospite. Una possibile scelta per chi cerca cocktail curati in un’atmosfera vivace e rilassata.
Door 74
Uno degli speakeasy più conosciuti di Amsterdam, nascosto dietro una porta anonima nel centro storico. L’interno richiama l’epoca del Proibizionismo, mentre i menu stagionali vengono costruiti attorno a temi precisi e accompagnati da un forte lavoro narrativo e visivo. I posti sono esclusivamente a sedere e la prenotazione è fortemente consigliata.
NJOY
Aperto nel 2004, si presenta come il cocktail bar più antico di Amsterdam ancora in attività. La carta comprende signature drink, classici, Champagne cocktail, proposte analcoliche e creazioni pensate per palati più esperti. Organizza anche workshop e masterclass per chi desidera avvicinarsi in modo più pratico alla miscelazione.
Bols Cocktail Experience: un’esperienza da fare ad Amsterdam per chi ama cocktail e distillati
Allontanandoci per un momento dal mondo dei cocktail bar, la Bols Cocktail Experience è una tappa che consiglio a chi ama la mixology e desidera approfondire la storia dei distillati di Amsterdam e dei Paesi Bassi.
La storia della casa Bols comincia ad Amsterdam nel 1575 e oggi viene raccontata attraverso una visita che permette di avvicinarsi a una tradizione dal ruolo molto importante nello sviluppo della miscelazione locale. Tutto, infatti, parte dal genever, il distillato simbolo olandese e uno degli antenati del gin moderno.
La visita è strutturata come un percorso autonomo e interattivo, accompagnato da audioguida, attraverso la storia dell’azienda, la produzione dei liquori e il ruolo che aromi, botaniche e percezione sensoriale assumono nella costruzione di un cocktail. L’allestimento è chiaro e coinvolgente, adatto anche a chi non possiede conoscenze tecniche, ma sufficientemente curato da offrire spunti interessanti anche a chi frequenta già il mondo della miscelazione.
Una parte importante dell’esperienza è dedicata all’analisi dei profumi e dei sapori. Installazioni e prove olfattive invitano a riconoscere gli aromi e a comprendere quanto incidano sulla percezione finale di un drink. A queste si aggiungono attività più dinamiche, come le sfide di shaker e i giochi dedicati all’abbinamento tra cocktail e bicchiere, che permettono di mettere alla prova le proprie conoscenze in modo semplice, ma ben studiato. Il taglio rimane divulgativo e leggero e rende la visita particolarmente piacevole da condividere in coppia o con amici.

Bols Cocktail Experience.
Il percorso si conclude al Mirror Bar, dove con il biglietto si può gustare un cocktail preparato al momento. Durante la mia visita ho scelto il Crimson Toffee, uno dei Bartenders’ Signatures, realizzato con Damrak Gin, Bols Red Orange, espresso e chocolate bitters. Un drink intenso ma ben equilibrato, in cui la componente agrumata e amaricante si integra con le note più morbide del caffè e del cioccolato.
Chi desidera approfondire ulteriormente può scegliere (o aggiungere) una degustazione di genever.
Oltre alla visita classica vengono organizzati anche workshop dedicati alla preparazione dei cocktail, masterclass e corsi di bartending più strutturati.

Crimson Toffee, Bols Cocktail Experience.
La Bols Cocktail Experience si trova nei pressi di Museumplein e può quindi essere inserita facilmente in una giornata dedicata ai musei della zona. La visita dura indicativamente un’ora ed è riservata ai maggiorenni.
Nel complesso, è un’esperienza ben costruita, capace di coniugare divulgazione, interazione e degustazione. Non sostituisce la visita a un cocktail bar, ma aggiunge al viaggio una chiave di lettura utile per comprendere meglio il rapporto tra Amsterdam, il genever e la cultura della miscelazione.
Se vuoi inserire la Bols Cocktail Experience nel tuo itinerario, puoi verificare qui disponibilità, orari e prezzi aggiornati e prenotare il biglietto in anticipo.
Amsterdam offre una scena della miscelazione vivace e molto diversa da locale a locale. Gli indirizzi raccolti in questa guida raccontano soltanto una parte di ciò che la città può offrire, ma sono un buon punto di partenza per chi desidera bere bene e scegliere esperienze capaci di lasciare un ricordo del viaggio.
Hai già provato uno di questi cocktail bar o ne conosci altri che meritano di essere inseriti? Raccontamelo nei commenti.
Stai programmando un viaggio in città? Non dimenticarti di curiosare nella sezione interamente dedicata ad Amsterdam: trovi tanti suggerimenti per organizzare il tuo soggiorno.
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