Rolli Days: scoprendo i maestosi Palazzi genovesi

di Selene Scinicariello
Affreschi del soffitto all'ingresso del Palazzo della Prefettura, Genova.

Genova. Quanto è bella Genova.

Noi che ci viviamo, spesso ce ne dimentichiamo.

Ci dimentichiamo di alzare la testa quando camminiamo in Via XX Settembre e di osservare qualche secondo in più le facciate dei Palazzi di Via Garibaldi. Ci dimentichiamo di smettere di pensare, anche solo per un attimo, di essere in Università per ricordarci che molti di quei Palazzi, in Via Balbi, sono Patrimonio UNESCO.

Per fortuna, ogni anno, i Rolli Days ci aiutano a dimenticarcene sempre meno spesso.

 

Scoprire Genova in occasione dei Rolli Days

 

COSA SONO I ROLLI DAYS

Se non hai mai partecipato a queste giornate, mettilo in agenda per le prossime edizioni.

I Rolli Days, infatti, non sono solo un’occasione per visitare gratuitamente (o quasi) molti dei bellissimi musei genovesi, ma sono anche tra i pochissimi momenti per far visita a Palazzi meno conosciuti.

Grazie alle giornate dei Rolli è possibile, infatti, pensare ad un itinerario fuori dagli schemi, che veda protagonisti proprio quegli edifici altrimenti chiusi al pubblico perché sede di varie istituzioni.

Noi, nell’edizione di aprile 2017, abbiamo deciso di visitare 3 Palazzi:

  • Palazzo Doria – Spinola, altresì conosciuto come la Prefettura (non avevo assolutamente idea di come si chiamasse prima di sabato!);
  • Palazzo Franco Lercari, in Via Garibaldi 3
  • Palazzo Tobia  Pallavicino – Carrega – Cataldi (ammazza quanti nomi!!), in Via Garibaldi 4.

RolliDays-mappa

 

SCOPRIRE GLI AFFRESCHI GENOVESI DURANTE I ROLLI DAYS

La Prefettura ci ha affascinato per le mappe affrescate nel porticato del secondo piano e per la curiosissima storia su come il Palazzo dovette subire un taglio (nel vero senso della parola!) per far spazio alla creazione di Via Roma.

Palazzo Lercari, invece, stupisce per i suoi incredibili affreschi.

 

 

PALAZZO TOBIA PALLAVICINO: UNA DELLE PIÙ BELLE CASE GENOVESI

Palazzo Tobia  Pallavicino (… Carrega – Cataldi…!) è la sede della Camera di Commercio e ci ha lasciati a bocca aperta.

Tobia Pallavicino incaricò il Bergamasco affinché realizzasse una delle case più belle di Genova.

E il Bergamasco ci riuscì, senza ombra di dubbio.

Le decorazioni a pittura a stucco, di scuola raffaellesca, gli affreschi dell’atrio e quelli del piano nobile non hanno nulla da invidiare ad altri che hanno sede in ben più famosi Palazzi.

La bellezza di questo edificio non è dovuta solo al grande artista cinquecentesco.

Al piano nobile, infatti, la cappella decorata da Lorenzo De Ferrari è davvero una meraviglia: il colore dell’oro mette in risalto la figura della Madonna che tiene in braccio il Bambino, mentre nella volta gli angeli paiono scendere verso di lei.

Penserai che questo possa bastare per meritare una visita, ma no, non è finita qui.

La chicca è la bellissima Galleria Dorata.

Ho sempre amato quella di Palazzo Reale, ma ti assicuro che questa è altrettanto stupenda, complice anche il fantastico tavolo, acquistato dalla Camera di Commercio, che si sposa benissimo con l’ambiente in cui si trova!

Quest’ultimo Palazzo è stata l’assoluta scoperta di questi nostri Rolli Days!

 

DOVE MANGIARE IN OCCASIONE DEI ROLLI DAYS

Per pranzo fermati a comprare qualcosa in una delle tante gastronomie dei vicoli: il pranzo sui gradini di De Ferrari, oltre ad essere più economico, sarà sicuramente con vista ;-).

ma-quanto-è-bella-genova-pic-nic

Se vuoi concludere la giornata con una birra, recati ai Quattro Canti, un piccolo pub a pochi passi da Via Garibaldi, alternativa economicissima ai cari bar della zona!

 

CONSIGLI PER VIVERE AL MEGLIO I ROLLI DAYS

Sperando che il Palazzo Tobia Pallavicino, insieme agli altri, possa prima o poi aprire le sue porte un po’ più spesso, ti consiglio di includerlo tra le visite in occasione delle prossime giornate dei Rolli.

Aspetta sempre le guide, non avere fretta e lascia che ti spieghino la storia di questi gioielli.

Non ricapiterà molto facilmente di riuscire a fare visite guidate gratuite in più Palazzi Storici!

 

Voglio concludere citando Salvatore Settis, segnalato da una delle bravissime guide che ci ha accompagnato in questa giornata:

[…] La forza del «modello Italia» è tutta nella presenza diffusa, capillare, viva di un patrimonio solo in piccola parte conservato nei musei, e che incontriamo invece, anche senza volerlo e anche senza pensarci, nelle strade delle nostre città, nei palazzi in cui hanno sede abitazioni, scuole e uffici, nelle chiese aperte al culto; che fa tutt’uno con la nostra lingua, la nostra musica e letteratura, la nostra cultura. […]
Perdere questa identità sarebbe rinunciare a una parte importante, anzi costitutiva, di noi stessi, di quello che gli italiano sono, per esserlo diventati nel corso dei secoli. Contiguità e continuità sono qui le parole-chiave: quello che costituisce la nostra identità, la rete che ci avvolge e che ci identifica, è che il nostro patrimonio culturale sono le città nelle quali viviamo, le chiese in cui entriamo, le case e i palazzi in cui abitiamo o che visitiamo, le nostre coste e le nostre montagne. Il nostro patrimonio culturale non è un’entità estranea, calata da fuori, ma qualcosa che abbiamo creato nel tempo e con cui abbiamo convissuto per generazioni e generazioni, per secoli e secoli; non un gruzzolo nel salvadanaio, da spendere se occorre, ma la nostra memoria, la nostra anima. Ed è proprio questo tessuto connettivo che rende il patrimonio italiano nel suo complesso inestimabile anche sul fronte dell’immagine e della valorizzazione del Paese. Il nostro bene culturale più prezioso è il contesto, il continuum fra i monumenti, le città, i cittadini; e del contesto fanno parte integrante non solo musei e monumenti, ma anche la cultura della conservazione che li ha fatti arrivare fino a noi. […]

 

Salvatore Settis, Italia S.p.A. L’assalto al patrimonio culturale, Torino 2002.

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1 comment

Isi 4 Aprile 2017 - 12:55

Bellissimo Sele!!!
Un bacione!
Isi

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