Advocatuur Amsterdam: il cocktail bar del Rosewood tra jenever e spirito ribelle

di Selene Scinicariello
Pubblicato il: Aggiornato il:

Durante i giorni che hanno preceduto la cerimonia della prima edizione di Europe’s 50 Best Bars 2026, ho avuto modo di visitare diversi locali della capitale dei Paesi Bassi e approfondire da vicino la scena della mixology cittadina. Mentre lavoravo alla mia selezione di cocktail bar da non perdere ad Amsterdam, mi sono resa conto che Advocatuur meritava uno spazio tutto suo.

Ospitato all’interno del Rosewood Amsterdam, nell’ex Palazzo di Giustizia, Advocatuur è infatti molto più di un semplice bar d’hotel. La distilleria interna, il jenever Prøvo, il richiamo alla cultura ribelle della città e il dialogo tra miscelazione e cucina danno forma a un progetto capace di raccontare Amsterdam da una prospettiva diversa. È proprio questo intreccio tra luogo, storia, cocktail e gastronomia ad avermi colpita e convinta a dedicargli un approfondimento.

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Advocatuur: dal Palazzo di Giustizia al bar ribelle del Rosewood

Advocatuur occupa alcuni degli ambienti dell’attuale Rosewood Amsterdam, all’interno di un palazzo che ha attraversato secoli di storia.

Affacciato sul Prinsengracht, l’edificio nacque nel 1665 come orfanotrofio e fu successivamente trasformato nel Palazzo di Giustizia della città. Quando i tribunali lasciarono questi spazi, il palazzo rimase in attesa di una nuova funzione. Dopo un intervento di recupero durato circa dieci anni, nel 2025 ha riaperto come hotel, iniziando un nuovo capitolo della propria storia.

Il passato, però, non è stato rimosso per fare posto al lusso contemporaneo. Scale monumentali, lunghi corridoi, cortili interni e antichi ambienti giudiziari continuano a scandire il modo in cui il palazzo viene attraversato. Il Rosewood, infatti, si è inserito dentro questa struttura lasciando che la nuova funzione dell’edificio convivesse con ciò che era stato.

Advocatuur nasce da questa continuità. Il nome, che in olandese indica la professione legale, rimanda direttamente alla storia del luogo. Il bar, invece, si sviluppa in tre ambienti ricavati da quella che un tempo era una delle aule giudiziarie. Oggi al suo interno si trovano la distilleria, la sala principale e uno spazio dove godersi la cucina tandoor e la musica dal vivo.

Salottino e distilleria dell'Advocatuur, uno dei migliori cocktail bar ad amsterdam

Salottino e distilleria dell’Advocatuur.

Il passato del Palazzo di Giustizia resta presente, ma Advocatuur non ne fa una semplice cornice. La storia dell’edificio, infatti, viene riletta attraverso la cultura contemporanea di Amsterdam, mettendo in relazione il rigore dell’istituzione con la libertà della miscelazione, della musica e dell’arte. E così, da questo contrasto, nasce l’anima ribelle del locale.

Gli interni seguono la stessa direzione. Superfici materiche, arredi e spazi raccolti costruiscono un ambiente elegante, ma con una personalità netta, lontana dall’immagine più convenzionale del bar d’hotel. Anche la musica contribuisce a definirne il carattere: hip-hop, DJ set e performance dal vivo accompagnano la serata con un’energia che cambia insieme al ritmo del locale.

Anche l’area delle vecchie celle di detenzione continua a far parte del progetto e, in occasioni particolari, ospita esperienze riservate dedicate al jenever della casa.

Insomma, Advocatuur non usa la storia del palazzo come semplice sfondo, ma come parte integrante del proprio racconto. Gli spazi, il linguaggio e l’esperienza nascono proprio dal confronto con ciò che l’edificio è stato. È in questo modo che il bar partecipa alla sua nuova vita: senza cancellarne la memoria, ma aggiungendo un capitolo contemporaneo.

Prøvo: il jenever ribelle distillato nel bar del Rosewood Amsterdam

Dietro una grande vetrata di Advocatuur si intravede Irene, l’alambicco in rame della distilleria interna. È qui che nasce Prøvo, il jenever della casa e uno degli elementi che meglio raccontano l’identità del bar.

La scelta del distillato non è casuale. Il jenever appartiene alla storia olandese ed è considerato l’antenato del gin. Produrlo direttamente all’interno del Rosewood Amsterdam significa riportare nel bicchiere una parte della cultura locale, ma senza limitarsi a riproporne una versione nostalgica. Prøvo nasce per essere moderno, versatile e capace di entrare con naturalezza nella miscelazione.

Il nome rimanda al movimento Provo, nato ad Amsterdam negli anni Sessanta. I suoi protagonisti contestavano consumismo, inquinamento e controllo delle autorità attraverso proteste non violente, ironiche e spesso teatrali.

