L’antica Libarna: la città romana delle terre del Gavi

di Selene Scinicariello
anfiteatro dell'antica libarna, nei pressi di gavi in piemonte.

Tra Serravalle e Arquata Scrivia, non troppo distante dal famosissimo Outlet, affiorano i resti dell’antica Libarna.

Viaggiando in autostrada avevamo adocchiato spesso le indicazioni che segnalavano il sito archeologico, ma è solo in occasione delle Giornate del Patrimonio 2017 che ci siamo decisi ad andare a visitarlo.

 

L’antica Libarna: la città romana delle terre del Gavi

 

Per visitare l’antica Libarna non abbiamo scelto un orario qualunque, ma abbiamo aspettato che fosse buio.

L’area archeologica, infatti, in occasione delle Giornate promosse del MiBact, sarebbe stata aperta anche di sera.

Di notte, alla sola luce dei faretti, i siti archeologici hanno un che di magico. Immergersi nell’atmosfera del luogo è più semplice, immaginare i tempi passati sembra meno difficile e, come in sogno, le rovine sembrano riprendere vita.

 

 

Ma la bellezza di questo posto non te la puoi solo immaginare, qualcuno te la deve anche raccontare.

Se incontri chi, come la nostra guida, ama questo sito, la sua storia e ogni suo angolo, allora, stai certo, che di Libarna te ne innamorerai.

Per inciso: noi, il giorno dopo, ci siamo ritornati 😉

 

UN PO’ DI STORIA DELL’ANTICA LIBARNA

L’origine dell’antica città romana è databile alla realizzazione della via Postumia (da Genova ad Aquileia), anche se, probabilmente, il vero e proprio avvio del processo di urbanizzazione è riconducibile all’89 a.C., quando venne concessa la cittadinanza latina alla popolazione locale.

L’area archeologica attuale comprende solo una piccola parte di quello che doveva essere il sito originario, ma vi posso assicurare che la superficie visitabile è molto grande. Al suo interno, infatti, è possibile vedere l’anfiteatro, il teatro e due quartieri.

Le strade della città sono ancora visibili e ben conservate.

 

strada_antica_libarna

Strada.

 

Come tutte le città romane, l’antica Libarna era organizzata su due assi principali: il cardine massimo, da nord a sud, e il decumano massimo, da est a ovest. Qui il cardine massimo coincideva proprio con la Via Postumia.

Una delle curiosità di Libarna è che la città non aveva mura di cinta, ma possedeva comunque due porte, lungo il cardine massimo, che segnalavano lo spazio urbano.

Le mura, così come le porte, infatti, non venivano erette semplicemente a scopo difensivo, ma avevano anche una funzione ideologica. Ciò che stava al di là delle porte non era città e non rientrava nella sfera della civiltà, ma apparteneva a quella del selvaggio.

 

L’ANFITEATRO DELL’ANTICA LIBARNA

 

 

Arrivando a Libarna e dirigendovi verso il sito archeologico, inizialmente lo vedrete dall’alto e la prima cosa che noterete sarà il grande anfiteatro, in fondo al decumano.

Come ci ha ben più volte spiegato la guida, l’anfiteatro romano aveva spesso una posizione marginale rispetto alla città, così da non creare problemi di ordine pubblico e per favorirne l’accesso.

Nell’antica Libarna, invece, l’edificio era all’interno del perimetro cittadino, perfettamente integrato con il piano urbanistico della città.

A proposito dell’anfiteatro e dei giochi che si tenevano all’interno, la guida ci ha raccontato alcune curiosità generali.

Diversamente da come siamo abituati a vedere al cinema, i gladiatori non sempre erano destinati alla morte.

I giochi erano divisi in due parti.

Al mattino i condannati a morte lottavano, nudi e spesso legati,contro bestie feroci. Nel pomeriggio, invece, si esibivano i gladiatori professionisti e, di frequente, si simulavano battute di caccia.

 

IL TEATRO DELL’ANTICA LIBARNA

L’altro edificio monumentale presente a Libarna è il Teatro.

I resti della struttura, purtroppo, non consentono di godere appieno della monumentalità dell’opera, ma basta pensare che all’interno potevano essere ospitati diverse centinaia di spettatori per capirla.

L’acustica del luogo è incredibile: provate a posizionarvi di fronte alla platea e a parlare ad alta voce, intuirete immediatamente lo sbalorditivo ingegno della civiltà romana.

 

LA DOMUS D DELL’ANTICA LIBARNA

L’ultimo edificio di cui vi voglio parlare è la cosiddetta domus D.

In questa abitazione sono stati fatti due ritrovamenti curiosi.

Il primo consiste in numerosi strumenti chirurgici, che fanno pensare, insieme alle dimensioni della stanza in cui sono stati rinvenuti, alla presenza di un ambulatorio, probabilmente connesso al vicino anfiteatro.

Il secondo è un bellissimo mosaico a tessere bianche e nere, raffigurante il mito di Licurgo e Ambrosia, che caratterizzava l’ambiente del triclinio. Purtroppo la parte centrale dell’opera è andata perduta.

