Musei Pellizza da Volpedo: la casa – studio del pittore

di Selene Scinicariello
Grazie ai musei pellizza da volpedo è possibile visitare la casa studio del pittore.

Se sei un amante dell’arte, c’è un luogo, in Provincia di Alessandria, che merita di essere scoperto: i Musei Pellizza da Volpedo.

 

La casa – studio del pittore de Il quarto stato: i Musei Pellizza da Volpedo

 

A mezzora da Serravalle Scrivia, si trova il piccolo comune di Volpedo.

La zona odora di campi, odora di caldo, odore di pesche.

Si, proprio di pesche!

Abbiamo scoperto che questo frutto viene coltivato in quest’area ormai da praticamente cento anni, facendone un prodotto di eccellenza della zona.

In giro, sulla strada, è pieno di contadini che espongono frutta e verdura su banchetti improvvisati nella frescura di un ombrellone da mare.

Ci siamo fermati e ci siamo portati a casa una cassetta del famoso (ormai anche per noi) frutto locale, che ha riempito la macchina di una fragranza che pensavamo, ormai, di aver dimenticato… (altro che arbre macique!).

Se sei interessato, ho fatto alcune ricerche su internet e ho scoperto che il sabato mattina a Volpedo si tiene il mercato dei contadini e degli artigiani locali.

Qui trovi il sito.

La cittadina di Volpedo, però, oltre le pesche, nasconde un’altro tesoro.

 

I MUSEI PELLIZZA DA VOLPEDO

A Volpedo nacque, il 28 luglio 1868, il pittore Giuseppe Pellizza, autore del famosissimo quadro “Il quarto stato“.

Se non lo conosci, prova a digitare il titolo su Google: reagirai con un “Ah si!, certo che lo conosco!“.

Il piccolo borgo è disseminato di riproduzioni dei suoi dipinti accompagnati da interessanti spiegazioni, che aiutano a rispolverare un po’ la memoria.

Il caldo, il silenzio e il tubare dei piccioni (che sono davvero troppi, per un paesino così piccolo! Attenzione a dove cammini, se non vuoi ritrovarvi con un “regalino” in testa!), aiutano a lasciar vagare l’immaginazione ai tempi che furono, per darti una mano a capire che in realtà, forse, non erano così diversi da quelli che sono.

In Piazza Quarto Stato c’è la riproduzione dell’omonimo quadro che mostra una piazza coperta di sassi e illuminata dal sole. Il 1901 è lì e lo puoi, in qualche modo, ancora sentire.

 

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Piazza Quarto Stato, Volpedo.

 

Abbiamo gironzolato un po’ in cerca della casa – studio del Pellizza, incontrando facce nuove, facce curiose, facce accaldate e bruciate dal sole, facce di persone che lavorano i campi vicini, le facce che hanno aiutato le pesche che abbiamo comprato a maturare e a diventare così profumate.

Ti avviso che Google Maps, se digiti “casa Pellizza”, ti porta nel posto sbagliato.

Quindi abbandona la macchina, passeggia per il paese e per il borgo antico e lasciati guidare dalla cartellonistica sul posto.

Quando abbiamo trovato la casa, appena aperta la porta, ci siamo resi conto di essere entrati in un luogo sacro, un luogo di arte.

 

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Casa Pellizza da Volpedo.

 

LA CASA – STUDIO DEL PITTORE PELLIZZA DA VOLPEDO

L’ambiente è unico, saturo di oggetti di ogni tipi: quadri, bozze, studi, pennelli, colori e libri.

Ogni angolo è intriso di cultura.

 

 

Il Pellizza, infatti, come ci ricordava il volontario dell’Associazione Pellizza da Volpedo, non era solo un pittore, ma era anche un artista ed un intellettuale dai mille interessi.

E la libreria è lì, pronta a ricordarcelo.

 

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Libreria, Casa Pellizza Volpedo.

 

La luce che penetra dall’alto, attenuata da un telo bianco e dai finestroni fatti costruire proprio su progetto del pittore, aiuta non solo a capire la necessità di dipingere alle condizioni migliori, ma anche la meticolosità con qui queste venivano inseguite.

La precisione del Pellizza la si capisce dai suoi schizzi, dalle tele tagliate per rendere il quadro perfetto, dai colori e dai particolari aggiunti successivamente, dopo aver scoperto che no, quel quadro non era ancora compiuto.

Anche chi non conoscesse il pittore (e io lo ammetto, sapevo poco e niente prima di visitare questo bellissimo luogo) rimarrà affascinato da questo ambiente grazie anche alle spiegazioni entusiaste di chi gestisce questo regno d’arte.

Noi abbiamo visitato lo studio grazie alla prima edizione della Giornata dei Piccoli Musei e il volontario che ci ha accolti, palesemente innamorato di questo pittore, ci ha spiegato i suoi quadri e la sua storia, rimarcando l’importanza sociale che questo pittore ebbe ed ha.

 

IL QUARTO STATO

Il Quarto Stato, infatti, non è solo un enorme dipinto ad olio su tela. Il Quarto Stato è una riflessione che deriva da idee e ripensamenti (prima del quadro definitivo ci sono stati bozzetti ed altri dipinti), una riflessione che porta a descrivere i braccianti in rivolta non più come una massa caotica, ma come individui dignitosi che avanzano con calma, ma implacabilmente, verso chi osserva. Il Quarto Stato c’è, esiste, non può essere più ignorato.

Un’arte per l’umanità.

E il volontario, con le sue spiegazioni, ci ha aiutato a capirlo, ad afferrare l’importanza sociale del lavoro del Pellizza. Raccontandoci l’aneddoto di quando il pittore decise di far uscire la tela dallo studio, provocando fermento in paese, raccogliendo, inconsapevolmente (o consapevolmente?) tutti i cittadini lì, davanti al quadro, come fosse uno spettacolo.

Il volontario ci ha spinti a ragionare, più profondamente e successivamente a casa, sull’importanza dell’arte e della comprensione dell’altro. Ci ha spinti a riflettere sul valore dell’opera del pittore di Volpedo, che non solo non si è allontanato dal suo paese di origine, ma che ha anche deciso che alcuni dei suoi quadri (il ritratto del padre, della madre e della sorella) non dovessero mai spostarsi da lì. Pellizza aveva percepito l’importanza del “quarto stato” e ha fatto sì che tutti la scoprissero, volenti o nolenti.

Socialmente, la situazione non è cambiata così tanto da quei giorni di fine Ottocento, per questo consiglio la visita.

Sul sito dell’Associazione trovate informazioni ed orari.

 

Conoscevi il pittore? Hai mai visto uno dei suoi quadri? Fammi sapere cosa ne pensi attraverso i commenti.

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