Durante lo sviluppo del progetto, il team di Advocatuur ha scoperto che i Provos manifestavano proprio nei dintorni dell’allora Palazzo di Giustizia. Il collegamento con il bar è diventato così immediato: da una parte la legge, dall’altra chi cercava di metterla in discussione. Anche il nome Prøvo richiama il verbo olandese provoceren, provocare.

La ricetta, sviluppata insieme al master distiller Alex Davies nel corso di quasi due anni di lavoro e centinaia di prove, combina tre diversi metodi di distillazione, tradizionali e contemporanei. Alla base leggermente maltata del jonge jenever si aggiungono note di ginepro, zenzero, tulsi, pompelmo rosa, agrumi, rosa e milk oolong. Il risultato è un distillato aromatico e versatile, pensato sia per la degustazione in purezza sia per entrare nella costruzione dei cocktail di Advocatuur.

Prøvo entra infatti nei mini serve, nelle riletture di cocktail conosciuti e nel Kopstuk, interpretazione del tradizionale kopstoot olandese. Jenever, birra della casa e uovo di quaglia trasformano una consuetudine dei vecchi brown cafés in un servizio più attuale, senza perderne il riferimento culturale.

Kopstuk, Advocatuur, uno dei migliori cocktail bar ad amsterdam

Kopstuk, Advocatuur.

In alcune occasioni, il percorso prosegue oltre il bar e conduce alle vecchie celle di detenzione del Palazzo di Giustizia.

Le porte originali, ancora segnate dai graffiti incisi da chi vi attendeva il processo, si aprono oggi su uno spazio raccolto, trasformato in una sorta di piccolo tempio del jenever. Al suo interno trovano posto una biblioteca di distillati, un bancone nascosto ricavato nella cella e le degustazioni dedicate a Prøvo, spesso concluse con il Kopstuk. È qui, tra ferri, pareti cariche di tracce e nuovi messaggi lasciati dagli ospiti, che il distillato della casa lega con maggiore intensità la memoria del palazzo alla cultura della miscelazione contemporanea.

antiche celle dell'ex palazzo di giustizia dove ora si trova l'advocatuur amsterdam.

Le antiche celle trasformate in un vero e proprio tempio del jenever.

The Will of the People: la cocktail list di Advocatuur

Il titolo della carta, The Will of the People, non è un semplice richiamo alla retorica della protesta. Riassume piuttosto la posizione che Advocatuur vuole occupare all’interno del Rosewood Amsterdam: un cocktail bar di alto profilo, certamente, ma non un semplice salotto riservato agli ospiti dell’hotel o a chi cerca necessariamente un’esperienza formale.

L’ambizione è quella di affermarsi come un vero punto di riferimento cittadino, un bar di quartiere capace, però, di mantenere il livello di ricerca, servizio e miscelazione di un grande hotel. Anche l’ingresso indipendente sul Prinsengracht va in questa direzione: permette di raggiungere Advocatuur direttamente dalla strada, senza attraversare gli altri ambienti del Rosewood, rafforzandone l’identità autonoma.

Un luogo senza dress code e senza rituali intimidatori, in cui si possa entrare per esplorare la cocktail list, ordinare un classico o fermarsi semplicemente per una birra. In questo senso, The Will of the People non è soltanto il titolo del menu: è quasi una dichiarazione d’intenti, l’idea di un bar pensato per essere vissuto dalla città e non soltanto dagli ospiti del Rosewood.

Questa apertura non comporta alcuna rinuncia sul piano tecnico. Al contrario, dietro la carta c’è un lavoro molto preciso su struttura, leggibilità ed equilibrio, portato avanti dal team insieme a Carmine Marano, Head Bartender di Advocatuur. Le costruzioni possono essere complesse, gli ingredienti inattesi e alcune combinazioni volutamente audaci, ma il drink non viene mai sacrificato al concept. La tecnica rimane al servizio del gusto e il risultato deve arrivare al cliente con naturalezza, senza trasformarsi in una dimostrazione autoreferenziale.

Start Me Up è forse l’esempio più evidente di questo approccio. Campari, ghianda e legno di cedro e Justitia POJ Lager danno vita a un accostamento che, sulla carta, potrebbe sembrare difficile da governare. L’incontro tra il profilo amaro del bitter e la componente maltata della birra ha richiesto studio e misura, ma nel bicchiere trova una coerenza sorprendente. Le note tostate e boschive accompagnano l’amarezza senza irrigidirla, mentre la lager distende il sorso e contribuisce a definirne il ritmo. La texture piena aggiunge ulteriore profondità al cocktail.

start me up, uno dei cocktail dell'advocatuur di amsterdam

Start Me Up.