 

mosaico_libarna

Mosaico, domus D.

 

Per chi non lo sapesse (io non lo sapevo! 😉 ), uno dei miti romani racconta che Ambrosia, figlia di Atlante e Pleione, inseguita da Licurgo venne da quest’ultimo afferrata ed uccisa, ma grazie a Dioniso la ninfa si trasforma in vite e, tra le sue spire, soffoca l’uomo.

Bè, a Gavi, terra di vino, un mosaico così ha sicuramente il suo perché!

 

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE LIBARNA ARTEVENTI

Alla fine della visita, colpiti dai racconti, dai reperti e dalla cura con cui è tenuto il luogo, ci siamo fermati a parlare con le persone che lo gestiscono. Abbiamo scoperto, così, l’esistenza dell’Associazione Culturale Libarna Arteventi: chi ama e opera a Libarna sono dei volontari!

Tra un bacio di Libarna e l’altro ci hanno raccontato i loro impegni, le loro speranze e le loro soddisfazioni.

Ma prima di tutto…

Cos’è un bacio di Libarna?

Un semplicissimo, ma buonissimo biscotto a base di nocciole.

Ma perché il bacio di Libarna?

Perché Libarna si trovava in un posizione ottima per i traffici commerciali. Si può immaginare che qui convogliassero le merci delle vallate e i prodotti del commercio con la città di mare di Genova.

Perché si è a conoscenza che a Libarna, sotto il porticato dove si aprivano gli ingressi ad abitazioni e botteghe, sorgeva un thermopolium, un luogo dove si potevano consumare cibi e bevande principalmente da asporto (una specie di fast food antico! 😉 ).

E perché a Libarna l’Associazione Arteventi ha capito che cibo e cultura sono il binomio giusto per raccontare la storia di un luogo.

Ecco che così è nata Archeosapori.

 

ARCHEOSAPORI

Archeosapori è sicuramente una di quelle manifestazioni che a noi di Viaggi che mangi piacciono tantissimo e alla quale, ora che l’abbiamo scoperta, parteciperemo sicuramente.

Baci di Libarna, focacce rustiche, la torta Catone (una ricetta del 160 a.C.!!), formaggi e vino sono solo alcune delle cose che ci hanno raccontato essere presenti a questo evento organizzato in primavera.

 

Libarna è un luogo meraviglioso, dove si intrecciano una molteplicità di storie interessanti. Qui si incontrano, come in mezzo al reticolato delle strade romane, come nel foro, una molteplicità di persone diverse, che, però, hanno tutte una cosa in comune: il “sentirsi di Libarna” come ha detto Iudica Dameri, Presidente dell’Associazione.

Abbiamo conosciuto delle persone fantastiche, che amano profondamente quello che fanno. Con la loro tenacia sono riusciti a creare grandi collaborazioni, tra le tante quella con il Serravalle Designer Outlet e quella con il Consorzio Tutela del Gavi.

In un territorio ricco di storia, arte e cultura enogastronomica, noi siamo fiduciosi che si possa solo fare sempre meglio!

Il vino senza cultura, è solo alcol!

ci ha detto Iudica e noi ne siamo convinti!

Grazie mille!

(E grazie anche per la guida cartacea del sito archeologico, da cui abbiamo imparato tantissime cose!).

 

INFORMAZIONI UTILI

La visita al Sito Archeologico è gratuita.

Sul sito dell’Area Archeologica di Libarna trovate gli orari di apertura: http://www.libarna.al.it/.

Trovate altre informazioni anche sul sito dell’Associazione Culturale Arteventi: http://scoprilibarna.it/.

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4 comments

fotodiaries (@fotodiaries) 7 Ottobre 2017 - 12:11

Non la conoscevo affatto!! Diciamo che ora sto abbastanza fuori strada (Umbria e Piemonte non sono esattamente confinanti) ma se lo avessi saputo quando stavo a Varese sarei andata di certo. Di archeologia, rovine e città perdute da ricostruire con l’immaginazione non ne ho mai abbastanza (e si, sono una di quelle che la domenica si riguarda Alberto Angela su Raiplay).

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selenescinicariello 9 Ottobre 2017 - 7:19

Quando tornerai da quelle parti facci un salto perché merita davvero. Il sito è tenuto benissimo e i volontari sono persone fantastiche! Comunque ci siamo trovate: anche io non ho mai abbastanza di storia e archeologia! 😉 Immaginare i tempi passati è uno dei miei sport preferiti eheh 😉

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Falupe 5 Ottobre 2017 - 13:51

Tutte le volte che ci sono passato e non mi sono mai reso conto delle potenzialità di questo sito. Grazie per la rivelazione.

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selenescinicariello 5 Ottobre 2017 - 14:11

Anche noi pensavamo la stessa cosa! Siamo rimasti a bocca aperta! è stata una bellissima scoperta e non vediamo l’ora di tornare per Archeosapori! Quando ripasserete da quelle parti, fermatevi mi raccomando! 😉

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