La carta continua a muoversi con libertà tra registri differenti. Supremacy, ad esempio, combina Partida Blanco, Tio Pepe, ananas e kaffir lime con il neroli: una costruzione che mette in relazione la nettezza dell’agave e dello sherry con una componente tropicale, agrumata e floreale. Uprising prende invece una direzione più scura, accostando Patrón Silver, ciliegia affumicata e cacao a un milk punch chiarificato alla polvere da sparo e alla ginger beer.

Durante la mia visita ho assaggiato anche Will of the People, il cocktail che dà il nome alla lista, preparato con Michter’s Bourbon, St-Germain, palo santo e CO₂. Una ricetta che riprende bene il carattere della carta: una base riconoscibile viene affiancata da elementi meno consueti, lavorati però senza perdere chiarezza ed equilibrio.

will of the people, uno dei cocktail dell'advocatuur di amsterdam. © Chantal Arnts. Courtesy of LX Comms.

Will Of The People. © Chantal Arnts. Courtesy of LX Comms.

Tra quelli provati, Skandalus è il cocktail che mi è rimasto più impresso e che ordinerei nuovamente senza esitazioni. The Lost Explorer Espadín 8, St-Germain, passion fruit piccante e vaniglia vengono completati dallo champagne Billecart-Salmon Le Réserve. Il bicchiere, bordato di spezie, anticipa un sorso stratificato in cui il fumo del mezcal, la dolcezza tropicale, la componente floreale e il piccante trovano un equilibrio preciso. Lo champagne alleggerisce l’insieme e ne accompagna lo sviluppo con freschezza, senza togliere profondità. È un cocktail complesso ma molto leggibile, particolarmente interessante anche in abbinamento ai piatti più speziati e di ispirazione orientale proposti dalla cucina di Advocatuur.

Skandalus, uno dei cocktail da provare da Advocatuur

Skandalus, Advocatuur.

Il resto della carta segue la stessa logica. Mercy unisce Hendrick’s, kiwi, chinotto e distillato di foglia di fico, mentre Wild Romance lavora su Bowmore 12, stroopwafel, verjus al caramello salato e assenzio.

Cambiano le basi, le intensità e il modo di costruire il sorso, ma rimane costante la ricerca di un equilibrio in cui ogni ingrediente abbia una funzione precisa.

Anche i nomi (Uprising, Lady of Justice, Order + Disorder, Propaganda) riportano continuamente al rapporto tra autorità, dissenso e libertà che definisce Advocatuur. Il riferimento storico, però, non diventa mai un vincolo narrativo. Si può leggere la carta attraverso il suo impianto simbolico oppure scegliere semplicemente il drink più vicino ai propri gusti: entrambe le esperienze rimangono valide.

Ecco che The Will of the People acquista il suo significato più interessante. Non indica soltanto una collezione di cocktail ispirata alla ribellione, ma un modo di intendere l’ospitalità: lasciare spazio alle persone, ai loro gusti e al modo in cui scelgono di vivere il bar.

La cucina di Advocatuur tra tandoor e influenze indo-olandesi

La cucina di Advocatuur non svolge un ruolo accessorio rispetto al bar. Nasce per dialogare con la miscelazione attraverso piatti da condividere, sapori netti e una componente speziata capace di accompagnare anche i cocktail più strutturati. Al centro ci sono i due forni tandoor, che con le loro alte temperature definiscono profumi e consistenze dei piatti.

La proposta guarda soprattutto all’India, ma viene riletta con ingredienti e riferimenti olandesi. In carta compaiono, tra gli altri, Raj Kachori con anguilla affumicata, melograno e cumino, Butterfly King Prawns marinati con yogurt alla curcuma, zenzero e pomodoro, Baked Samosa con patate, piselli e garam masala, Lamb Kofta con yogurt, aglio fritto, coriandolo e naan e Paneer Tikka Shashlik con peperoni, coriandolo, menta e melograno. La cucina diventa così parte integrante dell’esperienza di Advocatuur, con piatti pensati per dialogare con i cocktail e non soltanto per accompagnarli.

Durante la mia visita ho assaggiato il Butter Chicken, servito con anacardi, salsa di pomodoro, scaglie di cocco e naan. È un piatto ricco ma ben calibrato, con una speziatura presente senza diventare dominante e una salsa avvolgente che resta piacevole fino all’ultimo boccone. Il naan, steso a mano, cotto nel tandoor e spennellato di burro, completa il piatto con una parte più fragrante e leggermente affumicata.

L’abbinamento con Skandalus si è rivelato particolarmente interessante: la componente piccante e affumicata del cocktail accompagnava le spezie e la morbidezza del Butter Chicken, mentre lo champagne riportava freschezza nel sorso.

butter chicken all'advocatuur, il bar del rosewood amsterdam

Butter Chicken.

Perché Advocatuur è più di un bar d’hotel

Advocatuur vale il viaggio perché promette qualcosa di più di una buona serata al bancone. Fin dal primo momento, Advocatuur invita a entrare dentro un racconto che comincia dal luogo in cui si trova. Gli ambienti dell’ex Palazzo di Giustizia, oggi parte del Rosewood Amsterdam, diventano il punto di partenza per parlare di ribellione, identità olandese e mixology contemporanea senza perdere leggerezza.

Il percorso si costruisce poco alla volta. C’è la storia dell’edificio, che riaffiora negli spazi e nelle vecchie celle. C’è Prøvo, il distillato che nasce all’interno del locale. E, infine, c’è il Kopstuk, che riporta alla cultura dei brown cafés. Poi arrivano i cocktail, la musica, la cucina tandoor e gli abbinamenti che prolungano l’esperienza dal bicchiere al piatto. Ogni passaggio aggiunge qualcosa, senza mai dare l’impressione di trovarsi davanti a un concept studiato soltanto per essere raccontato.

È questo, forse, il risultato più difficile da ottenere: far sì che la storia non pesi, che la tecnica non allontani e che l’eleganza non raffreddi l’atmosfera. Advocatuur riesce a essere ricco di riferimenti e, allo stesso tempo, immediato. Si può seguirne ogni traccia oppure semplicemente lasciarsi trasportare dalla serata. In entrambi i casi, il racconto funziona.

Da aprile 2026, a guidare questo percorso è Maroš Dzurus, arrivato da Himkok dopo oltre dieci anni trascorsi in uno dei cocktail bar indipendenti più riconosciuti d’Europa. Un’esperienza che gli permette di leggere Advocatuur non soltanto come bar d’hotel, ma come progetto capace di costruire una propria identità, dialogare con la città e trovare spazio nella scena internazionale. A lui spetta ora il compito di accompagnarne la crescita senza disperdere ciò che lo rende già riconoscibile: la forza del racconto, la qualità della proposta e quella rara capacità di unire precisione e calore.

Quando si esce dal locale, rimane la sensazione di aver vissuto un’esperienza che va oltre il bere bene, in un luogo in cui storia, distillazione, cucina e ospitalità parlano la stessa lingua. Advocatuur riesce a coinvolgere, sorprendere e trasformare una serata in un ricordo. Ecco perché vale la pena andarci.

Advocatuur, uno dei migliori cocktail bar ad amsterdam

Bancone dell’Advocatuur.

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Advocatuur Amsterdam: informazioni utili

Indirizzo, orari, prezzi e modalità di accesso per organizzare una serata nel cocktail bar del Rosewood Amsterdam.

📍 Dove si trova Advocatuur?

Advocatuur si trova all’interno del Rosewood Amsterdam, negli ambienti dell’ex Palazzo di Giustizia affacciato sul Prinsengracht.

Indirizzo: Prinsengracht 432–436, 1017 KE Amsterdam.

🕰️ Orari di apertura

Attualmente, il bar è aperto il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 17:00 alle 24:00 e il venerdì e il sabato dalle 17:00 all’1:00.

🍸 È necessario prenotare?

Per i piccoli gruppi l’accesso è esclusivamente walk-in e non è possibile prenotare. Per gruppi da 6 a 12 persone si può invece inviare una richiesta al locale: è prevista una carta di credito a garanzia e una spesa minima. L’ingresso è riservato ai maggiori di 18 anni.

💶 Quanto costa bere e mangiare da Advocatuur?

I signature cocktail costano generalmente tra 19 e 21 euro, mentre le proposte analcoliche si aggirano intorno ai 12 euro. Prøvo può essere ordinato anche in purezza oppure attraverso i mini assaggi: il flight completo costa 25 euro. I piatti della cucina vanno indicativamente da 12 a 32 euro.

Orari, prezzi e modalità di accesso possono cambiare. Prima di andare ti consiglio quindi di verificare sempre le informazioni aggiornate sul sito ufficiale.

🛏️ Vuoi soggiornare al Rosewood Amsterdam?

Se vuoi prolungare l’esperienza e scoprire più a fondo gli spazi dell’ex Palazzo di Giustizia, puoi valutare di soggiornare direttamente al Rosewood Amsterdam. Controlla disponibilità e prezzi del Rosewood Amsterdam.

Conoscevi già Advocatuur o hai visitato altri cocktail bar di Amsterdam che ti hanno colpito? Scrivimelo nei commenti e condividi l’articolo con chi ama scoprire una città anche attraverso la sua scena della miscelazione.

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Un ringraziamento a LX Comms per l’invito a visitare Advocatuur. Come sempre, il racconto e le opinioni espresse nell’articolo riflettono esclusivamente la mia esperienza personale.

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